Diritto e Fisco | Articoli

Manovra 2020: penalizzazioni per autonomi e imprese

24 Novembre 2019 | Autore:
Manovra 2020: penalizzazioni per autonomi e imprese

I Consulenti del Lavoro sollecitano un maggior sostegno nei confronti di autonomi ed imprese e bocciano le misure restrittive.

Gli interventi previsti nella legge di bilancio 2020 non sono sufficienti, per i Consulenti del lavoro, e le misure restrittive introdotte vanno rimodulate, per evitare che l’economia continui ad essere stagnante.

A far presente queste osservazioni, la presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, in occasione dell’anteprima del Festival del Lavoro 2020, ma anche il presidente della Fondazione Studi consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, nella 3^ puntata di “Punti di Vista”, il programma di approfondimento politico trasmesso dalla web tv dei Consulenti.

In particolare, il presidente De Luca sollecita il Parlamento ad investire su un maggiore sostegno alle imprese, per favorire gli investimenti e di conseguenza l’occupazione. La presidente Calderone «boccia» la possibilità di effettuare le compensazioni solamente dopo la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, il recupero dell’evasione con la limitazione del contante ed i pagamenti digitali obbligatori prima che la banda larga sia diffusa su tutto il territorio.

Negativi anche i disincentivi al regime forfettario, che andrebbero eliminati per non ostacolare l’inserimento dei giovani professionisti che guadagnano meno del reddito di cittadinanza e si trovano costretti al trasferimento all’estero.

In sostanza, per la presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, l’attuale testo della manovra 2020 penalizza il lavoro autonomo: la legge, però, può ancora essere cambiata, e proprio per questo si è svolto un importante confronto all’auditorium dell’Antonianum di Roma, con esponenti di tutti i partiti politici. All’incontro hanno partecipato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, il leader della Lega, Matteo Salvini, e di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, i ministri Teresa Bellanova e Francesco Boccia, e un nutrito gruppo di deputati e senatori.

Nel corso dell’incontro, il ministro Catalfo ha lanciato una proposta sulle donne che lasciano il lavoro dopo il primo anno di maternità, che consiste nel riconoscimento di un nuovo esonero contributivo al datore di lavoro.

Novità in arrivo anche per i liberi professionisti riguardo all’equo compenso: non vanno tutelati soltanto i lavoratori dipendenti con bassi salari, ma anche i professionisti che hanno guadagni non adeguati a sostenere la propria attività e la propria vita.

La Fondazione studi del Consiglio nazionale dell’ordine ha inoltre valutato le catastrofiche possibili conseguenze della crisi dell’acciaieria di Taranto, che comporterebbe, in caso di un ulteriore ricorso agli ammortizzatori sociali per l’80% dei dipendenti, una spesa aggiuntiva di 132,7 milioni di euro, il 20% in più rispetto al miliardo di euro che oggi si spende per tutti gli ammortizzatori sociali nel Paese.

Il presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, nella puntata del 21 novembre di “Punti di Vista” (il programma di approfondimento politico trasmesso dalla web tv dei Consulenti del Lavoro), ha sottolineato l’importanza del collegamento del Reddito di cittadinanza all’aumento dell’occupazione. Se non si investe sulle imprese, l’economia continuerà ad essere stagnante, e la disoccupazione non diminuirà.

Ospite della puntata Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che chiede di abolire il reddito di cittadinanza e di destinare le risorse ad una riduzione più decisa del cuneo fiscale, assieme a politiche di sostegno alle imprese che creino vera occupazione. Secondo il Senatore, all’intervento di riduzione del cuneo fiscale previsto dalla legge di bilancio 2020, sarebbe da preferire una decontribuzione per alleggerire il costo del lavoro dei dipendenti che grava sulle imprese.

È, invece, pienamente favorevole al reddito di cittadinanza la senatrice del M5S Mariassunta Matrisciano, intervenuta per ricordare che questo sussidio rappresenta un grande strumento di inclusione sociale, che comunque è unito alla riforma dei centri per l’impiego. Resta in piedi anche un altro cavallo di battaglia del M5S, il salario minimo orario: sulla nuova misura, la senatrice non esclude possa nascere un accordo con il PD, dopo la presentazione in Parlamento di due appositi disegni di legge.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube