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C’è un modo per non pagare le imposte di successione?

24 Novembre 2019
C’è un modo per non pagare le imposte di successione?

Con una donazione fatta in vita dal genitore, i figli possono evitare di versare le imposte di successione alla morte di questi?

Quando tuo padre è morto ha lasciato come eredi tua madre, tuo fratello e ovviamente te. Dopo aver fatto la dichiarazione di successione avete versato allo Stato le relative imposte. È stato un salasso perché, nel patrimonio da dividere, vi erano alcuni immobili. Ora ti chiedi se, alla dipartita della tua povera mamma, sarete costretti a versare di nuovo le tasse, almeno per quella quota dei beni finiti a quest’ultima dalla successione del tuo papà. C’è un modo per non pagare le imposte di successione?

Qualcuno ti ha suggerito di farle donare i suoi beni sin d’ora ai figli in modo che non sia necessario, alla sua morte, aprire una nuova successione. È un consiglio corretto? Cerchiamo di capire come stanno le cose.

La donazione evita la successione?

Il problema è di natura prettamente fiscale. Dunque, per capire se c’è un modo per non pagare le imposte di successione una seconda volta – ossia sul patrimonio di un familiare (ad esempio un genitore) a questi pervenuto da una precedente eredità (ad esempio dalla morte del coniuge) – bisogna comprendere come funzionano le imposte di successione e quelle di donazione. Prima però di affrontare questo argomento, cerchiamo di capire se una donazione può evitare la successione (e, quindi, le relative imposte).

Sicuramente è possibile evitare la dichiarazione di successione e tutte le conseguenti pratiche burocratiche, ivi compreso il pagamento delle tasse, se il defunto si era già spogliato di tutti i suoi beni in precedenza. Ciò avviene con gli atti di donazione che questi è libero di fare in vita. 

Sotto un aspetto civilistico, il donante deve fare molta attenzione a non violare le quote di legittima, ossia quelle percentuali del proprio patrimonio che devono per forza finire ai familiari più stretti (coniuge e figli o, in assenza di questi ultimi, genitori). Se, ad esempio, il genitore dovesse donare gran parte dei propri beni a un solo figlio, alla sua morte i fratelli di quest’ultimo potrebbero intraprendere una causa per recuperare quella parte dei loro diritti lesi e, quindi, intaccare le donazioni eseguite dal genitore. 

Se però le donazioni vengono distribuite tra i vari figli in modo equo, non riducendo a nessuno di questi la rispettiva quota di legittima, gli atti sono pienamente validi.

Sono più care le imposte di successione o quelle di donazione?

Vediamo infine se, sotto un aspetto economico, le imposte che si versano sulla donazione sono meno care di quelle in caso di successione. Lo Stato, in realtà, ha voluto evitare che, dietro alle donazioni, si potessero celare intenti elusivi delle imposte di donazione per cui ha disposto che le stesse funzionino proprio nello stesso identico modo: stesse aliquote, stesse franchigie, stessi adempimenti.

Quindi, almeno per le donazioni di non modico valore – quelle cioè aventi ad oggetto immobili o beni di un certo peso economico – valgono le stesse regole delle imposte di successione, ossia:

  • donazioni (e successioni) tra coniugi: si applica una franchigia di 1 milione di euro; l’imposta è del 4% ma solo sul valore della donazione (o della successione) che supera tale tetto. Ad esempio, su una donazione alla moglie di 1.100.000 euro si versa un’imposta del 4% su 100mila euro;
  • donazioni (e successioni) tra fratelli e sorelle: si applica una franchigia di 100mila euro; l’imposta è del 6%;
  • donazioni (e successioni) tra altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado: l’imposta è del 6% e non sono previste franchigie;
  • donazioni (e successioni) tra altri soggetti: l’imposta è dell’8% e non sono previste franchigie.

Se la donazione o la successione viene fatta in favore di un portatore di handicap, la franchigia è di 1.500.000 euro mentre l’aliquota dipende dal grado di parentela.

Inoltre, sia nel caso di donazione che di successione, bisogna versare l’imposta catastale e di registro per quanto attiene ai passaggi di proprietà degli immobili. 

Insomma, applicando la medesima tassazione a tutti i passaggi di proprietà, sia tra vivi che tra un soggetto defunto e uno vivo, l’erario ha voluto evitare i classici espedienti per non pagare le imposte di successione.

Conviene più la donazione o la successione?

Alla luce di quanto detto non ha senso chiedersi se conviene di più la donazione o un testamento. Le regole, per successione e donazione, sono le stesse. Peraltro le aliquote sono fisse e non progressive e quindi frazionare il patrimonio non produce alcun effetto.

In più, come anticipato in apertura, anche nel caso di donazione bisogna rispettare le quote di legittima che, altrimenti, potrebbero essere impugnate dopo la morte del donante. 

Sia nella donazione che nella successione bisogna poi versare le imposte di registro e il compenso al notaio.

In realtà, volendo trovare un vantaggio della donazione sulla successione, può essere rinvenuto in questo: quando si dona, le imposte vengono calcolate sul valore del bene al momento della donazione, mentre in caso di testamento varrà il valore al momento del passaggio di proprietà e capita spesso che gli immobili, nel tempo, aumentino di valore per la trasformazione delle zone periferiche in zone centrali.

Come risparmiare sulla donazione

Si può ottenere un vantaggio fiscale con la donazione con riserva di usufrutto: il donante si riserva l’usufrutto vita natural durante del bene che intende donare. Il donatario in tal caso riceve la nuda proprietà dei beni donati, essendo riservato al donante l’usufrutto di tali beni.

Le imposte, se dovute, si pagano solo sul valore della nuda proprietà che è calcolato in base a tabelle ministeriali in base all’età dell’usufruttuario, ad esempio nel caso di donazione da parte di una persona di 70 anni, con riserva di usufrutto, l’imponibile, cioè il valore della donazione è decurtato di una percentuale del 40%.

Altro vantaggio fiscale: il valore degli immobili è calcolato sull’attuale valore catastale, senza possibilità di rivalutazione.

La successione sulla successione

In tutto questo meccanismo i più attenti si saranno accorti che c’è una doppia imposizione. Il passaggio di proprietà tassato con la successione dal marito alla moglie viene tassato una seconda volta quando passa dalla moglie ai figli nonostante si tratti degli stessi beni. Purtroppo però non esiste un modo per evitare di versare le imposte di successione. L’unico sistema sarebbe quello di rifiutare l’eredità, specie se questa è costituita più da debiti che da crediti. In tali ipotesi la legge prevede che, se tutti gli eredi rinunciano all’eredità, i beni passano allo Stato. 



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