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Bonus caldaia

24 Novembre 2019 | Autore:
Bonus caldaia

Nel pacchetto bonus casa approvato dal Governo, sono ricomprese due agevolazioni per gli impianti di riscaldamento degli immobili: una relativa alle caldaie e l’altra alle stufe a pellet.

Quali sono le aliquote previste per il bonus caldaia? Come bisogna effettuare i pagamenti per usufruire dello stesso? In cosa consiste il bonus stufe a pellet? Ai primi freddi, ti sei accorto che la tua vecchia caldaia non funziona più, perciò, devi sostituirla. La spesa per installarne una nuova è davvero considerevole e la cosa ti ha mandato in panico. Non disperare! Hai comunque la possibilità di usufruire del bonus caldaia, che consiste in una detrazione Irpef sulla dichiarazione dei redditi, prevista per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica dell’immobile di proprietà. Detta agevolazione, come tutti gli altri sgravi del “pacchetto bonus casa”, decisi dal Governo italiano, è stata rinnovata anche per il prossimo anno.

Nella manovra di bilancio in via di approvazione, infatti, sono state confermate le coperture per gli incentivi fiscali e, dunque, sarà valida con le stesse modalità anche per il 2020. La misura consente di sostituire la vecchia caldaia con una nuova a condensazione e godere di sgravi fiscali da spalmare in un arco di 10 anni o, come previsto dal Decreto crescita 2019 [1], di cedere il proprio “sconto fiscale” all’azienda o al professionista che effettua l’installazione e usufruire di uno sconto immediato sul prezzo da pagare pari al bonus. E’altresì, possibile beneficiare di un’altra agevolazione ovvero del bonus stufe a pellet, nel caso in cui si voglia installare un impianto di riscaldamento di questo tipo al posto di una caldaia. Vediamo entrambe queste possibilità.

Cos’è il bonus caldaia

Il bonus caldaia è un’agevolazione fiscale che consente di sostituire la vecchia caldaia ed installarne una nuova, a condensazione, di classe energetica A o superiore.

Lo sgravio è concesso anche nel caso in cui oltre alla caldaia, si acquistano valvole termostatiche di ultima generazione da applicare ai caloriferi.

Chi può richiedere il bonus caldaia

L’agevolazione del bonus caldaia può essere richiesta dal proprietario dell’immobile dove viene installato il nuovo impianto di riscaldamento. Ne possono beneficiare anche i soggetti che vantano diritti sull’immobile (come ad esempio i titolari di un diritto di usufrutto, di uso, di abitazione o di superficie) o l’inquilino.

Inoltre, per aver diritto a richiedere la detrazione occorre che:

  • l’immobile è accatastato od in fase di accatastamento;
  • si è in regola con il pagamento di eventuali tributi sull’immobile;
  • l’impianto di riscaldamento è già presente.

Come funziona il bonus caldaia

Il bonus caldaia come tutte le altre agevolazioni comprese nel “pacchetto bonus casa”, permette detrazioni diverse a seconda dell’efficienza energetica della caldaia scelta e montata nonché delle valvole termostatiche installate. Infatti, i contribuenti che sostituiscono l’impianto di riscaldamento vecchio con una caldaia a condensazione, possono contate su due percentuali di detrazione Irpef differenti.

Più precisamente:

  • una detrazione pari al 65% delle spesa sostenuta, nell’ipotesi di installazione di una caldaia a condensazione e di sistemi di termoregolazione evoluti di classe V, VI o VII o di impianti dotati di apparecchi ibridi con sistema a pompa di calore e caldaia a condensazione;
  • una detrazione del 50% della spesa sostenuta, se l’installazione ha ad oggetto una caldaia a condensazione di classe A.

Per l’installazione di modelli di caldaie inferiori alla classe A non è prevista nessuna detrazione fiscale.

Quali sono le spese ammesse al bonus caldaia

Le spese ammesse al beneficio fiscale sono:

  • smontaggio della caldaia da sostituire;
  • acquisto e posa della nuova caldaia;
  • eventuali opere murarie;
  • prestazioni professionali per sopralluoghi e modalità di intervento.

Qual è l’importo massimo del bonus caldaia

Installare una caldaia più efficiente rientra tra gli interventi previsti al fine di migliorare l’efficienza energetica degli immobili.

Per il 2020, l’importo massimo detraibile per ciascun impianto è pari a 30.000 euro.

Come si usufruisce del bonus caldaia

Lo sconto Irpef viene suddiviso in 10 rate annuali di pari importo. Perciò, se la spesa sostenuta per l’acquisto di una caldaia a sistema ibrido è stata, mettiamo, di 8.000 euro, la detrazione consentita sarà del 65%. Si potranno quindi, portare in detrazione 520 euro all’anno per 10 anni.

Inoltre, ogni singola quota andrà dichiarata nella dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa.

Ad esempio, se la caldaia è stata sostituita nel 2019, la prima quota detraibile andrà indicata nella dichiarazione dei redditi 2020; se invece, la spesa verrà effettuata nel 2020, la prima quota detraibile andrà indicata nella dichiarazione dei redditi 2021.

L’agevolazione può anche essere ceduta all’installatore che in cambio deve garantire uno sconto immediato sul prezzo da pagare, pari al bonus.

Come devono avvenire i pagamenti per beneficiare del bonus caldaia

Per beneficiare del bonus caldaia i pagamenti dell’impianto nuovo devono avvenire secondo modalità ben precise. Devono cioè, essere effettuati con “bonifici parlanti” ovvero con altri sistemi comunque tracciabili.

Nel dettaglio, i pagamenti devono avvenire:

  • tramite bonifici bancari o postali;
  • oppure mediante carte di credito o di debito.

Non è possibile utilizzare assegni, contanti o altri mezzi di pagamento diversi da quelli già sopra elencati.

Cosa bisogna indicare nei bonifici postali o bancari

Nei bonifici postali o bancari devono essere indicati i seguenti dati:

  • la causale di versamento, che è quella attualmente utilizzata dalle poste o dagli istituti di credito per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. In altre parole va indicata la specifica norma di legge [2];
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del negozio o del rivenditore;
  • il numero e la data della fattura.

Quali sono i documenti necessari per ottenere l’agevolazione

I documenti necessari per richiedere il bonus caldaia sono:

  • la perizia asseverata di un tecnico abilitato che attesti i requisiti tecnici della caldaia e il conseguente miglioramento energetico;
  • la certificazione del produttore della caldaia e delle valvole termostatiche.

E’ obbligatorio conservare tutta la documentazione per un tempo di 10 anni in caso di eventuali controlli.

A chi bisogna trasmettere la documentazione

Entro 90 giorni dall’installazione è necessario trasmettere all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico) la scheda informativa degli interventi effettuati e l’attestazione della classe energetica. Solo successivamente sarà possibile effettuare la detrazione delle spese sostenute per la nuova caldaia. Anche la ricevuta dell’invio della documentazione all’Enea dovrà essere conservata per eventuali futuri controlli.

Cos’è il bonus stufa a pellet

Per il 2020 è stata prorogata anche un’altra agevolazione relativa ai sistemi di riscaldamento degli immobili. Più esattamente si tratta del bonus stufe a pellet. Infatti, l’acquisto di una stufa di questo tipo, effettuato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020, consentirà di beneficiare alternativamente del:

  • bonus ristrutturazione 50%;
  • ecobonus 65%;
  • sconto in fattura immediato del 65%.

Preliminarmente, è opportuno precisare che le stufe a pellet sono molto simili a quelle a legna. Per riscaldare usano però, un combustibile solido, il pellet appunto, che è un prodotto economico ed ecologico essendo costituito da scarti di lavorazione del legno (ad esempio la segatura). Tali stufe hanno costi di gestione e consumi decisamente inferiori rispetto alle caldaie.

Peraltro, i costi di una stufa a pellet sono molto convenienti, essendo ricompresi tra i 700 e i 3.000 euro, nel caso di stufe multifunzioni. Inoltre, un sacco di 15 kg di pellet costa, di solito, intorno ai 4 euro.

Quando la spesa della stufa a pellet rientra nella detrazione del 50%

Il bonus ristrutturazione del 50% è previsto per coloro i quali acquistano una stufa a pellet in seguito a:

  • interventi di ristrutturazione edilizia agevolabili con il bonus stesso;
  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro conservativo su parti comuni di edifici residenziali (condominio);
  • lavori di manutenzione straordinaria;
  • restauri o ristrutturazioni edilizie su singole unità immobiliari residenziali di qualunque categoria catastale (anche rurali).

Se durante il periodo in cui si effettueranno uno di questi lavori si acquisterà una stufa a pellet, la relativa spesa rientrerà nella detrazione.

Va precisato che è possibile beneficiare delle spese sostenute per la ristrutturazione con detrazione fiscale del 50% fino ad un importo massimo di 96.000 euro di spesa.

Quando la spesa della stufa a pellet rientra nella detrazione del 65%

Invece, se si acquista solo una stufa a pellet, allora si avrà diritto all’ecobonus del 65%, purché:

  • il rendimento utile nominale minimo sia conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, ovvero superiore all’85%;
  • siano rispettati i limiti di emissione stabiliti dalla legge [3] oppure dalle delibere regionali;
  • siano utilizzate biomasse combustibili ammissibili;
  • le porte e le finestre delle abitazioni che si trovano in alcune zone climatiche (C,D,E,F) rispettino i limiti massimi di trasmittanza termica previsti dalla legge [4];
  • l’impianto di riscaldamento sia già essere presente.

Per il 2020 l’importo massimo detraibile di spesa per ciascun immobile è pari a 30.000 euro.

Come si usufruisce del bonus stufe a pellet

La detrazione Irpef viene suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Tuttavia, al momento dell’acquisto, è possibile beneficiare di uno sconto in fattura, invece di aspettare il momento della dichiarazione dei redditi per inserire la quota parte dell’anno.

La concessione dell’agevolazione è comunque, a discrezione del rivenditore della stufa a pellet, il quale non è obbligato dalla legge ad accettare in automatico la richiesta dell’acquirente. Per cui solo in caso di accettazione della richiesta, sarà praticato uno sconto in fattura del 65%.

Come si deve pagare per beneficiare del bonus stufe a pellet

Per usufruire del bonus stufe a pellet il relativo pagamento deve avvenire mediante bonifici postali o bancari.

In ogni caso, devono risultare chiari:

  • la causale del versamento, con riferimento alla specifica norma di legge [5];
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
  • il numero e data della fattura (o fatture nel caso siano più di una).

Quali sono i documenti da conservare per il bonus stufe a pellet

Per usufruire del bonus stufe a pellet bisogna conservare il certificato indicante i requisiti tecnici ed il relativo miglioramento termico dell’abitazione, che sarà rilasciato dal tecnico qualificato, al momento dell’installazione.

L’obbligo della conservazione della documentazione è previsto per un periodo di tempo di 10 anni in caso di eventuali controlli. Anche nel caso delle stufe a pellet sarà necessario inviare i documenti all’Enea entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dall’installazione dell’impianto.

La ricevuta della spedizione dovrà essere conservata insieme alla certificazione rilasciata dal tecnico specializzato.


note

[1] D. L. n. 34 del 29.04.2019.

[2] Art. 16-bis del D. P. R. n. 917 del 1986.

[3] D. L. n.152 del 2006.

[4] D. Lgs. n. 192 del 2005.

[5] Art. 16-bis del Dpr n. 917 del 1986.


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