Violenza sulle donne: i prossimi progetti per combatterla

24 Novembre 2019
Violenza sulle donne: i prossimi progetti per combatterla

Il 26 novembre Virginia Raggi sarà in Senato per il convegno ‘Nemmeno con un fiore. Nemmeno con clic’.

“Il prossimo 25 novembre, come ogni anno, si celebra la Giornata internazionale contro violenza sulle donne. Il 26 novembre sarò in Senato per partecipare al convegno dal titolo ‘Nemmeno con un fiore. Nemmeno con clic’. Sarà un’occasione importante per confrontarsi sulle diverse forme che può assumere la violenza di genere, che spesso non è solo fisica, ma si manifesta mediante condizionamenti psicologici o attraverso l’hate speech, il linguaggio d’odio, diffuso soprattutto su internet o con i social media”. Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma,Virginia Raggi.

Violenza sulle donne: come prevenirla

“Bisogna proteggere e sostenere le donne vittime di violenza, punire i responsabili, ma bisogna anche puntare sull’educazione emotiva e culturale. Per prevenire e combattere la violenza contro le donne serve il contributo di tutti. – sottolinea Raggi – Per questo a Roma abbiamo attivato un Tavolo Interistituzionale Cittadino per la Rete Antiviolenza, coinvolgendo un’ampia rete di soggetti per condividere le esperienze ed elaborare, insieme, azioni sinergiche”.

Centri antiviolenza

“Abbiamo aperto cinque nuovi Centri Antiviolenza e vogliamo crearne uno in ogni Municipio per assicurare una rete di contatto e supporto sul territorio cittadino. – continua Raggi – Abbiamo inoltre collaborato alla stesura e abbiamo aderito al Patto dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere promosso da Anci, per favorire la progettazione e la realizzazione di azioni e servizi a contrasto della violenza e per le pari opportunità”.

Progetto “CHI ti Ama ti RispettA”

La Raggi ricorda che “Tra le iniziative messe in campo voglio citare anche il progetto CHI.A.R.A., che sta per ‘CHI ti Ama ti RispettA’, con cui abbiamo coinvolto delle scuole romane in momenti di informazione, testimonianza ed educazione ai sentimenti, anche per imparare a non voltarsi dall’altra parte. È importante esserci e farsi sentire. Lo faremo anche martedì 26 novembre, in Senato, per il convegno ‘Nemmeno con un fiore. Nemmeno con clic’. Vi aspetto!”.


3 Commenti

  1. Progetti su progetti, informazione. Ci vuole una rivoluzione culturale e le famiglie devono dare il buon esempio. E’ un circolo vizioso. I bambini crescono in famiglie in cui ci sono maltrattamenti, poi loro sono aggressivi a loro volta a scuola e gli insegnanti devono prendere provvedimenti e contattano i genitori, quelli convocati poi si comportano in un certo modo e si caposce da dove esce tutta quella rabbia dei piccoli bimbi…. E si contattano le forze dell’ordine e oltre alle aggressioni fisiche i bimbi si trovano a dover affrontare anche quelle psicologiche e crescono disagiati… Insomma. Lo volete capire che serve una rivoluzione???

  2. Perché le donne non denunciano? Perché non si sentono tutelate abbastanza, perché hanno paura, perché vogliono giustificare il loro compagno/marito per il loro comportamento vergognoso, perché si sentono in parte responsabili della violenza, perché sono state cresciute in famiglie che continuano a riconoscere la figura di padre padrone, perché anche dopo la denuncia permane il vuoto, la ferita… Ebbene, ad oggi, siamo lontani dalla vera difesa delle donne.

  3. Cultura! La cultura del rispetto reciproco, l’intelligenza di comprendere che se una donna dice “NO”, non esistono altre interpretazioni, ma semplicemente è un “NO”… Bisogna capire che ogni donna ha il diritto di scegliere cosa desidera indossare, come ritiene comportarsi, a chi e come dare una certa confidenza, senza il timore di essere vittima di violenza.

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