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Regime forfetario dipendenti: chiarimenti

24 Novembre 2019 | Autore:
Regime forfetario dipendenti: chiarimenti

Più elasticità per i lavoratori dipendenti che hanno anche un rapporto di lavoro autonomo con l’azienda: nuova risposta ad interpello delle Entrate.

L’Agenzia delle entrate, con una recente risposta a interpello [1], ha chiarito in quali casi opera l’uscita dal regime fiscale agevolato forfettario, per chi esercita l’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o lo sono stati nei 2 anni precedenti.

A questo proposito, ricordiamo che, in base a quanto disposto dalla legge di bilancio 2019, chi lavora come dipendente, o ha lavorato come dipendente negli ultimi 2 anni, è soggetto al controllo della fatturazione prevalente, nei confronti del datore di lavoro e nei confronti di soggetti riconducibili al datore di lavoro, in modo diretto o indiretto. In sostanza, esce dal regime chi fattura prevalentemente nei confronti di un soggetto che è stato datore di lavoro negli ultimi 2 anni, o di un soggetto a lui riconducibile.

Le Entrate, in argomento, hanno chiarito che cosa succede nel caso in cui sia attivato un contratto misto,  che preveda cioè l’attivazione, in capo alla stessa persona, di un rapporto di lavoro dipendente part-time a tempo indeterminato e, contestualmente, di un distinto rapporto di lavoro autonomo.

Nella risposta a interpello, le Entrate hanno precisato che, in caso di contratto misto, non si applica l’obbligatorietà dell’uscita dal regime forfettario, purché:

  • non sia ravvisabile un preesistente rapporto di lavoro dipendente;
  •  l’utilizzo del contratto misto non comporti artificiose trasformazioni di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo.

Viene invece imposta l’uscita dal regime forfettario se:

  •  il duplice rapporto di lavoro (autonomo e dipendente) viene modificato in modo sostanziale nel corso della sua durata;
  • le modifiche sono finalizzate a trasferire una parte dei redditi percepiti dalla tipologia di redditi di lavoro dipendente a quella di redditi di lavoro autonomo.

In queste ipotesi, la fuoriuscita dal regime forfetario avviene nel periodo d’imposta successivo a quello in cui si verificano le modifiche sostanziali illustrate.

Il regime forfettario non può invece essere applicato dall’origine se l’attività di lavoro autonomo risulta effettivamente riconducibile, ai fini fiscali, a un rapporto di lavoro dipendente o assimilato. Per  queste ipotesi, resta fermo il potere di controllo dell’Amministrazione finanziaria.

Le Entrate non si sono ancora espresse sui nuovi limiti al regime forfettario, ossia sulla reintroduzione del limite di reddito, pari a 30mila euro, per i beneficiari del forfettario che svolgono attività di lavoro dipendente: si tratta infatti di modifiche che entreranno in vigore con la legge di bilancio 2020, che deve ancora essere approvata. Sino all’approvazione della legge di bilancio 2020, le regole sul regime forfettario potrebbero ancora essere cambiate.

Per capire come funziona, oggi, il regime forfettario: Forfettario guida 2019.


note

[1] Agenzia delle Entrate, isposta a interpello n. 484 del 13 novembre 2019.


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