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Nomina del perito: ultime sentenze

26 Dicembre 2019
Nomina del perito: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: nomina del perito; nuovo perito in sostituzione di quello precedentemente incaricato; giudice per le indagini preliminari; nullità della perizia. 

Il giudice nomina il perito scegliendolo tra gli iscritti negli appositi albi o tra le persone che sono fornite di particolare competenza nella specifica disciplina. Nel momento in cui la perizia è dichiarata nulla, il giudice cura, laddove sia possibile, che il nuovo incarico sia affidato ad un altro perito. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Nomina di nuovo perito

Non è affetto da abnormità il provvedimento del giudice per le indagini preliminari che, nel corso dell’incidente probatorio, ravvisando una violazione del principio del contraddittorio, provveda alla nomina di un nuovo perito in sostituzione di quello precedentemente incaricato, perché l’art. 221 c.p.p., che disciplina la nomina del perito, non preclude al giudice, se lo ritiene necessario, di disporre una nuova perizia e perché l’art. 231 c.p.p., che regola, invece, i casi di sostituzione, non contempla ipotesi tassative.

(Fattispecie in cui il giudice per le indagini preliminari aveva proceduto, ai fini della valutazione della capacità a testimoniare del minore, alla nomina di un nuovo perito a seguito dell’accesso, da parte del precedente, ad atti non utilizzabili).

Cassazione penale sez. III, 17/09/2018, n.57583

Misure cautelari personali: nomina del perito 

In tema di revoca o sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere, la previsione di cui all’art. 299, comma 4 ter, c.p.p. impone al giudice la nomina del perito solo se sussiste un apprezzabile “fumus” e cioè se risulti formulata una chiara diagnosi di incompatibilità con il regime carcerario, o comunque si prospetti una situazione patologica tale da non consentire adeguate cure in carcere.

(In motivazione, la S.C. ha tra l’altro precisato che, in assenza del predetto “fumus”, deve trovare applicazione la prima parte del comma 4 ter, ai sensi del quale il giudice, quando non è in grado di decidere allo stato degli atti, dispone gli opportuni accertamenti sulle condizioni dell’imputato, anche di ufficio e senza formalità).

Cassazione penale sez. III, 17/12/2014, n.5934

Violazione delle norme sulla scelta del perito da nominare

La violazione delle norme sulla nomina del perito non determina l’inutilizzabilità della perizia, né può essere valorizzata, in sé, come vizio della motivazione della sentenza, ma può integrare una nullità deducibile nei termini di cui all’art. 182, comma 2, c.p.p. (Fattispecie in cui la difesa non ha tempestivamente proposto le proprie censure in merito alle modalità di scelta di un perito).

Cassazione penale sez. VI, 04/07/2013, n.39235

Nomina del perito nel giudizio arbitrale in materia di contratti pubblici

La garanzia del diritto al lavoro è rimessa alla discrezionalità del legislatore, quanto ai tempi e modi della sua attuazione (nel caso di specie, non vi è alcuna limitazione del diritto al lavoro, non risultando alcuna preclusione all’attività in genere o ai profili professionali del geologo, ma solo la non inclusione in uno specifico albo da poter utilizzare per la nomina del perito nel giudizio arbitrale in materia di contratti pubblici).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 08/05/2009, n.4987

Nomina del perito già officiato

È legittima, per la ritrascrizione d’intercettazioni già trascritte nell’ambito del medesimo procedimento e non dichiarate nulle, la nomina del perito che ha eseguito la prima trascrizione.

Cassazione penale sez. I, 21/05/2008, n.31456

Mancata fissazione dell’udienza per l’esame del perito

Per la particolarità della procedura di incidente probatorio per l’espletamento di una perizia in cui l’esperto non è in grado di fornire risposte in via immediata ai quesiti sottopostigli, il momento in cui deve essere comunicata alle parti la data dell’udienza destinata all’esame “incrociato” del perito d’ufficio ex art. 398 c.p.p. coincide con l’udienza in cui il g.i.p. conferisce l’incarico formulando i quesiti e fissando i termini per l’espletamento delle operazioni peritali.

La mancata fissazione dell’udienza per l’esame del perito a seguito del deposito della relazione non può integrare nullità del tipo di cui gli art. 179 e 180 c.p.p. e deve essere, tutt’al più ricondotto nell’area di operatività dell’art. 181 c.p.p.

Pertanto, qualora il difensore dell’indagato sia presente all’udienza di nomina del perito e formulazione dei quesiti deve eccepire in tale sede detta omissione, idonea a tradursi in una nullità relativa, in quanto la mancata formulazione di doglianze vale a sanare la nullità eventualmente verificatesi.

Tribunale Milano, 27/06/2000

Indagini preliminari e nomina del perito

Non è ammissibile l’esame del consulente tecnico quando l’attività sulla quale deve essere sentito non richiede le “specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche” cui l’art. 220 c.p.p. subordina la nomina del perito, ovvero le “specifiche competenze” cui l’art. 359 c.p.p. condiziona l’intervento del consulente nel corso delle indagini preliminari.

Tribunale Palermo, 21/05/1996

Perizia dichiarata nulla: spetta al giudice valutare la sostituzione del perito

Nel caso di perizia dichiarata nulla (nella specie, per mancato avviso al difensore dell’imputato) la sostituzione del perito, sempre che sia concretamente possibile, non è obbligatoria, ma è rimessa alla scelta del giudice, fatta salva la tutela delle garanzie difensive e delle esigenze di imparzialità tramite lo strumento della ricusazione di cui all’art. 223 c.p.p., essendo possibile, pertanto, procedere al conferimento di un nuovo incarico al medesimo ausiliario.

Cassazione penale sez. III, 05/02/2019, n.25313

Perito nominato dal giudice

Nella quantificazione dell’onorario dovuto al consulente tecnico nominato dal Pubblico Ministero per le attività svolte non trova applicazione il termine di sei mesi di cui all’art. 227, comma 4 c.p.p. poiché tale norma è riferita al perito nominato dal giudice.

Cassazione civile sez. II, 15/01/2019, n.814

Quando il giudice non è obbligato a nominare un perito?

In tema di misure cautelari, nel caso in cui il giudice ritenga di non accogliere immediatamente, sulla base della documentazione sanitaria acquisita, la richiesta di revoca o di sostituzione della custodia cautelare in carcere, fondata sulla prospettazione della particolare gravità delle condizioni di salute dell’indagato incompatibili con lo stato di detenzione, non è obbligato a nominare un perito se non risulta formulata una diagnosi di incompatibilità o comunque non si prospetta una situazione patologica tale da non consentire adeguate cure in carcere.

(Fattispecie, nella quale la Corte ha annullato l’ordinanza, con cui il Tribunale del riesame aveva confermato il provvedimento di rigetto dell’istanza di sostituzione della misura carceraria, senza ritenere necessario procedere alla nomina di un perito, malgrado fossero state prodotte dalla difesa consulenze di parte e perizie svolte in altri procedimenti, che attestavano una patologia dell’imputato incompatibile con il regime carcerario).

Cassazione penale sez. I, 19/12/2016, n.55146

Ricusazione del perito nominato in un dato procedimento

E’ idonea a realizzare il pregiudizio di cui all’art. 36, comma 1, c.p.p., per carenza del requisito di ‘imparzialità’ e, quindi, a legittimare la ricusazione del perito nominato in un dato procedimento, l’appartenenza di questi al comitato scientifico di una Onlus che si sia precedentemente costituita parte civile in altro processo che vede imputati i medesimi soggetti e analizzate condotte analoghe.

Cassazione penale sez. I, 15/07/2016, n.44736



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