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Prescrizione tassa automobilistica: ultime sentenze

22 Giugno 2021
Prescrizione tassa automobilistica: ultime sentenze

Tassa automobilistica e decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione; opposizione alla cartella di pagamento.

Riscossione tassa automobilistica: termine triennale di prescrizione

In tema di tassa automobilistica, il termine triennale di prescrizione per la sua riscossione, previsto dall’art. 5, comma 51, del d.l. n. 953 del 1982, conv., con modif., in l. n. 53 del 1983, decorre dall’anno in cui doveva essere effettuato il pagamento e non è interrotto dall’iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’Amministrazione finanziaria il quale, essendo mero atto interno, è inidoneo a costituire in mora il debitore; peraltro, in sede processuale, l’allegazione dell’interruzione della prescrizione da parte dell’Ufficio rappresenta una mera difesa (o eccezione in senso improprio) che deve essere oggetto di adeguata prova.

Cassazione civile sez. trib., 23/10/2020, n.23261

Mancata impugnazione della cartella nei termini di legge

Il principio di carattere generale secondo cui la mancata opposizione della cartella di pagamento nei termini, pur generando la irretrattabilità del credito, non determina la cd. “conversione” del termine di prescrizione da breve (3 anni) a ordinario (10 anni) art.2953 c.c., trova applicazione anche per la riscossione della tassa automobilistica.

Tale tassa resta soggetta a termine prescrizionale triennale, per effetto di quanto stabilito dall’art.5 D. L. n.953 del 1982, convertito, con modificazioni, dalla L. n.53 del 1983 e modificato dall’art.3 del D. L. n.2 del 1986 convertito, con modificazioni dalla L. n.60 del 1986, anche in caso di mancata impugnazione della cartella nei termini, non comportando l’applicabilità del termine ordinario di prescrizione in ordine al successivo preavviso di fermo amministrativo e/o di intimazione di pagamento.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. II, 06/07/2020, n.227

Riscossione della tassa automobilistica

In tema di tassa automobilistica, il decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione, previsto dall’art. 5, comma 51, del D.L. n. 953/1982, come convertito nella Legge n. 53/1983, non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’Amministrazione finanziaria, in quanto tale procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima.

Pertanto, in virtù del fatto che, ai sensi dell’art. 2943 c.c., l’effetto interruttivo della prescrizione si produce solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore, l’iscrizione a ruolo è inidonea a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario della pretesa.

Il termine entro il quale l’Amministrazione finanziaria può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi di natura prescrizionale (e non decadenziale), in quanto risponde ad un’esigenza che intende escludere che il debitore possa trovarsi in una situazione di incertezza in una materia ispirata al principio di legalità, al quale sono tenuti a uniformarsi sia l’Amministrazione finanziaria che l’agente della riscossione.

Non rilevano in tal senso, ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati all’Amministrazione o agli organi della notificazione. L’interruzione della prescrizione, infatti, è un atto che deve giungere nella sfera legale di conoscenza del contribuente entro il termine previsto dalla legge e non rileva nemmeno l’epoca, eventualmente antecedente, in cui l’atto sia stato affidato all’ufficiale giudiziario o all’ufficio postale per la notifica.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. I, 19/04/2018, n.212

L’irretrattabilità del credito

La scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c..

Tale principio si applica con riguardo a tutti gli atti, di modo che, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

In ordine alla riscossione della tassa automobilistica, soggetta a termine di prescrizione triennale, per effetto di quanto stabilito dall’art. 5, comma 51, D.L. n. 953/1982, come convertito con modifiche dalla Legge n. 53/1983 e modificato dall’art. 3 del D.L. n. 2/1986, come convertito con modifiche dalla Legge n. 60/1986, la mancata impugnazione della cartella nei termini non comporta l’applicabilità del temine ordinario di prescrizione relativamente alla successiva notifica dell’intimazione di pagamento.

Comm. trib. prov.le Salerno sez. III, 08/02/2018, n.417

Opposizione e impugnazione dell’atto di riscossione

La scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo e, pertanto, anche all’avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XXXIV, 13/12/2018, n.16961

Riscossione bollo auto: prescrizione breve

Il principio di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo e, pertanto, anche all’avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica.

Cassazione civile sez. VI, 25/08/2017, n.20425

Tassa automobilistica: avvisi di accertamento

Il credito erariale per la riscossione della tassa automobilistica, a seguito di accertamento divenuto definitivo per mancata impugnazione o sulla base di sentenza passata in giudicato, è soggetto al termine di prescrizione decennale di cui all’art. 2946 cod. civ., in quanto, trattandosi di credito fiscale consolidatosi a seguito dell’omessa impugnazione degli atti impositivi, la prestazione tributaria, attesa l’autonomia dei singoli periodi d’imposta e delle relative obbligazioni, non può considerarsi una prestazione periodica, derivando il debito, anno per anno, da una nuova ed autonoma valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti impositivi.

Comm. trib. reg. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 11/07/2017, n.686

La prescrizione del credito erariale

La decorrenza della prescrizione triennale del credito erariale, avente ad oggetto il pagamento della tassa di circolazione dei veicoli, si ha non dalla scadenza del termine sancito per il pagamento ma dall’inizio dell’anno successivo, ex art. 3 del D.L. n. 2 del 1986. Vale invece il termine di prescrizione decennale in relazione al credito erariale per la riscossione della tassa automobilistica a seguito di accertamento divenuto definitivo.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. V, 03/05/2017, n.295

Tassa automobilistica: l’accertamento definitivo

Il credito erariale per la riscossione della tassa automobilistica, a seguito di accertamento divenuto definitivo per mancata impugnazione o sulla base di sentenza passata in giudicato, è soggetto al termine di prescrizione decennale di cui all’art. 2946 cod. civ., in quanto, trattandosi di credito fiscale consolidatosi a seguito dell’omessa impugnazione degli atti impositivi, la prestazione tributaria, attesa l’autonomia dei singoli periodi d’imposta e delle relative obbligazioni, non può considerarsi una prestazione periodica, derivando il debito, anno per anno, da una nuova ed autonoma valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti impositivi.

Cassazione civile sez. VI, 15/01/2014, n.701

Interruzione della prescrizione 

La mancata indicazione del responsabile del procedimento non costituisce vizio dell’atto, ma irregolarità sanata, per il raggiungimento dello scopo, quando l’interessato abbia proposto ricorso nei confronti del soggetto legittimato, sicché nessuna lesione del diritto di difesa si è in concreto verificata. Non è idoneo ad interrompere la prescrizione del diritto di accertare la tassa automobilistica un avviso di accertamento notificato al contribuente in un luogo diverso da quello di sua effettiva residenza.

Comm. trib. reg. Bari sez. XV, 02/12/2009, n.80

Prescrizione del diritto di accertare la tassa automobilistica

La mancata indicazione del responsabile del procedimento non costituisce vizio dell’atto, ma irregolarità sanata, per il raggiungimento dello scopo, quando l’interessato abbia proposto ricorso nei confronti del soggetto legittimato, sicché nessuna lesione del diritto di difesa si è in concreto verificata.

Non è idoneo ad interrompere la prescrizione del diritto di accertare la tassa automobilistica un avviso di accertamento notificato al contribuente in un luogo diverso da quello di sua effettiva residenza.

Comm. trib. reg. Bari sez. XV, 02/12/2009, n.80

Mancato pagamento della tassa di circolazione automobilistica

Sono devolute alla giurisdizione del giudice tributario le controversie aventi ad oggetto il mancato pagamento della tassa di circolazione automobilistica (anche se, come nella specie, si eccepisca soltanto l’intervenuta prescrizione della pretesa dell’amministrazione), mentre appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative all’esecuzione del titolo relativo.

Il sollecito di pagamento della predetta tassa non costituisce atto dell’esecuzione forzata, e pertanto la sua impugnazione non è sottratta alla giurisdizione del giudice tributario.

Cassazione civile sez. un., 19/11/2007, n.23832



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