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Donazione terreno: ultime sentenze

27 Dicembre 2019
Donazione terreno: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: donazione di un terreno edificabile; donazione della quota di un terreno edificabile in favore del coniuge e dei figli e della successiva rivendita; compravendita di un immobile ricevuto in donazione.

Donazione di un terreno edificabile

La natura elusiva delle operazioni poste in essere dal contribuente può scaturire da presunzioni e spetta al contribuente fornire la prova della esistenza di ragioni economiche alternative o concorrenti con carattere non meramente marginale che giustificano l’operazione stessa (nella specie, relativa alla donazione di un terreno edificabile effettuato da un uomo a sua moglie, con successiva vendita entro due mesi ad un terzo soggetto ad un prezzo pari a quello esposto nell’atto di donazione, la Corte ha ritenuto che la estrema sinteticità della motivazione resa dalla Commissione Tributaria regionale non permetteva di valutare se gli elementi forniti dall’Ufficio potessero considerarsi sufficienti, per la loro univocità e concludenza, a supportare la pretesa fiscale avanzata dall’Amministrazione nei confronti del contribuente).

Cassazione civile sez. trib., 21/12/2018, n.33221

Effetti della donazione di un terreno edificabile

La donazione di un terreno edificabile da un componente ad altri del medesimo nucleo familiare, con contestuale sua cessione a titolo oneroso a terzi, non integra (in assenza della prova, anche di natura presuntiva, che il corrispettivo della vendita sia stato retrocesso al donante) una operazione elusiva finalizzata alla riduzione della plusvalenza tassabile agli effetti dell’imposta sul reddito, senza che rilevi in senso contrario la circostanza che la documentazione urbanistica indispensabile per la vendita sia stata predisposta prima della donazione.

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2017, n.29189

Donazione di un terreno da parte del contribuente alla propria figlia

L’ipotesi di donazione di un terreno da parte del contribuente alla propria figlia ben può rientrare nell’art. 37 d.P.R. 600/73, secondo il quale, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, la disciplina antielusiva dell’interposizione, prevista dal comma 3 dell’ art. 37 del d.P.R. citato, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l’applicazione del regime fiscale che costituisce il presupposto di imposta.

Ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell’ambito della quale può ricomprendersi l’interposizione personale fittizia, non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo mediante operazioni effettive e reali.

Cassazione civile sez. trib., 25/07/2012, n.13089

Donazione della propria quota di un terreno edificabile in favore di coniuge e figli

Correttamente il giudice del merito ritiene la natura elusiva del collegamento di negozi costituito da una donazione, da parte del contribuente, della propria quota di un terreno edificabile in favore del coniuge e dei figli e della successiva rivendita, a brevissima distanza di tempo, del medesimo bene così evitando il contribuente (effettivo venditore) di dichiarare la plusvalenza patrimoniale di cessione di aree edificabili.

Cassazione civile sez. trib., 02/11/2011, n.22716

Donazione di un terreno: presunzione di trasferimento delle accessioni 

In tema di imposta di registro, l’applicazione della presunzione di trasferimento delle accessioni, prevista dall’art. 24 d.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, in relazione all’atto di donazione di un terreno, ai fini dell’assoggettamento ad imposta anche dei fabbricati ivi esistenti, ed esclusi dalla liberalità, non richiede di per sé la notificazione di un autonomo avviso di accertamento, spettando al contribuente l’onere di produrre l’atto avente data certa idoneo a dimostrare l’appartenenza dei fabbricati ad un terzo o la loro cessione ai donatari da parte di un terzo; detto avviso è tuttavia necessario ai fini della comunicazione ai contribuenti del valore attribuito dall’Ufficio alle costruzioni oggetto dell’accessione, non risultando sufficiente a tal fine un avviso di liquidazione, privo delle indicazioni necessarie a verificare ed eventualmente contestare i presupposti su cui è fondata la rettifica.

Cassazione civile sez. trib., 18/02/2009, n.3850

Confisca di un terreno acquistato per donazione 

Il sequestro e la successiva confisca previsti dall’art. 2 ter della L. 31 maggio 1965, n. 575, non possono attingere indistintamente tutti i beni di coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione personali, ma solo quelli che si ha motivo di ritenere frutto di attività illecite o che ne costituiscano il reimpiego.

Ne consegue che nel caso in cui l’investimento di denaro di sospetta fonte illecita si realizzi mediante addizioni, trasformazioni o miglioramenti di beni già nella disponibilità del soggetto in forza di un lecito ed anteriore titolo giustificativo, la confisca non può investire il bene immobile nella sua interezza, ma deve essere limitata solo al valore del bene proporzionato all’ingiustificato incremento patrimoniale.

(Nel caso di specie, la Corte ha annullato l’impugnato decreto limitatamente alla confisca di un terreno acquistato per donazione dai genitori della persona sottoposta alla misura di prevenzione personale, affermando che il contemperamento delle esigenze di prevenzione e difesa sociale con quelle della tutela della proprietà si realizza attraverso l’apprensione della sola quota ideale del bene correlata al maggior valore assunto per effetto del reimpiego e valutata all’atto della confisca).

Cassazione penale sez. VI, 28/03/2007, n.30131

Donazione terreno con due appartamenti da realizzare

Qualora in regime di comunione legale dei beni, uno dei coniugi permuti un proprio bene personale con altri (nella specie: terreno edificabile avuto in donazione dalla madre con due appartamenti da realizzare sullo stesso) senza che all’atto partecipi l’altro coniuge che pertanto non renda la dichiarazione di cui all’art. 179, comma ultimo c.c. – dichiarazione avente non natura dispositiva, ma tutt’al più ricognitiva – i beni per tal via acquistati dal coniuge agente sono suoi personali essendo obiettivamente certo il carattere personale del corrispettivo prestato (non risultando impiegato, infatti, non se ne doveva accertare la provenienza).

Cassazione civile sez. II, 08/02/1993, n.1556

Imposta sulle donazioni

È adeguatamente motivato l’avviso di accertamento in tema di imposta sulle donazioni con il quale l’ufficio, a sostegno di un maggior valore, rispetto a quello dichiarato, di un terreno oggetto della donazione, deduce che il terreno stesso, coltivato a prato ed ubicato in adiacenza ad un albergo, è suscettibile di una utilizzazione diversa e più redditizia di quella agricola e che, nella determinazione del maggior valore si erano tenuti presenti i prezzi medi di mercato ed i valori definiti per immobili similari per identiche condizioni.

Comm. trib. centr. sez. XII, 24/01/1991, n.586

Vendita di unità immobiliare costruita su un terreno ricevuto in donazione

La vendita di unità immobiliare costruita dai proprietari di un terreno ricevuto in donazione “pro-indiviso” è soggetta all’imposta di registro a tassa fissa, a norma dell’art. 38 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 634, in quanto ricompresa tra le operazioni assoggettabili all’imposta sul valore aggiunto secondo il disposto dell’art. 4 comma 2 n. 1 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 (come modificato dai d.P.R. 29 gennaio 1979 n. 24 e 31 marzo 1979 n. 94) che statuisce l’imponibilità con l’I.V.A., tra le altre, delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da società di fatto.

Comm. trib. centr. sez. VIII, 10/01/1986, n.61

Valore venale di un terreno oggetto di donazione

A norma delle disposizioni vigenti per l’imposta di registro, applicabili anche all’imposta sulle successioni e donazioni, il valore venale di un terreno oggetto di donazione va determinato con riferimento alla sua destinazione alla data del relativo atto di trasferimento, senza che possano avere rilievo i mutamenti di valore verificatisi successivamente a tale data in conseguenza di variazioni del piano regolatore.

Comm. trib. centr. sez. II, 18/06/1983, n.1411

Donazione di un terreno e fabbricato

In tema di imposta di registro costituisce prova idonea per superare la presunzione di accessione di cui all’art. 23 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 634, la dichiarazione del donante che nel relativo atto di donazione di un terreno precisa che il fabbricato insistente sul terreno è stato costruito a cura e spese del donatario.

Comm. trib. centr. sez. XV, 09/07/1982, n.3421



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4 Commenti

  1. Nel 2006, ho effettuato una rivalutazione di un appezzamento di terreno di proprietà di s.s. che, si presumeva potesse diventare edificabile (la società è proprietaria solo di questo terreno). Attualmente, ciò si è verificato solo limitatamente una piccola porzione di terreno (ora, non identificabile catastalmente). vi chiedo, in caso di vendita della suddetta parte posso godere, ovviamente in quota parte, dei benefici derivanti dalla rivalutazione effettuata sull’intero terreno?

    1. La normativa da lei richiamata nel quesito è molto rigida ed ha già dato luce a moltissimi contenziosi, tanto che l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con diversi chiarimenti tramite circolari ministeriali che hanno trattato di volta in volta le problematiche della mancata asseverazione della perizia prima della esecuzione dell’atto di vendita del terreno rivalutato.Sono stati presi in considerazione infatti: il mancato pagamento della prima rata nei termini, la mancata indicazione della rivalutazione nella dichiarazione dei redditi, le questioni dei terreni posseduti da più comproprietari, del consolidamento dell’usufrutto in capo al nudo proprietario, dei terreni oggetto di provvedimenti di esproprio, della rivalutazione di particelle inedificabili, dei terreni acquisiti per successione o donazione, dei terreni gravati da diritto di superficie.Purtroppo, mai è stata affrontata la questione da lei sollevata nel quesito, essendo stata sinora riconosciuta la possibilità di rivalutazione parziale di terreni solo nel caso dei terreni in comproprietà fra più soggetti, dei quali solo alcuni intendevano rivalutare per vendere ed altri no.Alla luce delle norme e della prassi, dunque, non è possibile dare risposta positiva al suo quesito, stante anche il fatto che non sarebbe comunque possibile cedere una quota di terreno “non identificabile catastalmente”, come da lei riferito nel quesito stesso.Purtroppo, in questo caso, l’unica soluzione sembrerebbe essere quella di effettuare un frazionamento del terreno inizialmente rivalutato e, successivamente, richiedere una ulteriore perizia, di minor importo ovviamente, in relazione alla nuova particella catastalmente individuata a seguito del frazionamento. Indicare, infatti, solo parzialmente il valore rivalutato con perizia porterebbe alla conseguenza di far ritenere all’amministrazione finanziaria che sia stato indicato in atti un valore inferiore a quello di perizia, anche se riferito ad una sola porzione del terreno rivalutato, ed esattamente a quella ceduta.Tuttavia, una volta che la porzione di terreno sia ceduta individualmente dopo il previo avvenuto frazionamento, si potrebbe tentare di presentare, prima di sottoscrivere l’atto di vendita, apposita istanza all’Ae competente volta a richiedere il riconoscimento della perizia già redatta, almeno per la parte proporzionalmente ceduta rispetto al totale.In ogni caso, una volta usata la perizia, qualora l’Ufficio si esprima positivamente per l’utilizzo parziale di quest’ultima, non è certo che la stessa perizia possa essere utilizzata anche successivamente in caso di cessione della parte di terreno residua, nel frattempo diversamente individuata catastalmente a seguito dell’intervenuto frazionamento.

  2. Buonasera. Vorrei capire una cosa. quando si dona un immobile a un parente e poi questo lo rivende a un terzo: questa operazione può essere ritenuta dal fisco un’elusione o un’evasione fiscale? Perché? Grazie in anticipo

    1. Quando si acquista e poi si rivende un terreno, viene tassata la plusvalenza, ossia quella differenza di valore che c’è tra il prezzo di acquisto (di solito più basso) e quello di vendita (di solito più alto). Questa tassazione invece non c’è o è completamente ridotta quando invece si vende un terreno che si è ricevuto in donazione e che, quindi, in origine, non si è pagato. Questo ovviamente non può arrivare a limitare il contribuente della sua possibilità di disporre del bene ricevuto in donazione perché, in caso contrario, si avrebbe che ogni immobile ricevuto in donazione non potrebbe essere più alienato. Il che è un controsenso. Spetta allora all’Agenzia delle Entrate dimostrare l’intento elusivo del contribuente. Leggi Vendita di un immobile ricevuto in donazione: è lecita? Ma procediamo con ordine e vediamo in base a quali norme non si può vendere un terreno avuto in donazione.Il testo unico sulle imposte sui redditi stabilisce che sono soggetti a tassazione – e classificati come «redditi diversi» – le plusvalenze realizzate a seguito di vendita di terreni edificabili.Diversamente, i terreni agricoli determinano plusvalenza imponibile se ceduti entro i cinque anni dall’acquisto, con esclusione di quelli ricevuti in successione.Se invece il terreno venduto è stato ricevuto in donazione, l’Irpef sulla plusvalenza scatta se la cessione entro i cinque anni avviene dall’acquisto operato dal donante.Invece, per i terreni acquistati per effetto di successione o donazione il costo è quello dichiarato a tali fini, o in seguito definito e liquidato, aumentato di ogni altro costo successivo inerente. Per cui la vendita di un’area edificabile a un corrispettivo pari al valore attribuito in sede di precedente donazione azzera la plusvalenza. In caso di terreno agricolo, la combinazione si presenta conveniente solo laddove tra l’acquisto del donante e la successiva cessione da parte del donatario siano trascorsi meno di cinque anni.Spetta all’Agenzia delle Entrate dimostrare l’intento elusivo del contribuente, ma lo può fare anche con indizi (le cosiddette «presunzioni»). Vari sono gli elementi che si possono considerare come sintomatici di una volontà di dribblare le norme tributarie. C’è innanzitutto il tempo (generalmente breve) trascorso tra donazione e cessione. Ma c’è anche il il versamento di acconti al donante; la partecipazione di questi alle trattative per la cessione; la destinazione finale delle somme (che, nel caso della permuta, si concretizzano in un ulteriore immobile). Secondo la Cassazione spetta al fisco dimostrare:la realizzazione, da parte del contribuente, di un vantaggio fiscale indebito;l’assenza di «sostanza economica» dell’operazione;l’essenzialità del conseguimento di un vantaggio fiscale.Il contribuente, dal canto suo, se vuole difendersi, deve dimostrare l’esistenza delle ragioni che giustificano l’operazione.

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