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Diritto di difesa del contribuente: ultime sentenze

6 Maggio 2021
Diritto di difesa del contribuente: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: elementi di fatto indicati dal contribuente; dichiarazione del contribuente di non possedere libri, registri, scritture e documenti richiesti dall’Amministrazione finanziaria.

Rispetto diritto di difesa del contribuente

L’avviso di accertamento emesso, in sede di autotutela, in sostituzione di altro avviso precedentemente adottato deve contenere l’esplicita menzione che con esso si pone nel nulla l’atto anteriore, dovendosi rispettare sia il diritto di difesa del contribuente, che deve conoscere con certezza quale atto può essere oggetto di ricorso, sia il divieto di doppia imposizione in dipendenza dello stesso presupposto.

Cassazione civile sez. trib., 12/03/2021, n.6981

L’attribuzione della rendita catastale

Nei casi in cui l’attribuzione della rendita catastale avvenga a seguito di procedura DOCFA, l’obbligo di motivazione del relativo avviso è soddisfatto con l’indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita, quando gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano disattesi dall’Ufficio e l’eventuale differenza tra la rendita proposta e quella attribuita derivi da una diversa valutazione tecnica riguardante il valore economico dei beni.

Nel caso in cui vi sia una diversa valutazione degli elementi di fatto, la motivazione deve essere più approfondita e specificare le differenze, al fine di esplicitare le anomalie riscontrate e per consentire l’esercizio del diritto di difesa del contribuente.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XII, 30/12/2020, n.3235

Esercizio del diritto di difesa del contribuente

In tema di classamento di immobili, qualora l’attribuzione della rendita catastale avvenga a seguito della cd. procedura DOCFA, l’obbligo di motivazione del relativo avviso è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita, se gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano stati disattesi dall’Ufficio e l’eventuale discrasia tra rendita proposta e rendita attribuita derivi da una valutazione tecnica sul valore economico dei beni, mentre nel caso in cui vi sia una divergente valutazione degli elementi di fatto indicati dal contribuente, la motivazione deve essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente, sia per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. VIII, 05/11/2020, n.7438

Comunicazione di iscrizione ipotecaria

L’art. 21-bis della L. n. 241 del 1990 prevedendo un obbligo generalizzato di comunicazione dei provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei destinatari. Si afferma così che l’iscrizione ipotecaria sia un atto che limita significativamente la sfera giuridica del contribuente, dunque la comunicazione da un lato consente il reale ed effettivo esercizio del diritto di difesa del contribuente, dall’altro l’interesse pubblico a una corretta formazione procedimentale della pretesa tributaria e dei relativi mezzi di realizzazione.

Comm. trib. prov.le Campobasso sez. III, 01/10/2020, n.204

Motivazione semplificata per gli atti di classamento derivanti da procedura

In tema di classamento di immobili, qualora l’attribuzione della rendita catastale avvenga a seguito della cd. procedura DOCFA, l’obbligo di motivazione del relativo avviso è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita, quando gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano disattesi dall’Ufficio e l’eventuale differenza tra la rendita proposta e quella attribuita derivi da una diversa valutazione tecnica riguardante il valore economico dei beni, mentre, nel caso in cui vi sia una diversa valutazione degli elementi di fatto, la motivazione deve essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente e sia per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso.

Cassazione civile sez. trib., 09/04/2020, n.7773

Pregiudizio del diritto di difesa del contribuente

In materia doganale, il principio del rispetto del contraddittorio anche nella fase amministrativa, pur non essendo esplicitamente richiamato dal CDC, si evince dalle espresse previsioni dell’art. 11 del d.lgs. n. 374 del 1990 e costituisce un principio generale del diritto comunitario che trova applicazione ogni qualvolta l’Amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto a esso lesivo (cfr. Corte di Giustizia, sentenza 18 dicembre 2008, in causa C-349/07).

Ne deriva che la denuncia di vizi di attività dell’Ufficio capaci di inficiare il procedimento è destinata ad acquisire rilevanza soltanto se, e in quanto, l’inosservanza delle regole abbia determinato un concreto pregiudizio del diritto di difesa del contribuente, direttamente dipendente dalla violazione che si sia riverberata sui vizi del provvedimento finale.

Cassazione civile sez. trib., 05/02/2020, n.2612

Dichiarazione del contribuente di non possesso dei documenti contabili richiesti 

In tema di imposte sui redditi, la dichiarazione del contribuente di non possedere libri, registri, scritture e documenti, specificamente richiestigli dall’Amministrazione finanziaria nel corso di un accesso, preclude la valutazione degli stessi in suo favore in sede amministrativa o contenziosa e rende legittimo l’accertamento induttivo solo ove sia non veritiera, cosciente, volontaria e dolosa, così integrando un sostanziale rifiuto di esibizione diretto ad impedire l’ispezione documentale, poiché l’art. 52, comma 5, del d.P.R. n. 633 del 1972, a cui rinvia l’art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973, ha carattere eccezionale e deve essere interpretato alla luce degli artt. 24 e 53 Cost., in modo da non comprimere il diritto di difesa del contribuente e da non obbligare lo stesso a pagamenti non dovuti, sicché non può reputarsi sufficiente, ai fini della suddetta preclusione, il mancato possesso imputabile a negligenza o imperizia nella custodia e conservazione della documentazione contabile.

Cassazione civile sez. trib., 01/08/2019, n.20731

L’obbligo di motivazione dell’avviso di classamento

In caso di procedura DOCFA l’obbligo di motivazione dell’avviso di classamento è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita solo se gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano stati disattesi dall’Ufficio e l’eventuale discrasia tra rendita proposta e rendita attribuita derivi da una valutazione tecnica sul valore economico dei beni classati, dovendosi procedere, in caso contrario, ad una motivazione più approfondita e specificare le differenze riscontrate sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente sia per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. VI, 18/06/2019, n.2620

Sospensione dell’avviso tutela il diritto di difesa del contribuente

In tema di dazi doganali, la mancata previsione della sospensione automatica, per effetto della proposizione del ricorso amministrativo contro l’avviso di rettifica emesso senza la previa audizione del contribuente, non è incompatibile con il diritto UE in quanto – come affermato dalla stessa Corte di giustizia nella sentenza del 20 dicembre 2017, in causa C-276/16 – la possibilità di presentare tale ricorso e di ottenere un provvedimento di sospensione dell’avviso tutela il diritto di difesa del contribuente, che può soggiacere a restrizioni giustificate dall’interesse generale dell’Unione al recupero tempestivo delle proprie entrate.

Cassazione civile sez. trib., 20/03/2019, n.7770

Violazione del diritto di difesa del contribuente

Nel processo tributario il sopravvenuto annullamento, per qualsiasi motivo, dell’atto impugnato determina la cessazione della materia del contendere, in quanto la prosecuzione del giudizio non potrebbe comportare alcun risultato utile per il contribuente, stante l’inammissibilità, in detto processo, di pronunce di mero accertamento dell’illegittimità della pretesa erariale, senza che, peraltro, il diritto di difesa dello stesso contribuente sia violato dall’eventuale riedizione del potere da parte dell’Amministrazione finanziaria, a fronte della quale potrà essere proposta impugnazione contro il nuovo atto impositivo.

Cassazione civile sez. trib., 28/12/2018, n.33587

L’effettività del diritto di difesa del contribuente

In tema di indagini bancarie, la presunzione legale relativa in favore dell’Amministrazione prevista, previa modifica dell’art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, con riguardo ai versamenti effettuati su un conto corrente anche dai professionisti e dai lavoratori autonomi, non ha efficacia retroattiva, poiché, per un verso, si tratta di una norma che non riveste natura processuale, essendo quelle in tema di presunzioni abitualmente collocate, tra quelle sostanziali, nel codice civile, e, per un altro, una differente interpretazione potrebbe – in contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost. – pregiudicare l’effettività del diritto di difesa del contribuente rispetto alla scelta in ordine alla conservazione di un certo tipo di documentazione.

Cassazione civile sez. trib., 31/10/2018, n.27845

Lesione del diritto di difesa del contribuente

È nullo l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro che si limita a richiamare gli estremi della sentenza registrata senza indicare gli elementi numerici posti a base del calcolo (base imponibile e aliquote applicate), in quanto lesiva del diritto di difesa del contribuente che non è messo in grado di verificare della correttezza della richiesta dell’amministrazione.

Cassazione civile sez. VI, 23/10/2018, n.26731

Tutela del diritto di difesa del contribuente

In tema di riscossione, ai sensi dell’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, per la validità del ruolo e della cartella esattoriale, non è indispensabile l’indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell’accertamento precedentemente emesso, al quale detti atti facciano riferimento, essendo sufficiente l’indicazione di circostanze univoche che consentano l’individuazione di quell’atto, al fine di tutelare il diritto di difesa del contribuente rispetto alla verifica della procedura di riscossione promossa nei suoi confronti.

(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha ritenuto adeguatamente motivate le cartelle di pagamento, che contenevano il richiamo ad accertamenti previamente notificati, divenuti definitivi per il minore importo derivante dal giudicato che li aveva in parte confermati, dei quali il contribuente era, dunque, pienamente a conoscenza).

Cassazione civile sez. VI, 11/10/2018, n.25343

L’esercizio del diritto di difesa del contribuente

Essendo la correttezza del procedimento assicurata mediante il rispetto di una sequenza di determinati atti, con le relative notificazioni allo scopo di garantire l’esercizio del diritto di difesa del contribuente exart. 24 Cost., la mancanza della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato. Dunque, la mancata dimostrazione della notifica della cartella esattoriale determina la nullità dell’intimazione di pagamento contestata.

Comm. trib. prov.le Lecce sez. IV, 08/08/2018, n.2578

Limitazione del diritto di difesa del contribuente

L’avviso di rettifica e liquidazione è nullo, nel caso in cui risulti privo di chiara motivazione con conseguente limitazione del diritto di difesa del contribuente, se rinvia ad una perizia di stima non prodotta con l’avviso stesso o comunicata al contribuente prima del giudizio, né dall’avviso risultano le ragioni della pretesa impositiva essendo mancato ogni riferimento concreto ai valori di mercato correnti ed alle stime relative per immobili posti nell’area di riferimento.

Comm. trib. prov.le Mantova sez. I, 25/06/2018, n.79

Cosa comporta la mancanza della notifica di un atto presupposto?

La mancanza della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto conseguenziale che pur sia stato correttamente notificato, dato che la correttezza e la legittimità del procedimento è assicurata attraverso il rispetto di una sequenza di determinati atti e della loro notificazione, anche al fine di consentire l’effettivo esercizio del diritto di difesa del contribuente.

Sebbene, poi, sia possibile impugnare l’atto conseguente unitamente all’atto presupposto, si tratta di una mera facoltà del contribuente, non di un suo obbligo, e spetterà al giudice di merito interpretare la domanda proposta per verificare se la parte abbia inteso far valere la nullità dell’atto conseguente per difetto di notifica dell’atto presupposto o piuttosto abbia voluto impugnare contemporaneamente entrambi gli atti contestando nel merito la pretesa avanzata.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XIX, 02/03/2018, n.893

La presunzione di evasione

La presunzione di evasione sancita, con riferimento agli investimenti ed alle attività di natura finanziaria negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato, dall’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78 del 2009, conv., con modif., dalla l. n. 102 del 2009, in vigore dal 1° luglio 2009, non ha efficacia retroattiva, in quanto non può attribuirsi alla stessa natura processuale, essendo le norme in tema di presunzioni collocate, tra quelle sostanziali, nel codice civile, ed inoltre perché una differente interpretazione potrebbe -in contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost.- pregiudicare l’effettività del diritto di difesa del contribuente rispetto alla scelta in ordine alla conservazione di un certo tipo di documentazione.

Cassazione civile sez. VI, 02/02/2018, n.2662



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