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Libertà di espressione: ultime sentenze

25 Dicembre 2019
Libertà di espressione: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: principio della libertà di espressione; limitazioni caratterizzanti la libertà di espressione del pensiero; applicazione di una misura restrittiva della libertà di espressione; restrizione manifestamente sproporzionata della libertà di espressione.

Libertà di espressione: cos’è?

Il principio della libertà di espressione rappresenta un fondamento essenziale di una società democratica, che, tuttavia, può essere soggetto a talune limitazioni giustificate da obiettivi di interesse generale, laddove tali deroghe siano previste dalla legge, dettate da uno o più scopi legittimi e necessarie in una società democratica, cioè giustificate da un bisogno sociale imperativo e, in particolare, proporzionate al fine legittimo perseguito.

Pertanto, il fatto che la salute pubblica non sia pregiudicata in concreto dalla diffusione di messaggi promozionali non rileva, non essendo censurabile la scelta del Legislatore europeo di prevedere (con la Dir. 2001/83, attuata in Italia dal d.lg. 219/2006) ampi e cogenti limiti all’attività di comunicazione delle imprese farmaceutiche per ciò che attiene ai farmaci soggetti a prescrizione medica, involgenti anche specifiche limitazioni alla possibilità di comunicare con il pubblico, al fine di perseguire le finalità della tutela della salute pubblica che sostengono l’impianto normativo della direttiva 2001/83.

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 24/07/2017, n.8240

Violazione della libertà di espressione

Integra una violazione del diritto alla libertà di espressione la previsione di una sanzione pecuniaria troppo elevata inflitta a un avvocato che accusa un magistrato di parzialità e corruzione. Tale previsione, inoltre, potrebbe avere un effetto dissuasivo sull’esercizio della professione forense.

Corte europea diritti dell’uomo sez. IV, 12/02/2019, n.70465

Libertà di espressione del pensiero: limitazioni

Tenendo presenti le limitazioni caratterizzanti la libertà di espressione del pensiero ritiene il giudicante che il commento espresso dalla convenuta ed oggetto di contestazione non possa essere considerato lesivo dell’onore o della reputazione degli attori, in quanto esso si concreta nella legittima espressione del diritto di critica, inteso come libertà di esprimere giudizi e valutazioni, di dissentire dalle opinioni espresse da altri, sottoponendole a vaglio censorio, a prescindere dalla narrazione di fatti.

Tribunale Bari, 17/03/2016, n.1567

La pubblicazione di articoli diffamatori e anonimi

Costituisce una restrizione manifestamente sproporzionata della libertà di espressione, tale da integrare la violazione dell’art. 10 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, la condanna a una pena detentiva inflitta, in assenza della lesione grave di altri diritti fondamentali, al direttore di un quotidiano sul quale erano stati pubblicati articoli di carattere diffamatorio, anonimi o firmati da altri giornalisti.

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 07/03/2019, n.22350

La libertà di espressione e di libera manifestazione del pensiero 

Le manifestazioni di pensiero e dell’ideologia fascisti (al di là della loro condanna storica) non sono vietate ex se, attese la libertà di espressione e di libera manifestazione del pensiero costituzionalmente garantite, ma sono vietate solo se connotate da circostanze tali da renderle idonee a provocare adesioni e consensi ed a concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostruzione di organizzazioni fasciste, così da poter determinare il pericolo di ricostruzione di tali organizzazioni, in relazione al momento e all’ambiente in cui sono compiute, e da attentare in concreto alla tenuta dell’ordine democratico e dei valori allo stesso sottesi.

Tribunale Milano sez. III, 22/02/2019, n.2488

Divieto di utilizzo di simboli nazisti da Stati parti della Cedu

Gli Stati parti alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo possono vietare l’utilizzo di simboli legati al nazismo se il divieto è stabilito in una legge interna e se la misura è necessari in una società democratica.

L’applicazione di una misura restrittiva della libertà di espressione deve rispettare il principio di proporzionalità ma laddove è funzionale a manifestare il ripudio da un’epoca storica e impedire ripercussioni negative sulla democrazia del Paese può essere ammessa anche se la diffusione di un simbolo o dell’immagine di un gerarca nazista non sono accompagnati da incitamento all’odio.

Corte europea diritti dell’uomo sez. V, 05/04/2018, n.35285

L’assenza di limiti alla libertà di espressione

La posizione del lavoratore in aspettativa sindacale ex art. 31 L. n. 300/1970 non esclude di per sé, in senso assoluto, la possibilità per il datore di esercitare il potere disciplinare, poiché ciò comporterebbe l’esistenza di una sorta di immunità del lavoratore stesso rispetto a qualsivoglia norma di legge e, in definitiva, l’assenza di limiti alla libertà di espressione e al diritto di critica nello svolgimento dell’attività sindacale, diritti che, invece, non possono che essere esercitati nel contemperamento di altri diritti, costituzionalmente tutelati dagli artt. 2 e 3 Cost., del rispetto della dignità, dell’immagine e della reputazione di ogni persona (nel caso è stata ritenuta legittima la sanzione disciplinare irrogata verso il sindacalista perché aveva indirizzato una frase scurrile e lesiva della dignità ed onorabilità di un dirigente aziendale nel corso di un incontro).

Corte appello Torino sez. lav., 10/10/2017, n.807

Violazione del segreto istruttorio: condizioni di legittimità

La sanzione pecuniaria disposta nei confronti di un giornalista che viola il segreto istruttorio non è contraria all’art. 10 Cedu che assicura il diritto alla libertà di espressione se nell’articolo sono pubblicati dettagli inutili e non funzionali a un dibattito su una questione di interesse della collettività, ledendo per di più la privacy di vittime minorenni e se la stessa misura punitiva non è sproporzionata e non produce un effetto deterrente sulla libertà di stampa.

Corte europea diritti dell’uomo sez. III, 06/06/2017, n.22998

Diritto alla protezione della vita privata e diritto alla libertà di espressione: bilanciamento

Il diritto alla protezione della vita privata va bilanciato con il fondamentale diritto alla libertà di espressione. Tuttavia, la diffusione senza sfocature dell’immagine di un soggetto non pubblico, in assenza di un rilevante e apprezzabile contributo ad un dibattito di interesse generale, costituisce violazione dell’art. 8 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Corte europea diritti dell’uomo sez. II, 13/10/2015, n.37428

La restrizione alla libertà di espressione

La restrizione alla libertà di espressione di un avvocato che critica un magistrato, esprimendo giudizi negativi sulla sua professionalità, in assenza di una base fattuale sufficiente, è conforme all’art. 10 Cedu. Le autorità giurisdizionali nazionali agiscono nel rispetto della Convenzione europea laddove impongono una sanzione proporzionata all’avvocato che critica in modo aspro un magistrato compromettendo la fiducia della collettività nella giustizia e la reputazione della toga.

Corte europea diritti dell’uomo sez. IV, 30/06/2015, n.39294

L’avvocato può esprimere critiche verso la giuria?

L’avvocato può esprimere critiche nei confronti della giuria, anche nel corso di un’intervista resa alla stampa, senza per questo incorrere in sanzioni disciplinari. Ad affermarlo è la Corte europea dei diritti dell’uomo che, pronunciandosi sul caso di un avvocato francese che aveva criticato la composizione della giuria ricevendo un ammonimento, ha così ampliato il perimetro della libertà di espressione del legale e dell'”immunità” da concedere agli avvocati nelle aule di giustizia. Per i giudici di Strasburgo, infatti, le autorità nazionali sanzionando il legale hanno violato il suo diritto alla libertà di espressione.

Corte europea diritti dell’uomo sez. V, 19/04/2018, n.41841

La sanzione inflitta ad un legale

La sanzione inflitta ad un legale che, nell’esercizio del suo mandato difensivo e nell’interesse del cliente, abbia criticato e denunciato nelle opportune sedi il comportamento parziale e/o razzista di un giudice, non solo è sproporzionata e contraria a quanto necessario in uno Stato democratico, ledendo la sua libertà di espressione ex art. 10 Cedu, ma ha anche un effetto dissuasivo sull’intera categoria professionale. Infatti gli avvocati sarebbero, così, dissuasi dall’accettare difese tecniche, con conseguente ed ovvia lesione del diritto di accesso alla giustizia della collettività.

Corte europea diritti dell’uomo sez. III, 08/10/2019, n.24845



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2 Commenti

  1. Non ricordo più chi sia stato… Colui che disse (cito a spanna): “NON sono d’accordo con quel che dici, ma mi batterò fino in fondo perché tu possa esprimerlo”… Per conto mio, quando mi trovo un castrucci di Siena che inneggia a un “certo” hitler, quando mi trovo la foto di una sgallettata che si fa riprendere con sulla schiena un tatuaggio dove si definisce – la poveretta… – miss hitler, ebbene… qua con la libertà d’espressione io non ci vado proprio d’accordo… non c’azzecco… fossi anche l’unico a vederla così… Sono antidemocratico?

  2. …e nella salsa razzista mettiamoci dentro anche la “libertà d’espressione” di un becero essere che risponde al nome di…rubio!

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