Attenti ai contanti: bonus fiscali a rischio

25 Novembre 2019
Attenti ai contanti: bonus fiscali a rischio

Dal 1° gennaio chi non userà la carta, perderà i bonus. Sotto tiro le spese per attività sportive, veterinari e trasporti. Cash ancora consentito in farmacia, ma non per le visite specialistiche private.

«Paga con carta o con contanti?» Quante volte, dinanzi alla classica domanda del cassiere, abbiamo preferito il cash. C’è chi lo fa per fretta (e coi contanti, indubbiamente, si paga prima), chi invece perché non sempre porta con sé il bancomat, chi perché con i contanti controlla meglio le spese familiari. Ma dal 1° gennaio la scelta sbagliata potrà costare cara agli italiani che, così facendo, perderanno numerosi bonus fiscali. È l’effetto della manovra 2020 che accorda le detrazioni del 19% solo in caso di pagamento con strumenti tracciabili (bonifici e carte). Sarà così che, alla fine dell’anno, ci accorgeremo di non poter recuperare le classiche spese che abbiamo, fino ad oggi, portato in detrazione sulle tasse; è il caso, ad esempio delle spese sanitarie, i premi assicurativi, le attività sportive per i ragazzi, le spese scolastiche e quelle veterinarie, gli asili nido, i trasporti, l’università, le spese funebri, l’affitto a studenti universitari, le assicurazioni per eventi calamitosi, ecc.

Proprio per ciò stamane il Sole 24 Ore, con una frase azzeccatissima, titola: bonus fiscali: attenti ai contanti. 

Secondo infatti una relazione tecnica al Ddl di Bilancio, «l’obbligo di pagare con bonifici e card le spese detraibili al 19% rischia di costare caro ai contribuenti italiani: quasi 500 milioni di euro secondo le stime della relazione tecnica. 

La Legge di Bilancio per il 2020 inizia oggi le votazioni in commissione Bilancio al Senato e, almeno sul punto, non sembrano esserci possibilità di modifica. 

Lo scopo della riforma è di cambiare definitivamente le abitudini agli italiani: rendere tracciabili tutte le spese, controllare i movimenti di denaro, verificare ogni acquisto e, in questo modo, contrastare la forte evasione Iva. Quel sommerso che, se anche fino ad oggi ha portato avanti una fetta “nascosta” della nostra economia, costa all’Erario una perdita di gettito enorme, collocandoci – come sempre – sul fanalino di coda dell’Ue.

Restano fuori dall’obbligo dei pagamenti tracciabili le medicine acquistate in farmacia, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o accreditate al Servizio sanitario nazionale; mentre bisognerà pagare con carte o bonifici le prestazioni mediche private, le visite dallo specialista. 

Come spiega sempre Il Sole, «Il contante, ad esempio, sarà ancora ammesso per comprare uno sciroppo per la tosse (medicinale che transita nel Sistema tessera sanitaria) o un cuscino ortopedico (dispositivo medico che non passa nel Sistema), ma non per una visita privata da un medico specialista o da un oculista». Ma si possono fare altri esempi: «Se il figlio paga la casa di riposo del padre invalido al 100%, ha diritto a una deduzione e può continuare a pagare in contanti. Se però il padre non è invalido e non è a carico, il figlio ha diritto a una detrazione del 19% e dovrà saldare il conto con moneta tracciabile».



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2 Commenti

  1. già frequento molto poco la farmacia, solo per farmaci che al momento mi risultano indispesabili. Le analisi cliniche sono truccate, tendenti al ribasso per farti risultare malato. Mangio una mela al giorno, così mi tolgo il medico di torno…
    Vorrà dire che pagherò gli idraulici ed i professionisti solo dopo preventivo, fifty fifty. L’espositore dei prezzi dice 100 €? Te ne dò 50 e zitto e Mosca.
    Staranno male gli Animali cui “donavo” un sacco di soldi a fine anno. Le “associazioni” protestassero contro la moneta elettronica, ché mo c’è e mo’ sparisce ! Ah a proposito, con la Mela al giorno mi tolgo anche Casaleggio et similia dalle “scatole” Zebedei in anglocazzone…

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