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Fisco: schedati tutti i pagamenti

25 Novembre 2019 | Autore:
Fisco: schedati tutti i pagamenti

Dai bonus fiscali alle fatture elettroniche, scontrini digitali, Pos e dati dei conti correnti, ogni spesa sarà registrata; così il Fisco potrà controllarle.

Da gennaio dovremo iniziare a farci l’abitudine, ma non sarà difficile perché ce ne renderemo conto ogni giorno: il Fisco sta arrivando a schedare tutti i pagamenti che facciamo, non solo quelli delle “grandi spese” che superano il tetto limite previsto per l’uso dei contanti ma anche quelle più piccole, giungendo fino a quelle quotidiane e di importo minimo.

Il Governo infatti con la manovra finanziaria in arrivo, attraverso la nuova legge di Bilancio 2020 e il collegato Decreto fiscale, sta cercando in tutti i modi di “dirottare” gli italiani verso i nuovi metodi di pagamento che consentono immediatamente la tracciabilità delle spese, evitando i contanti e limitandone sempre di più l’utilizzo. La lotta ai contanti è un obiettivo preciso dichiarato dal Governo e i provvedimenti che in questi giorni sono in fase di approvazione in Parlamento la stanno realizzando.

Il modo più evidente di questa tecnica è la “carota” dei bonus fiscali, che consentiranno le detrazioni Irpef e i crediti d’imposta soltanto se i pagamenti saranno fatti in moneta elettronica; ma è previsto anche il “bastone” per chi non si adegua, innanzitutto attraverso i nuovi limiti ai contanti 2020 e le sanzioni previste in caso di elusione di questo vero e proprio obbligo; ci saranno presto anche i Pos per partite Iva e autonomi e anche qui con multe per chi sfugge.

Schedare i pagamenti non significa altro che registrarli quando avvengono in forma elettronica o con altri strumenti tracciabili; a quel punto sono memorizzati nell’archivio elettronico della banca, posta o altro istituto di credito emittente della carta che utilizziamo e diventano disponibili anche al Fisco per può accedervi per svolgere tutti i controlli che riguardano la posizione del contribuente.

I controlli su prelievi dal conto corrente ci sono già e ogni volta che si cerca di aggirare il divieto – ad esempio prelevando una somma per pagare in contanti una fornitura o una prestazione – bisogna aver cura di giustificare ogni volta l’operazione effettuata, abbinandola al documento fiscale che la controparte dovrà aver emesso e registrato; anche tutto questo d’ora in poi avverrà sempre più con metodi digitali. Aggiungiamo i controlli alle operazioni con il bancomat ed il risparmiometro e così il cerchio si chiude, diventa impossibile sfuggire all’imponibilità fiscale.

Altre operazioni poi vengono registrate in partenza quando vengono realizzate economicamente, anche se il pagamento non c’è ancora stato: è il caso della fattura elettronica, che riguarda gli imprenditori e lavoratori autonomi, e del nuovo scontrino elettronico, già vigente per gli esercenti maggiori e che dal 2020 sarà esteso anche ai più piccoli. Tutti questi dati sono subito accessibili all’Agenzia delle Entrate, che li utilizzerà non solo per i controlli specifici ma in partenza ed in via generale, per verificare il rispetto degli obblighi fiscali dei contribuenti e controllare la liquidazione ed i versamenti delle imposte dovute sui ricavi e compensi percepiti.

Tutto questo porterà il Fisco a conoscere facilmente la quasi totalità dei nostri movimenti finanziari e di spesa, che così potrà analizzare e controllare; al punto che ci si chiede se questi controlli occulti su conti correnti e acquisti comporti un rischio di violazione della privacy. Intanto è un dato di fatto che il Fisco saprà praticamente tutto sulle spese effettuate e sulle forme di pagamento utilizzate: grazie alla mole di informazioni disponibili, che come abbiamo visto dal 2020 saranno ancora più estese e copriranno ogni aspetto, incrociare i dati e analizzarli sarà semplicissimo.



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