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Iva non indicata nel contratto o nel preventivo: è inclusa?

25 Novembre 2019
Iva non indicata nel contratto o nel preventivo: è inclusa?

Iva inclusa o esclusa: come interpretare i preventivi con prezzi senza indicazione delle tasse.

Hai firmato un ordine da un negoziante. Nel preventivo era riportato chiaramente il prodotto e il relativo prezzo, ma al momento della consegna è sorta tra voi una contestazione. Il venditore vorrebbe farti pagare l’Iva a parte: sostiene infatti che il prezzo preventivato non teneva conto dell’imposta e che, pertanto, questa doveva ritenersi esclusa. A tuo avviso, invece, il prezzo si considera sempre Iva inclusa.

Hai cercato su internet e hai trovato diverse soluzioni. Nei forum c’è chi sostiene che, quando l’acquirente è un privato, il prezzo si considera sempre Iva inclusa; invece quando si tratta di un titolare di Partita Iva, il corrispettivo è da ritenersi “oltre Iva”: solo per quest’ultimo infatti l’imposta è neutrale, ossia può essere scaricata e non costituisce un costo. 

Naturalmente l’invito rivolto da più parti è quello alla chiarezza e alla trasparenza. Per evitare contestazioni che potrebbero sfociare in controversie giudiziali, sarebbe sempre buona regola specificare, accanto al prezzo, la dicitura “+Iva” o “Iva compresa”.

Ma se le parti non sono state così accorte da “mettere i puntini sulle i”, come si risolve la controversia? Cosa dice la legge in merito? Se l’Iva non è indicata nel contratto o nel preventivo è inclusa o esclusa? 

La questione trova una sua risposta – seppur molto velata – all’interno del codice civile. Fortuna vuole che, seppure sia molto bassa la casistica di controversie aventi ad oggetto tale questione, la giurisprudenza ha già avuto modo di esprimersi sull’argomento, spiegando come interpretare la volontà delle parti. Ma procediamo con ordine.

Che significa Prezzo al netto di Iva?

Prima di entrare nel vivo del discorso e spiegare se quando l’Iva non è indicata nel contratto o nel preventivo è inclusa o esclusa è necessario spiegare cosa si intende quando, comunemente, si scrive “prezzo al netto di Iva”. Cosa avrà voluto dire il venditore? Che l’Iva è inclusa o esclusa? La risposta corretta è quest’ultima: «al netto di IVA significa» che è il prezzo non prevede il calcolo dell’imposta sul valore aggiunto, per cui vengono sottratte le imposte o eventuali ritenute.

Che significa Prezzo al lordo di Iva?

Al contrario, quando si dice che il prezzo è al lordo dell’Iva significa che esso è comprensivo anche dell’imposta che quindi è già stata calcolata e inclusa nel prezzo indicato.

Come si interpreta il prezzo del contratto?

Il codice civile indica gli elementi essenziali del contratto senza i quali esso è nullo. Tra questi figura l’«oggetto», ossia le prestazioni di entrambe le parti. Dunque il prezzo è un elemento imprenscindibile del contratto. In assenza di precisa indicazione del corrispettivo, l’accordo sarebbe come mai concluso. Non ci si può ritenere obbligati da un preventivo senza indicazione del prezzo dovuto.

Sempre il codice civile spiega poi che l’oggetto del contratto – e quindi anche il prezzo – deve essere determinato o determinabile. Questo comporta che il contratto o il preventivo devono indicare in modo chiaro il prezzo o i criteri in base ai quali esso va calcolato.

Prezzi senza indicazione Iva: è inclusa o esclusa?

Le regole sull’oggetto del contratto lasciano già intravedere la soluzione da accordare al problema relativo all’addebito delle imposte. Se l’iva non è indicata nel contratto o nel preventivo è inclusa o esclusa? A tenore del codice civile, l’Iva è sempre inclusa. E questo a prescindere dalla qualità del compratore, ossia se questi sia titolare di Partita Iva (e possa quindi scaricare l’imposta) o meno. 

Il prezzo deve essere determinato, ossia indicare chiaramente il suo ammontare, oppure determinabile e, in tale ipotesi, contenere la dicitura “+Iva”, meglio se “+Iva al 10%” o “+Iva al 22%” e così via. In questo modo la determinabilità del prezzo si stabilisce sulla base di una semplice operazione matematica.

Iva inclusa o esclusa: il dubbio sul prezzo

Se la dicitura contenuta nel preventivo o nel contratto risulta dubbia ed equivoca, entra in gioco un’ulteriore regola, anch’essa stabilita dal codice civile: quando il contratto o il preventivo è stato stilato dal solo venditore – come succede nelle proposte di acquisto prestampate, nei moduli e formulari – le clausole dubbie s’interpretano a favore dell’acquirente ossia di colui che “subisce” la scrittura redatta unilateralmente dall’altra parte. 

Questo, ancor di più, lascia intendere che, se c’è un contrasto tra le parti derivante dall’equivoco, a farne le spese è chi ha dato causa all’equivoco stesso, ossia a chi ha redatto il contratto o il preventivo senza essere sufficientemente chiaro. È sua la colpa per aver adottato una dicitura poco trasparente e, pertanto, se ne assume le conseguenze.

È vero che, a volte, a integrare il contratto concorrono gli usi e le consuetudini commerciali. A riguardo bisognerebbe però controllare se vi è una raccolta alla Camera di Commercio non essendo sufficiente la pratica generalizzata per come seguita in un determinato settore commerciale. Ad esempio il fatto che tutte le ditte edili siano solite consegnare un preventivo senza calcolare l’Iva – come nel caso delle ristrutturazioni domestiche – è del tutto indifferente. È vero che, specie in questi lavori, l’aliquota dell’Iva è diversa a seconda del tipo di intervento, ma è anche vero che il committente non è esperto del settore ed ha quindi diritto a conoscere, in modo chiaro e trasparente, il corrispettivo dovuto.

Iva inclusa o Iva esclusa nel prezzo: le sentenze

Cosa dice la giurisprudenza in merito ai prezzi senza indicazione di Iva? Come anticipato in apertura, non esiste una gran mole di contenzioso sull’argomento. Tuttavia la Corte di Giustizia dell’Unione Europea [1] ha avuto modo di sposare il principio sin qui argomentato. Secondo la Corte, qualora nell’indicazione del prezzo non sia fatta alcuna menzione all’Iva ed il fornitore non abbia la possibilità di rivalersi sull’acquirente tale prezzo deve essere considerato come già comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto. Le parti e la Commissione europea osservano che l’IVA è per sua natura un’imposta sul consumo, la quale deve essere sopportata dal consumatore finale e che, pertanto, non può essere a carico del fornitore. L’IVA dovrebbe essere una componente del prezzo e non un elemento che si aggiunge a quest’ultimo. La Corte ha concluso dichiarando che la Direttiva Iva va interpretata nel senso che, qualora le parti abbiano stabilito il prezzo di un bene senza menzionare nulla riguardo all’Iva e il fornitore di tale bene sia la persona tenuta a versare l’Iva dovuta sull’operazione imponibile, il prezzo pattuito, nel caso in cui il fornitore non abbia la possibilità di recuperare dall’acquirente l’IVA riscossa dall’amministrazione tributaria, deve essere considerato come già comprensivo di Iva.

Secondo poi la Corte di Appello di Roma [1], ai fini della determinazione del corrispettivo di appalto, nel caso in cui nel contratto non sia specificato se il prezzo è o meno comprensivo di Iva, non ha nessuna rilevanza né il fatto che la società appaltante sia nell’esercizio di impresa, né il fatto che fossero state emesse in precedenza delle fatture: il prezzo indicato deve ritenersi al netto dell’Iva. 

Ai sensi dell’art. 18, comma 2, d.P.R. 633/1972, infatti per le operazioni imponibili per le quali non è obbligatoria l’emissione di fattura il prezzo deve essere inteso – sempre e comunque – come comprensivo di Iva anche se non è specificato; non ha rilevanza la pregressa emissione di fatture, né l’esercizio di impresa, perché ciò determina solo l’obbligo per la società di versare l’Iva ma non ha rilevanza alcuna per il calcolo del prezzo. 


note

[1] C. Giust. U.E. sent. n. 249 del 07/11/2013 chiamata ad interpretare in via pregiudiziale la direttiva 2006/112/CE del Consiglio (c.d. Direttiva IVA).

[2] C. App. Roma, sent. n. 2606/2008.


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