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Fatture false: chi le riceve è responsabile?

12 Marzo 2014 | Autore:
Fatture false: chi le riceve è responsabile?

Le fatture possono essere oggettivamente o soggettivamente inesistenti: nelle due ipotesi cambia l’onere della prova e, dunque, le conseguenze per il soggetto che le riceve.

 

In caso di fatture false è responsabile soltanto chi emette la fattura o anche chi le riceve? La responsabilità è automatica? Come si accerta? Per rispondere a queste domande è necessario distinguere tra fatture oggettivamente e soggettivamente inesistenti.

Fatture oggettivamente inesistenti

Le fatture oggettivamente inesistenti sono quelle riferite alla cessione di un bene o alla prestazione di un servizio in realtà mai avvenute o avvenute solo n parte.

In questa ipotesi, essendo falsa l’intera operazione registrata, è indubbia la responsabilità non solo di chi emette la fattura ma anche di chi la riceve.

L’acquirente, infatti, trae vantaggio dalla frode avvenuta poiché detrae l’IVA per un’operazione inesistente e deduce costi mai sostenuti.

La responsabilità deve però essere provata dal Fisco altrimenti l’eventuale accertamento nei confronti dell’acquirente è nullo.

Fatture soggettivamente inesistenti

Le fatture soggettivamente inesistenti sono quelle riferite alla cessione di un bene o alla prestazione di un servizio realmente avvenuta, ma il cui emittente è fittizio, cioè non è il soggetto che ha effettivamente posto in essere l’operazione.

In questa ipotesi, il soggetto che riceve la fattura può essere inconsapevole dell’inesistenza soggettiva e non conoscere la posizione fiscale dell’imprenditore che la emette (è il caso frequente delle fatture emesse da un soggetto non in regola con gli adempimenti fiscali).

Ecco perché, nel caso di fatture soggettivamente inesistenti, vi sono opinioni contrapposte della Cassazione nel ritenere o meno l’acquirente presuntivamente complice della frode fiscale posta in essere da chi emette la fattura falsa.

Onere della prova

In ogni caso l’orientamento generale è quello secondo cui:

– nell’ipotesi di fatture oggettivamente inesistenti è l’Amministrazione finanziaria a dover provare che l’operazione non è mai avvenuta. Chi riceve la fattura oggettivamente falsa non è dunque presuntivamente colpevole ma è innocente fino a prova contraria, cioè fino a quando il Fisco provi che le operazioni fatturate non siano mai avvenute e che egli fosse quindi al corrente della frode [1];

– nell’ipotesi di fatture soggettivamente inesistenti è il contribuente che riceve la fattura (e quindi detrae l’iva) a dover provare: 1) che l’emittente non è fittizio e l’operazione è stata realmente conclusa con esso; b) oppure che egli ha agito in buona fede avendo fatto affidamento sull’esistenza effettiva del soggetto che ha emesso la fattura [2].


note

[1] Cass. sent. n. 17959/2013.

[2] Cass. sent. n. 16857/2013.

Autore immagine: 123rf.com


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