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Come si compila la Dsu

26 Novembre 2019 | Autore:
Come si compila la Dsu

Guida completa alla dichiarazione sostitutiva unica da presentare per il calcolo dell’Isee e l’accesso alle prestazioni assistenziali agevolate.

La Dsu o dichiarazione sostitutiva unica è un documento necessario per poter richiedere l’Isee del proprio nucleo familiare ed accedere, così, alle prestazioni assistenziali dello Stato. Contiene tutte le informazioni sulla situazione reddituale e patrimoniale di ciascun componente del nucleo. Alcune di queste informazioni vengono reperite direttamente dalle banche dati dell’Agenzia delle Entrate, altre vanno autodichiarate dal richiedente, il quale, a questo punto, si prende la responsabilità di riportare il vero sul documento. È possibile rivolgersi ad un Caf ma si può anche fare la dichiarazione online autonomamente. Ecco perché è necessario sapere come si compila la Dsu.

È importante sottolineare che l’Isee viene calcolato sulla base delle informazioni che riguardano tutto il nucleo familiare e non soltanto la persona che lo richiede. A questo punto, possiamo consigliarti di leggere il nostro articolo Isee e stato di famiglia per capire chi è che fa parte del nucleo e chi, invece, ne resta fuori anche ai fini Isee.

Una volta che si è capito come compilare la Dsu e che il documento è pronto per il calcolo dell’Isee, la dichiarazione può essere presentata all’ente che eroga la prestazione, al Comune di residenza, ad un Caf o all’Inps. Ma vediamo nel dettaglio a che serve e come si compila la Dsu.

Dsu: che cos’è?

Come accennato, la dichiarazione sostitutiva unica, o Dsu, è il documento che contiene le informazioni necessarie a fare il calcolo dell’Isee, vale a dire l’indicatore che consente di accedere alle prestazioni assistenziali o ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate.

Dsu: che cosa contiene?

I dati da riportare, oltre a quelli anagrafici, riguardano la situazione reddituale e patrimoniale di ciascun componente del nucleo familiare. In particolare, sulla situazione reddituale la Dsu contiene:

  • il saldo al 31 dicembre del secondo anno precedente e giacenza media del secondo anno precedente per conti correnti, libretti, depositi e carte prepagate con Iban;
  • gli estremi dei contratti di assicurazione, carte prepagate senza Iban, titoli di Stato, obbligazioni, azioni, Bot, Cct e fondi d’investimento;
  • il valore del patrimonio netto che risulta dall’ultimo bilancio presentato da società non quotate o non azionarie di cui si ha delle partecipazioni;
  • il valore nominale dei buoni fruttiferi;
  • il valore rilevato al 31 dicembre del secondo anno precedente per le partecipazioni azionarie in società quotate;
  • il valore del patrimonio netto delle imprese individuali in contabilità ordinaria;
  • la somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti per le imprese individuali in contabilità semplificata.

Per quanto riguarda, invece, la situazione patrimoniale, la Dsu contiene:

  • le visure catastali e, se fosse il caso, altra documentazione riguardante i passaggi di proprietà degli immobili (atti di compravendita, dichiarazione di divisione o di successione, ecc.);
  • l’attestazione della quota capitale del mutuo residuo;
  • l’attestazione del valore delle aree edificabili;
  • l’attestazione del valore ai fini Ivie per gli immobili posseduti all’estero.

Alcuni di questi dati vengono recuperati dall’Inps dall’Anagrafe tributaria e dal Catasto. Saldi e giacenze medie di conti e depositi sono comunicati da banche, Poste e intermediari finanziari all’Anagrafe tributaria. Dalle dichiarazioni fiscali, invece, vengono prese le informazioni sui redditi di due anni prima.

Altri dati, invece, devono essere autodichiarati dal richiedente, tenendo conto del fatto che il contribuente si prende ogni responsabilità sulla veridicità delle informazioni da lui riportate.

Dsu Mini: come si compila?

La Dsu Mini è quella necessaria per calcolare l’Isee ordinario o standard. Si compone di:

  • il modello MB.1 con le informazioni di base che riguardano il nucleo familiare nell’insieme;
  • il modulo FC.1 che riporta le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali riferite al singolo componente, tranne per i minorenni senza reddito nel secondo anno che precede la presentazione della Dsu e senza patrimonio nell’anno precedente.

Il modello MB.1

È la parte della Dsu Mini che riguarda il nucleo familiare. Nella prima sezione del quadro A devono essere riportati in ogni riga i dati anagrafici di ciascun componente (iniziando dal dichiarante) e, nelle prime cinque colonne, i dati relativi al cognome, nome, codice fiscale, data di nascita e Comune o Stato estero di nascita.

Nella sesta colonna, bisogna barrare una delle due caselle indicanti il sesso del singolo componente inserito in ciascuna riga. Nella settima e ultima colonna «Assenza di reddito / patrimonio del minore», bisogna barrare la casella esclusivamente in caso di minorenni che non hanno reddito (nel secondo anno solare precedente la presentazione della Dsu) e patrimonio (al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della Dsu).

La seconda sezione del quadro A è quella in cui vengono richieste le informazioni necessarie per sapere se si abbia diritto ad un calcolo più vantaggioso della situazione economica del nucleo familiare. Va compilata solo nel caso in cui siano presenti minorenni tra i componenti del nucleo familiare. Nel dettaglio:

  • si deve barrare la prima casella solo se, nel nucleo familiare, in presenza di figli minorenni, per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati, entrambi i genitori hanno svolto attività di lavoro o di impresa;
  • si deve barrare la seconda casella della stessa tabella, invece, quando il nucleo è composto esclusivamente da un solo genitore con figlio/i minorenne/i.

Se il nucleo familiare comprende dei genitori non coniugati e non conviventi tra loro, la casella deve essere barrata solo se il genitore non convivente si trova in una di queste situazioni:

  • è coniugato con persona diversa dall’altro genitore;
  • ha dei figli con persona diversa dall’altro genitore;
  • con provvedimento dell’autorità giudiziaria è stato stabilito il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;
  • sussiste esclusione dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
  • è stato accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

La terza sezione è riservata ai nuclei familiari con almeno tre figli, il che rappresenta un elemento per il calcolo più vantaggioso della situazione economica.

Il quadro B contiene le informazioni sulla casa di abitazione del nucleo familiare. Nel caso in cui non tutti i componenti risiedessero nella stessa casa, devono sceglierne una come abitazione del nucleo da dichiarare nella Dsu, purché si trovi in territorio italiano.

Occorre riportare nella prima sezione i dati che identificano la casa, quindi la via, il Comune, il Cap, la provincia, ecc.

La seconda sezione va compilata se la casa è in locazione. Va inserito il codice fiscale dell’intestatario o degli intestatari del contratto di affitto. Bisogna specificare anche gli estremi di registrazione del contratto, cioè:

  • data di registrazione;
  • serie;
  • numero di pratica;
  • codice dell’ufficio in cui il contratto è stato registrato.

Se si tratta di un alloggio di edilizia residenziale pubblica che non prevede la registrazione del contratto, va indicato il numero di protocollo del provvedimento di assegnazione. Nell’ultimo rigo va indicato il canone di locazione.

La terza sezione va compilata solo dal dichiarante quando il coniuge ha una diversa residenza. In questi casi, come detto poco fa, bisogna scegliere la residenza familiare di riferimento.

Il modulo FC.1

Si tratta della parte della Dsu Mini che riguarda i singoli componenti del nucleo familiare.

Il quadro FC1 riporta i dati anagrafici, con i relativi rapporti di parentela (coniuge, figlio, minore in affidamento, ecc.). La prima sezione si completa con le informazioni che riguardano la residenza del componente del nucleo ed un’e-mail e un telefono di riferimento.

Nella seconda sezione bisogna barrare la casella solo qualora il componente del nucleo per cui si compila il modulo sia in convivenza anagrafica (cioè nel caso in cui il componente indicato abiti in istituto religioso, di cura, di assistenza, militare, di pena e simili).

La terza sezione riguarda l’attività lavorativa del componente inserito. La compilazione è facoltativa, anche se consigliata perché può essere utile indicarla al fine di accedere a prestazioni per le quali la condizione lavorativa figuri tra i requisiti richiesti.

Il quadro FC2 è quello riferito al patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu, fatto salvo quanto diversamente disposto con riferimento a singole componenti. Nel dettaglio:

  • depositi e conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al lordo degli interessi, al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu, ovvero, se superiore, il valore della consistenza media annua riferita al medesimo anno;
  • titoli di Stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu;
  • azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio italiani o esteri;
  • partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentati e partecipazioni in società non azionarie;
  • masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all’impresa, affidate in gestione ad un soggetto;
  • altri strumenti e rapporti finanziari;
  • il valore del patrimonio netto per le imprese individuali in contabilità ordinaria, ovvero il valore delle rimanenze finali e del costo dei beni ammortizzabili per le imprese individuali in contabilità semplificata.

Il quadro FC3, invece, è quello relativo al patrimonio immobiliare posseduto in Italia e all’estero al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della Dsu. Sono compresi i diritti reali di godimento posseduti su beni immobili (usufrutto, uso, abitazione, servitù, superficie, enfiteusi) ma non la nuda proprietà

Nel quadro FC4 vanno indicati, tramite autodichiarazione, i redditi ed i trattamenti da dichiarare ai fini Isee. Occorre indicare tra i redditi assoggettati ad imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta:

  • i compensi percepiti da soggetti impegnati in lavori socialmente utili in regime agevolato assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. Si tratta dei contribuenti che hanno percepito nell’anno di riferimento esclusivamente redditi da questo tipo di lavori ovvero, oltre a questi, possiedono altri redditi ai fini Irpef per un importo non superiore a euro 9.296,22;
  • le prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita comprese nel maturato dal 1° gennaio 2007;
  • i redditi derivanti dalle prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio;
  • i compensi per incrementi della produttività del lavoro.

Tra i redditi esenti da imposta vanno indicati:

  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa;
  • le somme corrisposte per borse e assegni di studio o per attività di ricerca esenti sulla base di specifiche disposizioni;
  • le somme che non concorrono a formare un reddito imponibile (90% del totale erogato), per i docenti ed i ricercatori che rientrano in Italia dall’estero;
  • le somme che non concorrono a formare il reddito imponibile (l’80% dell’ammontare erogato per le lavoratrici ed il 70% per i lavoratori) per dipendenti ed autonomi che rientrano in Italia dall’estero;
  • la quota esente relativa ai compensi percepiti da soggetti impegnati in lavori socialmente utili in regime;
  • la quota esente relativa ai redditi di lavoro dipendente corrisposti al soggetto residente in Italia che ha prestato, in via continuativa, la propria attività come lavoratore frontaliero.

Nel quadro FC5 occorre inserire gli importi relativi agli assegni periodici destinati al coniuge e ai figli, percepiti o corrisposti nel secondo anno solare precedente la presentazione della Dsu.

Il quadro FC6 è riservato alle auto, alle moto di cilindrata pari o superiore ai 500 cc, alle navi e alle imbarcazioni da diporto possedute alla data di presentazione della Dsu.

Dsu: come si compila per l’Isee corrente?

Può succedere che, dopo aver presentato una dichiarazione Isee, ci siano stati dei cambiamenti nella propria situazione economica. Ad esempio, una variazione sul reddito perché si è perso il posto di lavoro. Il contribuente ha la possibilità di modificare quei dati calcolando l’Isee sulla base dei redditi degli ultimi 12 mesi, oppure solo degli ultimi 2 mesi se si tratta di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta la perdita, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Alla variazione lavorativa di uno dei componenti deve associarsi, ai fini del calcolo dell’Isee corrente, una modifica della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25% rispetto a quella individuata nell’Isee ordinario standard.

In altre parole, per poter richiedere l’Isee corrente è necessario:

  • possedere un Isee in corso di validità;
  • avere una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo superiore al 25% rispetto a quella dichiarata nell’Isee ordinario.

L’Isee corrente ha validità di 2 mesi dal momento della presentazione della Dsu con la compilazione del modello MS.

Nel quadro S1 va indicato il codice fiscale del dichiarante della Dsu già presentata e gli estremi di quest’ultima.

Nel quadro S2 bisogna riportare le generalità dei componenti del nucleo familiare per i quali c’è stata una variazione della situazione lavorativa. Tali variazioni devono riguardare:

  • la risoluzione, la riduzione o la sospensione del rapporto di lavoro di un dipendente a tempo indeterminato;
  • la conclusione del rapporto di lavoro dei dipendenti a tempo determinato o con lavoro flessibile che possano dimostrare di essere stati occupati in queste modalità per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • la cessazione dell’attività dei lavoratori autonomi, non occupati alla data di presentazione della Dsu, dopo aver svolto l’attività medesima in via continuativa per almeno 12 mesi.

Nel quadro S3, possono essere aggiornati i seguenti dati:

  • redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati percepiti nei 12 mesi precedenti a quello della richiesta della prestazione;
  • redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo, svolte sia in forma individuale sia in forma di partecipazione, individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione e le spese sostenute nello stesso periodo dell’esercizio dell’attività;
  • trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, non già inclusi nei redditi da lavoro dipendente, pensione o assimilati percepiti nei 12 mesi precedenti a quello della richiesta della prestazione.

Nel quadro S4, è possibile inserire la documentazione allegata e la certificazione che attesta la variazione segnalata (ad esempio una lettera di licenziamento o la chiusura della partita Iva).



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