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Cosa serve per fare l’Isee?

27 Novembre 2019 | Autore:
Cosa serve per fare l’Isee?

I documenti per compilare correttamente la dichiarazione unica sostitutiva. E le sanzioni per chi vuole fare il furbo con la Dsu.

Chi vuole beneficiare di una prestazione sociale o assistenziale agevolata ha bisogno di presentare all’Ente erogatore l’indicatore della propria situazione economica equivalente, cioè quello che comunemente viene chiamato Isee. In pratica, è un calcolo elaborato dall’Inps sulla base di una serie di informazioni reperite nelle banche dati del Fisco e dichiarate dal richiedente per capire se una persona appartenente ad un determinato nucleo familiare ha diritto all’agevolazione oppure è in grado di pagarsela da sola. Ma che cosa serve per fare l’Isee?

Al calcolo dell’indicatore, come dicevamo, si arriva dopo aver raccolto una serie di dati che devono essere riportati sulla dichiarazione sostitutiva unica, cioè la Dsu. Tale documento può essere fatto tramite un Caf, cioè un centro di assistenza fiscale, oppure online sul sito dell’Inps, purché si sia in possesso delle credenziali rilasciate dall’Istituto o dello Spid, il sistema di identità digitale. Quindi, la prima domanda da porsi per sapere cosa serve per fare l’Isee è: che cosa serve per fare la Dsu?

Diciamo, in linea di massima, che per poter calcolare l’Isee del tuo nucleo familiare, l’Inps vorrà sapere chi sei, con chi vivi, quanto guadagni e che cosa possiedi, compresa la moto se ce l’hai. Tutto quello che riguarda il tuo reddito ed il tuo patrimonio.

È opportuno premettere due cose. La prima, l’imminente arrivo dell’Isee precompilato, che avvierà la strada verso la semplificazione della procedura. La seconda, che non conviene barare: le sanzioni per chi presenta una dichiarazione incompleta o non veritiera anche in parte sono da capogiro.

Vediamo di seguito che cosa serve per fare l’Isee e che cosa rischia chi tenta di fare il furbo.

Cosa serve per l’Isee: i dati anagrafici

Partiamo dal «chi sei», che sarà la prima cosa che l’Inps vorrà sapere di te per il calcolo dell’Isee. Nella dichiarazione sostitutiva unica – la Dsu – bisognerà riportare, per quanto riguarda i dati anagrafici:

  • documento di identità del dichiarante;
  • codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare, compreso eventualmente il coniuge residente all’estero ed iscritto all’Aire (l’anagrafe che comprende i cittadini italiani che hanno la residenza oltreconfine);
  • se si tratta di un cittadino extracomunitario, il permesso di soggiorno regolarmente valido.

Cosa serve per l’Isee: il patrimonio mobiliare

Secondo dato che serve all’Inps: la tua situazione reddituale. Che non vuol dire soltanto quello che ti viene pagato per il tuo lavoro (come dipendente o come autonomo), ma anche quello che fruttano i soldi investiti, la tua polizza vita, ecc.

In altre parole, serve per l’Isee che tu presenti questi documenti sul patrimonio mobiliare di cui tu ed il tuo nucleo familiare eravate titolari al 31 dicembre del secondo anno precedente (per il 2020, sarà da dichiarare, quindi, quello posseduto al 31 dicembre 2018):

  • saldo al 31 dicembre del secondo anno precedente e giacenza media del secondo anno precedente per conti correnti, libretti, depositi e carte prepagate con Iban;
  • valore nominale dei buoni fruttiferi;
  • gli estremi dei contratti di assicurazione, carte prepagate senza Iban, titoli di Stato, obbligazioni, azioni, Bot, Cct e fondi d’investimento;
  • valore del patrimonio netto che risulta dall’ultimo bilancio presentato da società non quotate o non azionarie di cui si ha delle partecipazioni;
  • valore rilevato al 31 dicembre del secondo anno precedente per le partecipazioni azionarie in società quotate;
  • il valore del patrimonio netto delle imprese individuali in contabilità ordinaria;
  • la somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti per le imprese individuali in contabilità semplificata.

Per quanto riguarda il nucleo familiare, servirà:

  • il 730 o il modello redditi alternativo riferito all’anno precedente;
  • le certificazioni uniche (ex Cud) dei redditi prodotti l’anno precedente da tutti i componenti del nucleo familiare che hanno un rapporto di lavoro subordinato o assimilato oppure che percepiscono una pensione;
  • i documenti che attestino le varie tipologie di redditi percepiti l’anno precedente, come ad esempio una collaborazione occasionale, un diritto d’autore, ecc.;
  • la dichiarazione Irap dell’anno d’imposta precedente per proventi agrari;
  • la certificazione relativa ai redditi prodotti all’estero nell’anno precedente;
  • la certificazione relativa ai redditi e ad eventuali trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari dell’anno precedente, esenti da Irpef e non erogati dall’Inps (borse di studio o per attività di ricerca, contributo affitto, reversibilità rendite Inail, etc.), ad esclusione di quelli percepiti per la condizione di disabilità. I trattamenti erogati dall’Inps sono rilevati direttamente dall’ente;
  • gli assegni per il mantenimento di coniuge o figli percepiti o corrisposti nell’anno precedente.

Fa parte del tuo patrimonio anche il veicolo o i veicoli che possiede il tuo nucleo familiare. Significa che anche questi devono essere dichiarati per calcolare l’Isee. Servono, in particolare, la targa o gli estremi della registrazione al Pra o al Rid di auto e moto di cilindrata superiore ai 500 cc, di navi e di imbarcazioni di riporto.

Cosa serve per l’Isee: i casi particolari

In alcuni casi, l’Isee viene richiesto per avere una determinata prestazione come, ad esempio, quelle previste per i disabili, per gli anziani non autosufficienti, per gli studenti universitari, ecc. Che cosa serve per l’Isee quando si ha una di queste esigenze?

  • per l’Isee disabili o sociosanitario: documentazione che certifichi lo stato di disabilità ed eventuale atto notarile di donazione di immobili nel caso in cui la persona disabile abbia ricevuto un immobile in donazione;
  • per dimostrare uno stato di handicap: denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio;
  • per l’Isee minori e l’Isee università: per i genitori non coniugati e non conviventi, occorre riportare il numero di protocollo dell’Isee del genitore non convivente), se già è stato presentato. In caso contrario, servono gli stessi documenti richiesti per i componenti del nucleo familiare dello studente.

Cosa si rischia per un Isee falso o incompleto

Dicevamo all’inizio che le sanzioni per chi cerca di fare il furbo con l’Isee sono da capogiro. Per una dichiarazione sostitutiva unica errata o incompleta si rischia una batosta amministrativa da 5.164 euro ad un massimo di 25.822 euro. Sulla base di quale criterio si applica quella più bassa o quella più alta? Sulla differenza tra l’importo che si doveva versare e quello che, effettivamente, è stato pagato. Tale differenza si moltiplica per 3, nel caso in cui il contribuente abbia percepito indebitamente delle somme inferiori a 3.999,96 euro.



1 Commento

  1. In altre parole, serve per l’Isee che tu presenti questi documenti sul patrimonio mobiliare di cui tu ed il tuo nucleo familiare eravate titolari al 31 dicembre del secondo anno precedente (per il 2020, sarà da dichiarare, quindi, quello posseduto al 31 dicembre 2018).
    Questo è quello che voi avete scritto nella consulenza, ma se prendete il simulatore dell’ISEE dell’ INPS c’è scritto,:
    Sezione D – Patrimonio mobiliare
    D1 – Depositi e conti correnti bancari e postali
    Inserire il valore complessivo dei depositi e conti correnti bancari e postali di tutti i componenti del nucleo, avendo riguardo, per ciascun soggetto, di considerare il valore maggiore fra:

    la somma dei saldi al 31 dicembre dell’anno precedente quello di simulazione della DSU di tutti i depositi e conti correnti bancari e postali posseduti
    la somma delle giacenze medie nell’anno precedente quello di simulazione della DSU degli stessi rapporti finanziari
    N.B. Con riferimento a ciascun componente del nucleo, nel selezionare il valore A o B da utilizzare per il computo, devono essere fatte salve le regole relative agli incrementi di patrimonio mobiliare di cui all’art. 5, comma 4 lett. a) del DPCM 159/2013

    Valore complessivo del saldo o della giacenza media dei depositi e conti correnti bancari e postali del nucleo

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