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Bonus spese mediche

26 Novembre 2019 | Autore:
Bonus spese mediche

Quando si può pagare in contanti per avere diritto alla detrazione del 19%? Cosa deve riportare la documentazione fiscale?

Solo in parte, ma il bonus spese mediche per il 2020 rappresenta l’eccezione che conferma la regola. L’ultima legge di Bilancio approvata dal Governo giallorosso prevede che per usufruire di una detrazione del 19% su una delle spese ammesse dalla legge a questo tipo di beneficio, il contribuente deve avere effettuato il pagamento con moneta elettronica o con un mezzo tracciabile. Non in contanti, per capirci.

Significa che se devi sistemare l’esterno della casa e vuoi usufruire del bonus facciate dovrai eseguire un bonifico all’impresa che fa i lavori oppure utilizzare una carta di credito o un assegno non trasferibile (se la spesa, come prevedibile, supera i 1.000 euro). Lo stesso vale per chi, ad esempio, ha bisogno di lavori di ristrutturazione nella propria abitazione o di cambiare la caldaia.

Diverso il caso della detrazione del 19% sulle spese per farmaci, visite o esami clinici, cioè per il bonus spese mediche. In alcuni casi c’è, effettivamente, l’obbligo di pagare con moneta elettronica, cioè con carta di credito o Bancomat. In altri, invece, resiste l’uso dei contanti. Vediamo quando.

Bonus spese mediche: che cosa rientra?

Prima di capire come si devono pagare le spese mediche per ottenere il bonus, bisogna sapere quali sono le spese per le quali si ha diritto alla detrazione del 19%. Si tratta di:

  • prestazioni di un medico generico, comprese quelle dell’omeopatia;
  • acquisto di medicinali, anche omeopatici, da banco o con ricetta medica;
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche ed applicazioni e terapie;
  • interventi chirurgici;
  • cure termali (ma solo le cure, non viaggio e soggiorno);
  • acquisto o affitto di dispositivi medici o di attrezzature sanitaria, comprese le protesi;
  • assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • prestazioni da personale con qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni da personale con qualifica di educatore professionale;
  • prestazioni da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi per l’importo eccedente 129,11 euro. Se sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale la detrazione spetta per l’importo del ticket pagato.

Bonus spese mediche: come bisogna pagare?

In fase di approvazione della legge di Bilancio 2020, si era parlato di una stretta sul bonus spese mediche, destinando l’agevolazione solo a chi avesse pagato farmaci, visite, esami o terapie con moneta elettronica, vale a dire con Bancomat o carta di credito.

Tuttavia, dopo molte proteste e qualche riflessione, alla fine si è arrivati ad un compromesso. Si è pensato che buona parte degli utenti, soprattutto quelli più anziani che, purtroppo, frequentano di più medici e cliniche, non hanno l’abitudine e la dimestichezza necessarie per utilizzare comunemente dei sistemi di pagamento più moderni rispetto al tradizionale portafoglio «fisico».

Il compromesso consiste nel continuare ad accettare il pagamento in contanti per alcune spese mediche ai fini del bonus. Per altre, invece, scatta l’obbligo della moneta elettronica.

In pratica, è possibile beneficiare del bonus spese mediche nel 2020 pagando in contanti:

  • farmaci;
  • dispositivi medici;
  • visite ed esami in ospedale o in una clinica convenzionata con il Sistema sanitario nazionale.

Occorre, invece, ricorrere al pagamento elettronico (carta di credito o Bancomat) oppure al bonifico per le visite specialistiche in regime privato o in strutture private. Per ottenere il bonus, occorrerà in questo caso dimostrare di avere fatto un pagamento tracciabile.

In altre parole, e come abbiamo già avuto modo di segnalare nel nostro articolo Attenti ai contanti, bonus fiscali a rischio: si potrà pagare in contanti uno sciroppo per la gola o un corsetto ortopedico, ma si dovrà utilizzare il bonifico o la moneta elettronica per il dentista privato o per l’oculista che riceve nel suo studio. Così come si potrà pagare in contanti ed avere diritto al bonus per la casa di riposo del padre invalido al 100% ed usufruire della relativa deduzione. Ma dovrà pagare in modo tracciabile la stessa spesa se il padre non è invalido e non è a carico per beneficiare della detrazione del 19%.

In qualsiasi caso, comunque, è necessario conservare i documenti che attestano il pagamento delle spese mediche. Si parla, quindi, dello scontrino parlante della farmacia, della fattura rilasciata dall’ospedale o dallo specialista, della ricevuta che abbiamo avuto al momento dell’acquisto di un dispositivo medico. Senza scontrino, fattura o ricevuta non sarà possibile avere il bonus con la detrazione del 19% anche se il pagamento è stato fatto con carta di credito o Bancomat.

È necessario, inoltre, che dalla certificazione fiscale (scontrino o fattura che sia) risulti chiaramente la descrizione del prodotto acquistato o della prestazione avuta e la persona che sostiene la spesa.



1 Commento

  1. Deve essere disposto l’affidamento condiviso del figlio minore ad entrambi i genitori, con attribuzione al padre dell’assunzione in via esclusiva delle decisioni relative alle cure mediche necessarie per il minore e con collocamento alternato presso ciascun genitore, in presenza di una situazione di conflittualità fra i genitori e di condotte ostruzionistiche della madre, qualora il minore, in sede di audizione, abbia confermato il comportamento pregiudizievole della madre e abbia manifestato il desiderio di trascorrere pari tempo con ciascun genitore.

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