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Sintomi gotta

12 Dicembre 2019 | Autore: Roberta Jerace
Sintomi gotta

Che cos’è la gotta; sintomi della gotta; diagnosi della gotta; i diritti di chi deve fare una radiografia; dieta e abitudini per chi soffre di gotta; farmaci per la cura della gotta.

Storicamente, la gotta veniva definita la malattia dei Re, proprio perché i sovrani e la nobiltà ne erano spesso colpiti, soprattutto dopo un pasto abbondante o in seguito al consumo protratto nel tempo di carne. Oggi, si stima che circa l’1-2% della popolazione italiana soffra di questo disturbo. La gotta interessa maggiormente coloro che hanno parenti colpiti da questa patologia, o coloro che sono affetti da altre condizioni patologiche come l’ipotiroidismo, l’ipertensione, la psoriasi e altre.

Nei prossimi paragrafi, oltre a informarti sui sintomi della gotta, potrai comprendere meglio di cosa si parla quando ci si riferisce a questa malattia, quali sono le corrette abitudini alimentari e lo stile di vita da rispettare per evitare di svilupparla o scongiurare che si cronicizzi. Inoltre, potrai approfondire alcuni aspetti come quelli relativi ai farmaci che vengono solitamente utilizzati per la cura della gotta, e gli esami e i test clinici necessari per diagnosticare correttamente questa patologia. A tal proposito, una piccola guida ai diritti di chi deve fare una radiografia può tornarti utile per valutare con più attenzione insieme al tuo medico curante se e quando sottoporti a questo esame.

Che cos’è la gotta

La gotta è una patologia infiammatoria causata dalla deposizione dei cristalli di acido urico in eccesso all’interno del sangue. L’acido urico è una sostanza normalmente presente all’interno dell’organismo in qualità di prodotto di scarto derivato dalla demolizione di alcune molecole (le purine).

Quando i livelli di acido urico circolanti nel sangue sono eccessivi, i reni non sono più in grado di smaltirli in modo efficace ed è a questo punto che si verifica la precipitazione in forma di cristalli. In sostanza, quando i livelli di acido urico rimangono alti nel tempo si parla di iperuricemia, condizione che predispone alla gotta. Il tipico attacco di gotta acuto avviene nel momento in cui i cristalli di acido urico creano infiammazione e dolore acuto a carico delle articolazioni.

La gotta è una malattia tipica dell’età adulta ed è spesso associata ad altre condizioni patologiche come l’ipercolesterolemia, l’obesità e l’eccesso di trigliceridi nel sangue. Risultano più colpiti gli uomini che hanno superato i 40 anni e le donne in menopausa; il rischio, inoltre, aumenta se vi è una familiarità di questa patologia e, quindi, se vi sono tra i parenti del malato pazienti a loro volta gottosi.

Sintomi della gotta

I sintomi della gotta che si verificano solitamente sono:

  • dolore intenso che compare improvvisamente;
  • ipersensibilità della zona al contatto con qualunque oggetto (persino il lenzuolo);
  • gonfiore, calore e arrossamento dell’articolazione interessata;
  • calcoli renali nel caso in cui i cristalli di acido urico si depositino nei reni;
  • il dolore colpisce più frequentemente le articolazioni del piede in particolare l’alluce, ma può interessare anche tallone, collo del piede, caviglie, ginocchia, dita delle mani, polsi, gomiti, spalla e colonna vertebrale.

L’attacco di gotta acuto avviene generalmente nelle ore notturne, i sintomi quali il dolore, il bruciore e il rigonfiamento si verificano quando la stasi venosa del periodo di riposo è già in atto da diverse ore; il dolore, in questi casi, risulta insopportabile a contatto con qualunque oggetto comprese le coperte. I sintomi recedono piuttosto velocemente e nel giro di 5-10 giorni scompaiono completamente anche senza intervento farmacologico.

Se non trattata, però, la gotta può cronicizzarsi e portare a recidive periodiche e a riacutizzazione dei sintomi che possono indurre lo stadio debilitante di gotta tofacea (i tofi sono depositi di cristalli di acido urico in forma di noduli che si creano nelle articolazioni e sulla pelle); in questo stadio le articolazioni possono subire dei danni irreversibili e anche i reni possono venire danneggiati permanentemente. Si può, infatti, andare incontro a frequenti calcoli renali che a lungo andare possono portare a una seria insufficienza renale.

Inoltre, recenti studi hanno messo in relazione la gotta con un aumentato rischio di patologie a carico dell’apparato cardiovascolare, presumibilmente a causa di uno stato infiammatorio persistente che si riversa sul cuore.

Diagnosi della gotta

Il punto di partenza per una corretta diagnosi della gotta passa in primo luogo dall’anamnesi a cui ti sottoporrà il tuo medico di base. Il secondo passaggio sarà un’analisi ematica per controllare i livelli di acido urico presenti nel sangue. Tuttavia, persone con iperuricemia persistente possono non arrivare mai a sviluppare la gotta, e al contrario i valori dell’uricemia possono non risultare fuori norma persino durante l’attacco di gotta acuto; pertanto, si rendono necessari altri esami per ottenere una diagnosi certa.

L’esame del liquido sinoviale al microscopio rappresenta un test clinico in grado di fugare ogni dubbio. Dopo aver effettuato un’anestesia locale, il medico provvede a prelevare un campione del liquido dell’articolazione in cui è possibile osservare la presenza dei cristalli di acido urico, con la caratteristica forma ad ago, se la gotta è la patologia da cui il paziente è affetto.

Le radiografie sono un altro esame utile ma solo in caso di gotta cronica e non durante la fase acuta, poiché attraverso le radiografie è possibile individuare e tenere sotto controllo il danno osseo dovuto alle ricorrenti infiammazioni.

I diritti di chi deve fare una radiografia

Se soffri di gotta cronica, probabilmente, avrai già affrontato diversi esami radiografici per controllare lo stato delle tue articolazioni, ma forse non sei pienamente informato/a sulle conseguenze che derivano da questo comune esame. Devi sapere che rientra nei diritti di chi deve fare una radiografia quello di ricevere tutte le informazioni necessarie per decidere se sottoporsi o meno a questo test.

Per esempio, non tutti gli esami radiologici sono uguali, poiché alcuni rilasciano una dose di radiazioni molto bassa, mentre altri come la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) possono arrivare a una dose di radiazioni 400 volte superiore a una semplice radiografia. Queste informazioni sono un diritto irrinunciabile per chi deve fare una radiografia e la struttura presso la quale si eseguono è obbligata a mettere il paziente a conoscenza dei rischi che corre attraverso il “consenso informato”. Ma la legge tutela il cittadino anche in altri modi, ad esempio sono previste sanzioni pecuniarie e penali per chi prescrive ed esegue esami con radiazioni ionizzanti senza una giustificazione adeguata.

Dieta e abitudini per chi soffre di gotta

La dieta errata rappresenta una delle possibili genesi della malattia e quindi riveste un ruolo fondamentale anche nella cura della gotta. Se soffri di questa patologia è, quindi, essenziale che tu modifichi il tuo stile di vita seguendo alcune semplici abitudini e raggiungendo determinati obiettivi:

  • il primo passo è raggiungere e mantenere il peso forma, poiché sovrappeso e obesità appaiono strettamente connessi a questa malattia; in sostanza, più sei fuori forma più è possibile che tu sviluppi la gotta;
  • durante l’attacco acuto di gotta e in generale come buona norma per chi è soggetto a questa patologia è bene bere due litri di acqua al giorno per eliminare le purine;
  • nelle ore della fase acuta di gotta è bene stare a risposo e sollevare l’articolazione interessata dal dolore, risulta utile anche un impacco di ghiaccio;
  • eliminare del tutto o ridurre il consumo di alcolici, in particolare la birra;
  • praticare regolare attività fisica, poiché la mancanza di movimento risulta un fattore predisponente alla gotta;
  • non praticare digiuni prolungati o diete privative perché, secondo la casistica registrata, questi comportamenti possono scatenare un attacco di gotta;
  • eliminare gli alimenti che contengono molte purine, in particolare: carni rosse e selvaggina, fegato e frattaglie, pesce azzurro (aringhe, acciughe, sardine, alici, sgombro);
  • ridurre drasticamente gli alimenti che contengono un medio quantitativo di purine come: pollame, pesce e crostacei; salumi e insaccati; verdure come spinaci, asparagi, cavolfiori; legumi come lenticchie, piselli e fagioli; cereali integrali;
  • consumare alimenti con basso contenuto di purine: latte e latticini freschi, formaggi, uova, frutta, pasta e cereali non integrali;
  • evitare zuccheri raffinati, dolci, grassi e metodi di cottura grassi come la frittura;
  • alcune piante come il tarassaco, il cardo, il tè di giava, l’ortica, il pungitopo, il salice bianco e altri possono essere utili sia in forma di integratore che in forma di decotto o infuso in base alla pianta e alle tue specifiche esigenze. In ogni caso, i rimedi omeopatici per la gotta possono essere utilizzati come coadiuvante delle tradizionali cure medicinali sia in caso di attacco di gotta sia come prevenzione dello stesso.

Farmaci per la cura della gotta

Il cambiamento di stile di vita risulta essenziale sia per chi soffre di semplice iperuricemia sia per chi ha già avuto episodi di gotta, ma la terapia farmacologica risulta altrettanto essenziale. Le odierne linee guida invitano a iniziare immediatamente con i farmaci in grado di ridurre i livelli circolanti di acido urico come l’Allopurinolo (Zyloric; Allopurinol, Allurit) e il Febuxostat (Adenuric; Febistat, Foxstat).

Durante la fase dell’attacco di gotta, invece, vengono prescritti solitamente i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) come l’Indometacina (Indoxen; Liometacen), il Diclofenac (Voltaren; Fastum Antidolorifico; Dicloreum), il Paracetamolo (Tachipirina; Efferalgan), il Naprossene (Naproxen; Lasonil; Naprosyn), da evitare invece l’assunzione di Aspirina in quanto può impedire ai reni di eliminare l’acido urico.

Tra i farmaci più usati sia durante la fase acuta che come prevenzione delle recidive vi è la Colchicina (Colchicina Lirca; Colchiquim) che risulta utile sia nell’eliminazione dell’acido urico, sia efficacie nel trattamento de dolore e del gonfiore; il risultato migliore si ottiene se l’alcaloide viene assunto entro 12 ore dalla comparsa dell’attacco di gotta.

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Di Roberta Jerace


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