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Differimento udienza: ultime sentenze

28 Dicembre 2019
Differimento udienza: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: provvedimento di differimento della prima udienza; differimento dell’udienza di riesame; provvedimento di rigetto dell’istanza di differimento dell’udienza.

Differimento dell’udienza di riesame

Il differimento dell’udienza di riesame e l’aggiunta di un correlativo nuovo periodo comportano considerazione tamquam non esset dell’originario termine di scadenza per il deposito della decisione, a favore di un nuovo complessivo termine, la scadenza del quale è spostata in avanti senza rilievo per le peculiari connotazioni festive di giorni che si situino nell’ambito del nuovo termine, poiché lo spostamento in avanti – di diritto – determinato dal giorno festivo si attua esclusivamente se sia festivo il giorno della scadenza di un termine e non anche sia festivo un giorno ricompreso nel periodo normativo.

Cassazione penale sez. I, 27/09/2019, n.43961

La richiesta di rinvio di udienza per legittimo impedimento

Ai sensi degli artt.148, comma 2 -bis, 149, 150, 151 c.p.p. e della l. n. 221/2012, l’utilizzo della PEC è consentito, a decorrere dal 15 dicembre 2014, solamente per eseguire le comunicazioni di cancelleria alle persone diverse dall’imputato.

Pertanto, ogni atto inviato tramite il mezzo telematico dalle parti private verso le cancellerie deve considerarsi irricevibile (fattispecie relativa all’invio di una richiesta di differimento di udienza per legittimo impedimento).

Cassazione penale sez. III, 22/05/2019, n.37126

Diritto del ricorrente al differimento dell’udienza di discussione del ricorso

Non esiste norma giuridica o principio di diritto che attribuisca al ricorrente il diritto al rinvio della discussione del ricorso, atteso che la parte interessata ha solo la facoltà di illustrare al giudice le ragioni che potrebbero giustificare il differimento dell’udienza o la cancellazione della causa dal ruolo, ma la decisione finale in ordine ai concreti tempi della discussione spetta comunque al giudice, il quale deve verificare l’effettiva opportunità di rinviare l’udienza, giacchè solo in presenza di situazioni particolarissime, direttamente incidenti sul diritto di difesa delle parti, il rinvio dell’udienza è per lui doveroso, e in tale ambito si collocano, fra l’altro, i casi di impedimenti personali del difensore o della parte, nonché quelli in cui, per effetto delle produzioni documentali effettuate dall’Amministrazione, occorre riconoscere alla parte che ne faccia richiesta il termine di 60 giorni per la proposizione dei motivi aggiunti.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 02/05/2019, n.5548

La richiesta dell’indagato di partecipare all’udienza e differimento dell’udienza

In tema di riesame avverso provvedimenti impositivi di misure cautelari personali, il diritto della persona sottoposta a restrizione della libertà di partecipare all’udienza non è sottoposto a limitazioni o decadenze, purchè la relativa richiesta, qualora avanzata in epoca successiva all’atto introduttivo dell’incidente cautelare, pervenga in tempo utile per organizzare la tempestiva traduzione, dovendo altrimenti essere disattesa con adeguata motivazione.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio l’ordinanza del tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta dell’indagato di partecipare all’udienza ritenendola tardiva, perché formulata contestualmente alla richiesta di differimento dell’udienza ex art. 309, comma 9-bis, c.p.p.).

Cassazione penale sez. VI, 07/03/2019, n.24894

Riesame, impedimento del difensore e differimento dell’udienza

Nel procedimento di riesame di misure coercitive l’art. 309, comma 9-bis, cod. proc. pen. attribuisce personalmente all’imputato o indagato, e non al difensore, la facoltà di chiedere il differimento dell’udienza “se vi siano giustificati motivi”, tra i quali non può essere ricompreso l’impedimento del difensore, tanto più non rilevante versandosi in sede di procedimento camerale ai sensi dell’art. 127 cod. proc. pen.

Cassazione penale sez. III, 22/02/2019, n.29980

Decreto di fissazione d’udienza e provvedimento di differimento

In mancanza di prova della notifica del ricorso, dell’originario decreto di fissazione dell’udienza e del provvedimento di differimento della prima udienza, il giudizio di secondo grado, in cui la ricorrente per cassazione è rimasta contumace, si è svolto senza la regolare instaurazione del contraddittorio, con conseguente nullità della pronuncia impugnata.

Cassazione civile sez. II, 24/01/2019, n.2046

Differimento dell’udienza in caso di malattia del difensore

È illegittimo il provvedimento di rigetto dell’istanza di differimento dell’udienza, presentata per l’impedimento del difensore di fiducia a parteciparvi a causa di grave malattia o altro impedimento non prevedibile, dovuto a forza maggiore, se motivato con esclusivo riguardo alla mancata nomina da parte del difensore impedito di un sostituto processuale o dell’omessa indicazione delle ragioni dell’impossibilità di procedervi.

Cassazione penale sez. V, 26/10/2018, n.55243

Trascrizione delle intercettazioni disponibile soltanto in udienza

Nonostante la difesa abbia a disposizione i supporti informatici contenenti le conversazioni intercettate, la prova è veicolata nel processo mediante la trascrizione, in mancanza della quale il diritto di difesa non può essere garantito. Deve dunque essere accolta l’istanza di differimento dell’udienza dell’avvocato che non aveva avuto la possibilità di visionare le trascrizioni prima della celebrazione dell’udienza.

Cassazione penale sez. IV, 24/05/2018, n.39126

Istanza rinvio udienza per impedimento del difensore 

L’istanza di rinvio dell’udienza di discussione per grave impedimento del difensore, ai sensi dell’art. 115 disp. att. c.p.c., allorché non faccia riferimento all’impossibilità di sostituzione mediante delega conferita ad un collega (facoltà ora confermata dall’art. 9, comma 2, della l. n. 247 del 2012 e tale da rendere riconducibile all’esercizio professionale del sostituito l’attività processuale svolta dal sostituto), si risolve nella prospettazione di un problema attinente all’organizzazione professionale del difensore, che non rileva ai fini del richiesto differimento.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto applicabile detto principio anche in tema di udienza di trattazione, dichiarando inammissibile il ricorso avverso sentenza di improcedibilità dell’appello).

Cassazione civile sez. VI, 03/05/2018, n.10546

Domanda riconvenzionale e differimento d’udienza

Per quanto riguarda il differimento d’udienza ai sensi dell’art. 418 c.p.c., la ratio della disposizione è di garantire l’instaurazione di un contraddittorio pieno tra le parti anche sul punto della domanda riconvenzionale.

Corte appello Roma sez. lav., 12/03/2018, n.551

Limiti all’obbligo del giudice di differire l’udienza

Nelle cause da trattarsi con il rito del lavoro o locatizio e per il processo tributario, al fine di rispettare le ragioni di economia processuale e il principio di ragionevole durata del processo, il giudice non ha l’obbligo di accogliere l’istanza di differimento dell’udienza per consentire la chiamata in causa del terzo tranne nelle ipotesi di litisconsorzio necessario ai sensi dell’art. 102 c.p.c., mentre rientra nella discrezionalità del giudicante la concessione o il diniego dell’autorizzazione alla chiamata del terzo da parte del convenuto.

(Nella specie: la grave situazione economica dell’associazione opponente, così come risulta dalla stessa opposizione a decreto ingiuntivo, ed il perdurare dell’inadempimento della medesima anche rispetto alle somme che l’opponente ha ammesso di dover pagare risultando dagli stessi conteggi dalla medesima prodotti, è sconsigliato autorizzare una chiamata che determinerebbe un notevole allungamento dei tempi del processo tale da poter anche pregiudicare in modo definitivo i diritti del lavoratore, in violazione appunto del principio di ragionevole durata del processo e delle citate esigenze di economia processuale).

Tribunale Roma sez. lav., 27/02/2018, n.1457

Il mancato rispetto dei termini minimi a comparire 

Ai fini del calcolo dei termini minimi a comparire di cui all’art. 163 bis c.p.c., decorrenti dalla data della notifica della citazione, occorre fare riferimento al giorno dell’udienza indicata nella medesima citazione, fermo restando che, in caso di inosservanza dei predetti termini, la nullità di tale citazione non è sanata quando essi risultino rispettati per effetto dell’avvenuto differimento della summenzionata udienza a norma dell’art. 168 bis, commi 4 e 5, c.p.c.

Cassazione civile sez. VI, 06/02/2018, n.2853



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