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Competenza del tribunale delle imprese: ultime sentenze

30 Dicembre 2019
Competenza del tribunale delle imprese: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: competenza della sezione specializzata del tribunale delle imprese; oggetto della controversia; procedimenti relativi a rapporti societari; materie di competenza del tribunale delle imprese.

La competenza del tribunale delle imprese

La competenza del Tribunale delle Imprese, ai sensi dell’art. 3 D.Lgs. n. 168/2003, si determina in relazione all’oggetto della controversia, dovendo sussistere un legame diretto di questa con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, riscontrabile alla stregua del criterio generale del petitum sostanziale, identificabile in funzione soprattutto della causa petendi per l’intrinseca posizione dedotta in giudizio.

Tribunale Venezia, 19/06/2019

Controversia di competenza del tribunale delle imprese

La controversia di competenza del tribunale delle imprese può essere decisa, purché in composizione collegiale, da una sezione ordinaria del tribunale ove ha sede il tribunale delle imprese.

Tribunale Roma, 26/09/2018

Controversie sui rapporti societari che coinvolgono amministratori e società

Nella previsione del D.Lgs. n. 168 del 2003, art. 3, lett. a), secondo cui sono di competenza del tribunale delle imprese i procedimenti relativi a rapporti societari, devono essere ricomprese tutte le controversie che vedano coinvolti la società e i suoi amministratori senza poter distinguere fra le controversie che riguardino l’agire degli amministratori nell’espletamento del rapporto organico e i diritti che, sulla base dell’eventuale contratto che la società e l’amministratore abbiano stipulato, siano stati riconosciuti a titolo di compenso.

Tribunale Teramo, 01/10/2019, n.848

Contratti di appalto pubblico di rilevanza comunitaria

Il tribunale, sezione specializzata in materia di imprese, è competente, ai sensi dell’art. 3, comma 2, lett. f), del d.lgs. n. 168 del 2003, a conoscere delle controversie aventi ad oggetto i contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria e, quindi, i contratti sottoposti al codice degli appalti (d.lgs. n. 163 del 2006, applicabile “ratione temporis”), restando pertanto esclusi i contratti ad esso antecedenti.

Cassazione civile sez. VI, 10/03/2017, n.6327

Competenza per materia del tribunale delle imprese

Nella previsione di cui all’art. 3, lett. a), d.lg. n. 168 del 2003 secondo cui sono di competenza del tribunale delle imprese i procedimenti relativi a rapporti societari, devono essere ricomprese tutte le controversie che vedano coinvolti la società e i suoi amministratori, senza poter distinguere tra le controversie che riguardino l’agire degli amministratori nell’espletamento del rapporto organico e i diritti che, sulla base dell’eventuale contratto che la società e l’amministratore abbiano stipulato, siano stati riconosciuti a titolo di compenso.

Cassazione civile sez. I, 11/02/2016, n.2759

Tribunale delle imprese: quando non è competente?

Quando il rapporto sotteso alla richiesta cautelare non è riconducibile nell’ambito societario, ovvero nell’ambito dei patti parasociali, e, pertanto, quando non vengano in rilievo l’esercizio di diritti che scaturiscano dal contratto di società ovvero da accordi che ineriscano ad essi bensì, come nel caso di specie, ad un normale rapporto di fornitura seppur effettuato da un soggetto che rivesta anche la qualità di partecipe della compagine della società acquirente, non può affermarsi la competenza del Tribunale delle imprese.

Tribunale Venezia, 16/01/2016

Cause di competenza del tribunale delle imprese

La mancata introduzione del giudizio di merito nelle forme previste dal codice di rito per le cause di competenza del Tribunale delle imprese (con citazione e non con ricorso ex art. 702 bis c.p.c.), comporta la declaratoria, con ordinanza non impugnabile, di inammissibilità del ricorso e, quindi, stante la sussunzione di tale ipotesi in quella dell’estinzione del giudizio di merito di cui all’art. 669 nonies, comma 1, c.p.c., l’immediata inefficacia del provvedimento cautelare autorizzato.

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 07/07/2015

Controversia tra società e liquidatore in ordine al compenso

La controversia relativa al compenso spettante all’amministratore di una società di capitali – o, come nella specie, al liquidatore – per l’attività svolta in favore della società non appartiene alla competenza del tribunale delle imprese poiché ha ad oggetto il rapporto di lavoro, eventualmente parasubordinato, o di opera professionale tra detto soggetto e la società, fermo restando che la ripartizione delle funzioni tra sezioni ordinarie e specializzate di uno stesso tribunale non implica l’insorgenza di una questione di competenza, ma attiene alla distribuzione degli affari giurisdizionali all’interno del medesimo ufficio, con conseguente inammissibilità del regolamento di competenza eventualmente proposto.

Cassazione civile sez. VI, 23/05/2014, n.11448

La responsabilità dell’amministratore di srl

La controversia concernente la responsabilità dell’amministratore di s.r.l. per la violazione del divieto posto dall’art. 2390 c.c. (per effetto del quale gli amministratori non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società concorrenti, né esercitare una attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere amministratori o direttori generali in società concorrenti, salvo autorizzazione dell’assemblea), va qualificata come azione di responsabilità esercitata nei confronti di un componente dell’organo amministrativo, sicché rientra tra le controversie di cui alla lett. a) del comma 2 dell’art. 3 del d.lg. n. 168 del 2003, con la conseguente sussistenza della competenza del tribunale delle Imprese.

Tribunale Torino, 18/10/2013

Sezioni specializzate in tema di proprietà industriale e intellettuale

La competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa ai sensi dell’art. 3 del d.lg. n. 168 del 2003 (sia nel testo anteriore che in quello risultante dalle modifiche apportate dall’art. 2 del d.l. n. 1 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 27 del 2012) va affermata anche nei casi di proposizione di domanda di accertamento di una ipotesi di concorrenza sleale, nella quale la lesione dei diritti riservati sotto forma di “know how”, ossia di informazioni aziendali e di processi ed esperienze tecnico-industriali e commerciali, sia, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, elemento costitutivo o relativo all’accertamento dell’illecito della lesione del diritto alla lealtà concorrenziale.

Cassazione civile sez. VI, 13/12/2016, n.25535



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