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Registrazione telefonica: ultime sentenze

30 Dicembre 2019
Registrazione telefonica: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: registrazione e trascrizione di una conversazione telefonica; fonte di prova; produzione in giudizio della registrazione telefonica; utilizzabilità della registrazione telefonica nel corso delle indagini preliminari.

La registrazione della conversazione telefonica

La registrazione di una conversazione telefonica, effettuata da uno dei partecipi al colloquio, costituisce la documentazione fonica di un fatto storico ed è utilizzabile in dibattimento come prova documentale ex art. 234 c.p.p., mentre la sua trascrizione rappresenta la mera trasposizione in forma grafica del contenuto.

Cassazione penale sez. V, 29/09/2015, n.4287

Registrazione della telefonata e prova del tradimento

La registrazione su nastro magnetico di una conversazione telefonica può costituire fonte di prova, ex art. 2712 c.c., se colui contro il quale la registrazione è prodotta non contesti che la conversazione sia realmente avvenuta, né che abbia avuto il tenore risultante dal nastro, e sempre che almeno uno dei soggetti, tra cui la conversazione si svolge, sia parte in causa; la trascrizione in questione dunque, il cui contenuto e la cui riferibilità alle persone indicate dall’appellante sono state immediatamente contestate, non ha idonea valenza probatoria per le ragioni spiegate e, comunque, anche perché priva di data certa e di per sé indubbiamente priva di uno specifico ed adeguato rilievo probatorio ai fini professati, cioè dar prova di una relazione adulterina precedente alla separazione di fatto che sia stata causa efficiente della crisi coniugale.

Corte appello L’Aquila, 13/05/2017, n.829

Registrazione di una conversazione telefonica di nascosto

In tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, non compete alla Corte di cassazione, nell’esercizio del proprio potere di controllo di legittimità, sindacare l’apprezzamento della rilevanza del fatto assunto nel capo di incolpazione, essendo questo di competenza degli organi disciplinari forensi. (Principio espresso in fattispecie di registrazione, di nascosto, di una conversazione telefonica con un collega, in violazione del divieto posto dal codice deontologico forense).

Cassazione civile sez. un., 11/03/2004, n.5038

Registrazione conversazione telefonica con collega avvocato

Il precetto di cui all’art. 38, co. 2, ncdf già art. 22 cdf (secondo cui l’avvocato non deve registrare una conversazione telefonica con un collega, senza il preventivo consenso o all’insaputa di questi) deve essere inteso nel senso che il divieto riguardi anche il caso in cui il telefono sia posto in viva voce per consentire ai terzi presenti di ascoltare la conversazione con il collega interlocutore.

(Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura).

Consiglio nazionale forense, 17/02/2016, n. 7

Registrazione di una conversazione telefonica e tutela della riservatezza

La registrazione di una conversazione – sia telefonica, sia tra persone presenti – da parte di uno degli interlocutori, non necessita dell’autorizzazione del g.i.p. ai sensi dell’art. 267 c.p.p. In tale ipotesi, infatti, viene meno l’esigenza di tutela della riservatezza ed ogni interlocutore diventa lecitamente un potenziale testimone, che compie attività di memorizzazione, mediante apposito strumento, di notizie che apprende dall’altro.

(Fattispecie in tema di custodia cautelare in ordine al delitto ex art. 416 bis c.p., relativa alla registrazione di un colloquio fra un boss mafioso ed un ufficiale di p.g., da questi effettuata).

Cassazione penale sez. I, 06/05/1996, n.3023

Registrazione di una conversazione telefonica eseguita da uno degli interlocutori

La registrazione di una conversazione telefonica eseguita da uno degli stessi interlocutori, non rientrando nella nozione di intercettazione telefonica (che, invece, ricorre nell’ipotesi in cui si verifichi una intromissione da parte di terzi in una conversazione, di cui siano all’oscuro entrambi gli interlocutori), non è sottoposta alle limitazioni e alle formalità proprie delle dette intercettazioni.

Nè il fatto che la registrazione della conversazione avvenga all’insaputa di uno dei due interlocutori costituisce offesa alla libertà di autodeterminazione dell’altro, avendo questi comunicato in ampia libertà e volendo comunicare.

L’uso, poi, che di tale comunicazione possa fare il ricevente (registrazione o divulgazione) rappresenta un “posterius” rispetto all’autodeterminazione di comunicare e, di conseguenza, la registrazione della predetta comunicazione telefonica, quale documento della stessa, ne è prova idonea e come tale utilizzabile in giudizio).

Cassazione penale sez. II, 08/04/1994

Registrazione non autorizzata di una conversazione telefonica

La registrazione non autorizzata di una conversazione telefonica da parte di un privato con il concorso di un funzionario di polizia impegna la responsabilità dello Stato sul piano della Convenzione; costituisce un’ingerenza nel diritto al rispetto della corrispondenza e, in assenza di previsione legislativa nazionale, viola l’art. 8 della Convenzione.

Corte europea diritti dell’uomo, 23/11/1993, n.277_B

La produzione in giudizio della registrazione telefonica

In presenza di un accordo quadro che consenta che gli ordini di borsa siano impartiti per iscritto o telefonicamente, ma che imponga la registrazione dell’ordine telefonico, l’intermediario non può provare per testimoni o per presunzioni di aver ricevuto uno specifico ordine di borsa, essendo invece necessaria la produzione in giudizio della registrazione telefonica.

Tribunale Milano, 07/10/2004

Registrazione delle comunicazioni telefoniche intercettate

In tema di intercettazioni telefoniche, l’omessa indicazione del giorno e dell’ora in cui fu effettuata la registrazione delle comunicazioni telefoniche intercettate è una mera irregolarità che, riguardando le operazioni successive all’esecuzione delle intercettazioni, non e` causa di nullità.

Corte di Cassazione, sezione 6, 22/07/1992, n. 8146

Conversazione telefonica registrata e trascritta

Il contenuto di una conversazione telefonica registrata e trascritta non costituisce testimonianza utilizzabile in giudizio, ma è legittimamente utilizzabile nel corso delle indagini preliminari come sommaria informazione prevista dall`art. 351 cod. proc. pen..

Corte di Cassazione, sezione 1, 22/05/1991, n. 1916



2 Commenti

  1. Registrare una telefonata all’insaputa di chi parla dall’altro capo del telefono è legale: è quanto più volte chiarito nel vostro articolo. Non c’è bisogno di una preventiva autorizzazione della polizia o del giudice, ma si può procedere autonomamente, con l’ausilio di qualsiasi strumento (un registratore vocale, un telefonino con l’app per la registrazione vocale, ecc.). Ovviamente non c’è bisogno neanche del consenso del soggetto “registrato”, il quale ben può essere all’insaputa del fatto che l’altro conversante stia memorizzando, su un file o su un nastro magnetico, ciò che egli dice, anche se la conversazione ha ad oggetto fatti personali e riservati, come confessioni, confidenze e situazioni che rientrano nell’ambito della propria sfera privata.

  2. Vorrei precisare che per essere considerata una prova, la registrazione telefonica intrattenuta tra A e B deve essere utilizzata in una causa in cui, almeno una delle parti, sia A oppure B. In altri termini, non è possibile utilizzare, in una causa, la registrazione di una telefonata avvenuta tra soggetti di cui neanche uno è parte nel giudizio. Così, ad esempio, in una causa tra C e D non è possibile usare la registrazione di una telefonata o una conversazione tra A e B; è possibile, invece, se la telefonata o la conversazione vede, tra i soggetti che vi hanno partecipato, almeno C oppure D.

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