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Veranda: ultime sentenze

28 Dicembre 2019
Veranda: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: realizzazione di una veranda; trasformazione di un balcone o di un terrazzino in veranda; rilascio di un permesso di costruire; intervento di tamponatura con pannelli in vetro di una precedente tettoia con conseguente creazione di una veranda.

Realizzazione di una veranda: è necessario il permesso di costruire?

La realizzazione di una veranda necessita del rilascio di un permesso di costruire, trattandosi di opera non precaria perché stabilmente infissa al suolo e tale da determinare, sotto il profilo edilizio, un aumento di volumetria, oltre che di superficie e sagoma; cosicché del tutto legittima si rivela l’ordinanza di demolizione dell’opera eseguita in assenza del prescritto titolo edilizio, non essendo configurabile il più mite trattamento della sanzione pecuniaria di cui all’art. 37 del d.P.R. n. 380/2001, previsto per la sola ipotesi di interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla SCIA.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 12/06/2019, n.981

Quali sono le caratteristiche di una veranda?

La posa in opera di infissi in alluminio e vetro, scorrevoli e richiudibili “a libro”, fra le colonne al pianterreno di un fabbricato, assume inequivocabilmente le caratteristiche di una veranda, determinando la chiusura totale o parziale di un elemento edilizio aperto verso l’esterno, quale un terrazzo, un balcone o un portico, e dando così luogo ad un elemento diverso, che comporta una trasformazione in termini di volume, superficie e sagoma dell’edificio cui appartiene, e pertanto richiede il rilascio di idoneo titolo abilitativo.

Né in contrario rileva l’asserita volontà di utilizzare le chiusure nelle sole giornate di forte vento, a protezione dell’interno del porticato dalla sabbia, atteso che ai fini edilizi deve aversi riguardo alle caratteristiche oggettive dell’opera e all’idoneità degli infissi a realizzare un locale stabilmente chiuso, con conseguente estensione delle possibilità di godimento dell’immobile, ivi compresa quella di mantenere gli infissi aperti all’occorrenza o comunque secondo necessità.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 11/01/2019, n.64

Occlusione dell’affaccio diretto di una finestra sul vano scala

L’azione proposta dall’amministratore senza autorizzazione e, poi, rinunciata non può pregiudicare il diritto del singolo condomino, né espropriarlo della facoltà di agire personalmente a tutela della proprietà comune.

La realizzazione da parte di terze persone di illeciti anche più gravi di quello compiuto da un condomino (nella specie: chiusura delle terrazze esclusive) all’evidenza non scrimina quest’ultimo, essendo evidente che l’occlusione dell’affaccio diretto di una finestra sul vano scala causata dall’allestimento di una veranda riduce il passaggio di luce e di aria, ingabbiando lo sbocco naturale della finestra e svilendo apprezzabilmente la servitù di cui il bene comune gode nei confronti della proprietà esclusiva contigua.

Corte appello Firenze sez. I, 03/12/2018, n.2822

Per trasformare il balcone in veranda serve il permesso di costruire?

La trasformazione di un balcone o di un terrazzino, circondato da muri perimetrali, in veranda, mediante chiusura a mezzo di installazione di pannelli di vetro su intelaiatura metallica, non costituisce realizzazione di una pertinenza, ne’ intervento di manutenzione straordinaria e di restauro, ma è opera soggetta a concessione edilizia ovvero permesso di costruire.

Cassazione penale sez. III, 30/11/2018, n.36238

Trasformazione di un balcone o di un terrazzo in veranda: è una “pertinenza”?

La trasformazione di un balcone o di un terrazzo in veranda non costituisce una “pertinenza” in senso urbanistico. La veranda integra, infatti, un nuovo locale autonomamente utilizzabile, che viene ad aggregarsi ad un preesistente organismo edilizio, per ciò solo trasformandolo in termini di sagoma, volume e superficie, con la conseguenza del necessario preventivo rilascio di permesso di costruire.

Consiglio di Stato sez. VI, 09/10/2018, n.5801

La chiusura di una veranda senza concessione

Costituisce un intervento abusivo di ristrutturazione edilizia la chiusura di una veranda senza concessione e, in tal caso, la repressione dell’abuso comporta l’ingiunzione ex art. 9 L. 47/1985, finalizzata alla spontanea rimozione dell’abuso e, allo scadere del termine fissato, si può procedere con la demolizione d’ufficio, a spese del responsabile, oppure, qualora il ripristino non sia possibile, può essere prevista l’irrogazione di una sanzione pecuniaria, quantificata in misura pari al doppio dell’aumento di valore dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera, da determinarsi considerando la data di ultimazione dei lavori.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 01/10/2018, n.9683

Realizzazione di una veranda mediante la chiusura di un balcone

La veranda realizzata mediante la chiusura di un balcone integra il reato edilizio di cui all’articolo 44 D.P.R. n. 380/2001.

Tribunale Torre Annunziata, 10/09/2018, n.2298

Veranda: è un manufatto edilizio equipollente al porticato?

Una veranda e un porticato, differenziandosi soltanto per le dimensioni, il portico è infatti costituito da un spazio coperto che almeno da un lato è costituito da colonne e pilastri, possono considerarsi manufatti edilizi equivalenti.

Consiglio di Stato sez. VI, 02/07/2018, n.4001

Veranda non assentibile con denuncia di inizio attività

La realizzazione di una veranda necessita del rilascio di un permesso di costruire, trattandosi di opera non precaria perché stabilmente infissa al suolo e tale da determinare, sotto il profilo edilizio, un aumento di volumetria; sicché del tutto legittima si rivela l’ordinanza di demolizione dell’opera eseguita in assenza del prescritto titolo edilizio, non essendo configurabile il più mite trattamento della sanzione pecuniaria, di cui all’art. 37 del d.p.r. n. 380/2001, previsto per la sola ipotesi di interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla denuncia di inizio attività.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 21/05/2018, n.771

Assenza del permesso di costruire e demolizione di una veranda

È legittimo il provvedimento con cui il Comune ha ordinato la demolizione di una veranda, la cui realizzazione, avendo determinato la trasformazione del manufatto principale in termini di sagoma, volume e superficie, avrebbe richiesto il rilascio di un permesso di costruire ai sensi degli artt. 10, comma 1, lett. c, e 3, lett. e.1 – e.6, del d.p.r. n. 380/2001 .

Consiglio di Stato sez. VI, 24/04/2018, n.2481

La chiusura di un balcone di un appartamento

La realizzazione di una veranda tramite la chiusura di un balcone di un appartamento è qualificabile come intervento di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. d), d.P.R. n. 380 del 2001, nella misura in cui realizza “l’inserimento di nuovi elementi ed impianti”, ed è quindi subordinata al regime del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), dello stesso d.P.R. laddove comporti una modifica della sagoma o del prospetto del fabbricato cui inerisce .

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 22/05/2017, n.2714

Tamponatura di precedente tettoia e realizzazione di una veranda

Ai sensi dell’art. 3, D.P.R. 380/2001, la tamponatura di una precedente tettoia, con conseguente realizzazione di una veranda, deve essere classificata come ristrutturazione edilizia, che necessita del permesso di costruire in quanto, in conseguenza dell’aumento di volumetria correlata, viene in sostanza realizzato un organismo diverso dal precedente per struttura e destinazione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 22/01/2019, n.847



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4 Commenti

  1. La veranda è stata definita “Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili”. La veranda, realizzabile sui balconi, terrazzi attici o giardini, è caratterizzata anche da superfici vetrate che all’occorrenza si aprono tramite finestre scorrevoli o a libro. Dal punto di vista edilizio, determina un aumento della volumetria dell’edificio e una modifica della sua sagoma e necessita, quindi, del permesso di costruire. Potete darmi maggiori informazioni sulla veranda?

    1. Non configura una veranda la realizzazione, in aderenza ad un preesistente immobile, di una struttura con 3 pilastri verticali in muratura, travi portanti della copertura in legno, copertura in materiale plastico, fissata con chiodi alle travi di legno, e pareti esterne in materiale plastico amovibile, con una porta di accesso. Una veranda, infatti, ai sensi dell’intesa sottoscritta tra il Governo, le Regioni e i Comuni, concernente l’adozione del regolamento edilizio-tipo di cui all’art. 4, comma 1-sexies del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 è realizzabile unicamente su balconi, terrazzi, attici o giardini, ed è caratterizzata da ampie superfici vetrate che all’occorrenza si aprono tramite finestre scorrevoli o a libro, determinando così un aumento della volumetria dell’edificio e una modifica della sua sagoma, e necessitando, quindi, del permesso di costruire.

  2. In più, vorrei capire in cosa consiste la differenza tra pergolato e veranda. Vi ringrazio anticipatamente

    1. Il pergolato è un manufatto che ha soltanto natura ornamentale, realizzato con strutture leggere di sostegno a piante rampicanti che danno ombra e riparo; le verande, invece, sono chiuse da tutti i lati da superfici vetrate e incrementano, dunque, la volumetria dell’edificio. Ecco perché è dovere nel secondo caso chiedere il permesso di costruire, cosa che invece non è obbligatorio nel primo. In ogni caso, il permesso di costruire ex post non potrebbe essere concesso perché la veranda, anche se fatta in legno come un pergolato, è chiusa ai lati da infissi e risulta coperta: non rientra allora dunque nella nozione assentibile di “pergola”, che è costituita da leggere strutture verticali portanti, in legno o metallo, ed è aperta su tutti i lati.

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