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Finanziamento dei soci: ultime sentenze

28 Dicembre 2019
Finanziamento dei soci: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: finanziamento dei soci; azione giudiziale del socio per la restituzione finanziamento in favore della società; verifica della situazione di crisi; principio di postergazione del rimborso del finanziamento dei soci.

Finanziamento dei soci in favore della società

In tema di finanziamento dei soci in favore della società, la postergazione disposta dall’art. 2467 c.c. opera già durante la vita della società e non solo nel momento in cui si apra un concorso formale con gli altri creditori sociali, integrando una condizione di inesigibilità legale e temporanea del diritto del socio alla restituzione del finanziamento sino a quando non sia superata la situazione di difficoltà economico-finanziaria prevista dalla norma; ne consegue che la società è tenuta a rifiutare al socio il rimborso del finanziamento, in presenza della indicata situazione, ove esistente al momento della concessione del finanziamento, ed a quello della richiesta di rimborso, che è compito dell’organo gestorio riscontrare mediante la previa adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società, in grado di rilevare la situazione di crisi.

Cassazione civile sez. I, 15/05/2019, n.12994

Finanziamento dei soci a favore della società: la nozione

La nozione di “finanziamento dei soci a favore della società” di cui all’art. 2467 c.c. non comprende i soli contratti di credito, in quanto il secondo comma della stessa norma prevede che rientrino in quella categoria i finanziamenti effettuati “in qualsiasi forma” e, quindi, ogni atto che comporti un’attribuzione patrimoniale accompagnata dall’obbligo della sua futura restituzione, senza che rilevino la misura della partecipazione sociale e l’eventuale proposizione di azioni giudiziarie volte a recuperare il credito.

Cassazione civile sez. I, 31/01/2019, n.3017

La postergazione del finanziamento dei soci

Il principio di postergazione del rimborso del finanziamento dei soci è applicabile anche alle altre forme societarie, inclusa la società per azioni, se in concreto il giudice ritenga che l’organizzazione della società finanziata consenta al socio finanziatore di ottenere informazioni paragonabili a quelle di cui potrebbe disporre il socio di una società a responsabilità limitata, ai sensi dell’art. 2476 c.c., in ordine alla sussistenza di un eccessivo squilibrio dell’indebitamento della società rispetto al patrimonio netto. Sussiste una presunzione assoluta di conoscenza della situazione finanziaria della società in capo al socio che sia anche amministratore della società finanziata.

Cassazione civile sez. I, 20/06/2018, n.16291

Postergazione dei finanziamenti dei soci: quando si applica?

La regola della postergazione del finanziamento dei soci, ex art. 2467 c.c., è applicabile anche se non ci si trovi in una fase di formale liquidazione della società, purché sussista uno stato di sostanziale insolvenza che giustifichi l’anticipazione della tutela dei terzi creditori rispetto a quella dei soci finanziatori.

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 13/06/2016, n.7265

Rimborsi in violazione della postergazione

La norma di cui all’art. 2467 c.c., nel fissare la regola della postergazione del rimborso del finanziamento dei soci, ha lo scopo di evitare che società sottocapitalizzate operino con finanziamenti a titolo di capitale di prestito da parte dei soci e che il rischio correlato alla gestione priva di mezzi propri sia traslato ai creditori. Sono responsabili, ai sensi degli artt. 2394 c.c. e 146 l. fall., gli amministratori di una società fallita che abbiano restituito ai soci delle somme in violazione dell’art. 2467 c.c.

Tribunale Bari sez. IV, 05/02/2018, n.559

Finanziamenti dei soci nella fase di liquidazione della srl

L’art. 2467 c.c. formalizza la fattispecie “finanziamento dei soci” nella forma più estesa possibile: il dettato normativo parla, infatti, di finanziamenti “in qualunque forma effettuati”, in modo da ricomprendervi anche qualunque posizione giuridica soggettiva qualificabile come diritto di credito.

La regola della postergazione, tuttavia, è circoscritta alle sole ipotesi di finanziamenti realizzati nelle circostanze anomale previste dal comma 2, mentre non si estende al finanziamento concesso in condizioni “fisiologiche”, non rilevando eventuali successivi peggioramenti della situazione patrimoniale della società. Pertanto, è onere della parte che intende far valere la postergazione la prova della sussistenza dei relativi presupposti.

Tribunale Milano, 13/10/2016, n.11243

Finanziamenti destinati ad uno specifico affare

La qualificazione in termini di apporto di capitale o di finanziamento dei soci dipende dall’esame della volontà negoziale delle parti, ma in difetto di una chiara manifestazione di tale volontà la suddetta qualificazione giuridica della dazione economica eseguita dal socio può essere ricavata dalla terminologia adottata nel bilancio, giacché soggetto all’approvazione dei soci: la parte che intende qualificare l’apporto come finanziamento (per aver diritto alla restituzione) deve dare prova di tale imputazione. Anche a voler qualificare come finanziamento la corresponsione eseguita da un socio in favore della società, è illegittima la restituzione di tale apporto se compiuto in contrasto con il regime della postergazione di cui all’art. 2467 c.c., in presenza dei presupposti di cui al secondo comma.

Tribunale Roma sez. III, 01/06/2016, n.11177

Postergazione del finanziamento dei soci e spa chiuse

La “ratio” del principio di postergazione del rimborso del finanziamento dei soci posto dall’art. 2467 c.c. per le società a responsabilità limitata – consistente nel contrastare i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale in società “chiuse”, determinati dalla convenienza dei soci a ridurre l’esposizione al rischio d’impresa, ponendo i capitali a disposizione dell’ente collettivo nella forma del finanziamento anziché in quella del conferimento – è compatibile anche con altre forme societarie, come desumibile dall’art. 2497 quinquies c.c., che ne estende l’applicabilità ai finanziamenti effettuati in favore di qualsiasi società da parte di chi vi eserciti attività di direzione e coordinamento.

Pertanto, con specifico riferimento alle società per azioni, occorre valutare in concreto se la stessa, per le sue modeste dimensioni o per l’assetto dei rapporti sociali (compagine familiare o, comunque, ristretta), sia idonea a giustificare l’applicazione della menzionata disposizione.

Cassazione civile sez. I, 07/07/2015, n.14056

Principio di corretto finanziamento dell’impresa

Ai fini della disciplina dei finanziamenti dei soci, per valutare la presenza o meno di un eccessivo squilibrio tra indebitamento e capitale netto di un’impresa, ovvero di una situazione finanziaria che avrebbe ragionevolmente giustificato un conferimento, occorre tenere in considerazione innanzitutto la struttura del debito, all’interno della quale, in particolare, la presenza di una componente di debito a medio-lungo termine incide in misura inferiore sulla situazione di squilibrio rispetto ad una componente di breve termine.

Tribunale Venezia, 14/04/2011

Rimborso dei finanziamenti dei soci

La disciplina della postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci trova applicazione ai soli finanziamenti con diritto al rimborso concessi in un momento in cui sussiste un rischio di insolvenza della società finanziata, rischio che determina una sorta di concorso potenziale tra tutti i creditori della società. Qualora il finanziamento sia stato disposto e il rimborso richiesto in presenza di una situazione di specifica crisi della società, gli amministratori possono, nella fase operativa della società (“durante societate”), eccepire al socio l’inesigibilità del credito ex art. 2467 c.c. La postergazione opera, “durante societate”, come condizione di inesigibilità del credito vantato dal socio.

Tribunale Milano sez. VIII, 11/11/2010

L’indicazione di un finanziamento dei soci alla società

La situazione patrimoniale di una società allegata ad un verbale di un’assemblea straordinaria soggetta a registrazione nel limitarsi ad indicare le relative voci attive e passive non enuncia alcun contratto, nè alcun atto a contenuto patrimoniale fiscalmente rilevante ai fini dell’imposta di registro.

Conseguentemente l’indicazione di un finanziamento dei soci alla società non integra alcun atto da assoggettare ad imposta proporzionale di registro, sia perché manca l’indicazione degli estremi del contratto, sia perché non si rinvengono le parti dell’atto stesso.

Comm. trib. centr. sez. VIII, 28/10/1996, n.5339



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