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Avvocati come notai: abilitati alle divisioni di eredità a domanda congiunta

22 luglio 2013


Avvocati come notai: abilitati alle divisioni di eredità a domanda congiunta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 luglio 2013



Operazioni di divisione e di vendita: gli avvocati come i notai potranno essere designati per procedere alle attività, previa nomina del Tribunale.

In alternativa ai notai, da oggi anche gli avvocati potranno occuparsi dei procedimenti di divisione a domanda congiunta previsti dalla riforma contenuta nel decreto “del Fare”.

In sede di conversione in legge, è stata infatti prevista la possibilità per i legali di intervenire nel procedimento di divisione dell’eredità “a domanda congiunta” (è stato, a tal fine, inserito un nuovo articolo al codice civile [1]). Tutto questo per snellire le procedure e sgravare i giudici di compiti esecutivi.

Viene così disposto che, quando tra non ci sono controversie sul diritto alla divisione dell’eredità, né sulle quote o su altre questioni pregiudiziali, chi ha il diritto di chiedere la divisione può domandare (è il caso, per esempio, degli eredi in una comunione ereditaria), con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio, la nomina di un notaio o di un avvocato cui demandare le operazioni di divisione. Se riguarda beni immobili, il ricorso va trascritto nei Registri immobiliari.

A questo punto, il giudice emette un decreto con cui nomina il notaio o l’avvocato e, su richiesta di questi ultimi, pure un esperto estimatore.

Il decreto assegna un termine al professionista per predisporre un progetto di divisione; diversamente, nel caso di beni non comodamente divisili, il professionista può procedere alla vendita degli stessi e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita di tali beni.

Avvenuta la vendita, entro 30 giorni dal versamento del prezzo, il professionista designato predispone il progetto di divisione e ne dà avviso alle parti e agli altri interessati

Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al tribunale entro 30 giorni dalla ricezione degli avvisi per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione.

Se l’opposizione è accolta, il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali. Se invece nessuno si oppone entro i trenta giorni, il notaio o l’avvocato designato depositano in cancelleria il progetto di divisione con la prova degli avvisi effettuati.

Il giudice dichiara esecutivo il progetto con deceteto e rimette gli atti al professionista designato per gli adempimenti burocratici.

Per i professionisti iscritti in ordini e albi la versione del decreto ‘del fare’ licenziata dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera presenta tante altre novità. Gli avvocati sono quelli che ne escono meglio. Per quanto concerne la reintrodotta mediazione obbligatoria, i legali ottengono l’obbligo di assistenza legale per tutta la durata del procedimento. La mediazione, inoltre, sarà in vigore per quattro anni e sarà oggetto di verifica sostanziale già dopo due anni. Sarà necessaria la sottoscrizione da parte dei legali per dare forza esecutiva all’intesa raggiunta.

Per quanto concerne la conciliazione in giudizio, sparisce l’obbligo per il giudice di formulare una proposta di conciliazione con successiva valutazione dell’ingiustificato rifiuto: il dovere diventa una semplice facoltà e il rifiuto immotivato della proposta, ad opera delle parti, non viene più valutato ai fini della decisione finale.

Viene previsto un Fondo di garanzia anche per gli studi professionali con un limite del 5%.

note

[1] Confronta il nuovo Art. 791-bisDivisione a domanda congiunta (1)

I. Quando non sussiste controversia sul diritto alla divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali gli eredi o condomini e gli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione possono, con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio, domandare la nomina di un notaio avente sede nel circondario al quale demandare le operazioni di divisione. Se riguarda beni immobili, il ricorso deve essere trascritto a norma dell’articolo 2646 del codice civile. Si procede a norma degli articoli 737 e seguenti. Il giudice, con decreto, nomina il notaio eventualmente indicato dalle parti e, su richiesta di quest’ultimo, nomina un esperto estimatore.

II. Quando risulta che una delle parti di cui al primo comma non ha sottoscritto il ricorso, il notaio rimette gli atti al giudice che, con decreto, dichiara inammissibile la domanda e ordina la cancellazione della relativa trascrizione. Il decreto è reclamabile a norma dell’articolo 739.

III. Il notaio designato, sentite le parti e gli eventuali creditori iscritti o aventi causa da uno dei partecipanti che hanno acquistato diritti sull’immobile a norma dell’articolo 1113 del codice civile, nel termine assegnato nel decreto di nomina predispone il progetto di divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita. Alla vendita dei beni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative al professionista delegato di cui al Libro III, Titolo II, Capo IV. Entro trenta giorni dal versamento del prezzo il notaio predispone il progetto di divisione e ne dà avviso alle parti e agli altri interessati.

IV.Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al Tribunale nel termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione. Sull’opposizione il giudice procede secondo le disposizioni di cui al Libro IV, Titolo I, Capo III bis; non si applicano quelle di cui ai commi secondo e terzo dell’articolo 702-ter. Se l’opposizione è accolta il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette le parti avanti al notaio.

V. Decorso il termine di cui al quinto comma senza che sia stata proposta opposizione, il notaio deposita in cancelleria il progetto con la prova degli avvisi effettuati. Il giudice dichiara esecutivo il progetto con decreto e rimette gli atti al notaio per gli adempimenti successivi.

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