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Case prefabbricate in legno: il regolamento in Italia

26 Novembre 2019
Case prefabbricate in legno: il regolamento in Italia

L’edilizia ecosostenibile in Italia prende piede e assume sempre maggiore rilevanza nella scelta del metodo di costruzione degli edifici residenziali.

Rimane ancora forte un certo pregiudizio legato alle case di legno. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, sono sottoposte a vincoli e necessitano di autorizzazioni da parte dell’ente di controllo tanto quanto le strutture in muratura.

Al pari delle costruzioni in edilizia tradizionale, anche le nuove strutture in legno sono regolamentate dalla legge che tutela la sicurezza abitativa, in particolare il testo unico in materia di edilizia, D.P.R. 380/01. Quindi è indispensabile seguire le procedure previste dal decreto e in particolare bisogna valutare insieme agli organi competenti del proprio comune tutti i requisiti da soddisfare.

Costruire una casa in legno secondo la normativa in vigore

Così come per le strutture realizzate in muratura, anche le case in legno (come https://www.pineca.it/case-di-legno) devono essere realizzate nel rispetto della normativa vigente in fatto di edilizia.

Il testo di riferimento rimane il Decreto del Presidente della Repubblica numero 380 del 2001 e successive modifiche. Qui vengono esplicitate le caratteristiche che deve avere un edificio che richiede l’ottenimento del permesso di costruire.

Solo gli edifici costruiti in maniera temporanea e che non richiedono interventi strutturali per la loro realizzazione possono essere realizzati in assenza di permesso. È il caso delle strutture ricettive costruite in località turistiche che vengono smantellate alla fine della stagione. Anche in questo caso, però, è indispensabile ricevere l’autorizzazione comunale che confermi l’idoneità delle strutture al loro scopo e all’interno del contesto in cui vengono realizzate.

Cosa prevede la norma e come richiedere le autorizzazioni necessarie

Il permesso di costruire viene rilasciato dal comune e questo vale per tutte quelle costruzioni che abbiano valenza abitativa, siano sfruttati come luogo di lavoro o come magazzino.

Ogni comune ha competenza riguardo al proprio territorio e gli edifici che vengono costruiti sul terreno edificabile o in sostituzione di fabbricati preesistenti devono sottostare alla normativa specifica del luogo oltre alla norma nazionale.

Tanto quanto un edificio in muratura, un prefabbricato in legno deve rispondere alle caratteristiche indicate negli strumenti di pianificazione urbanistica. Insieme alla documentazione da presentare all’ufficio competente del comune, quindi allo sportello unico per l’edilizia, bisogna tenere conto anche delle specifiche regionali. Deve essere responsabilità del progettista abilitato presentare la documentazione che attesti, tra le altre cose, la conformità dell’edificio alla normativa antisismica, antincendio e dell’efficienza energetica.

A questo proposito vale la pena sottolineare che un edificio in legno costruito seguendo stretti criteri edilizi presenta migliori performance sotto questi punti di vista. Rivelandosi di per sé un’ottima soluzione per l’efficientamento energetico, il contenimento dei consumi e la migliore resistenza in caso di evento sismico.

I vincoli ambientali e paesaggistici

Un altro dei pregiudizi che ancora vige in tema di prefabbricati in legno è che possano essere installati anche in terreni agricoli o in generale non classificati come edificabili.

Questo grave fraintendimento espone chi realizza l’edificio a grossi rischi in termini legali. Costruire un’abitazione in legno significativa ha lo stesso impatto sull’ambiente circostante o subisce l’instabilità del terreno se si trova in particolari condizioni di rischio idrogeologico.

L’autorizzazione per la costruzione di un edificio qualsiasi diventa ancora più stringente se l’area si trova in una zona di interesse paesaggistico o architettonico.

È il caso del centro storico delle località di grande valore artistico o architettonico presenti nel nostro Paese. Qui anche installare una piccola casetta da giardino potrebbe essere vincolato dalla normativa comunale. Per questo è opportuno documentarsi con l’ufficio tecnico di riferimento.

Quali sanzioni per chi non rispetta la norma

La mancata presentazione dei documenti per ottenere il permesso di costruire possono portare gravi conseguenze sul piano legale.

Sanzioni importanti possono essere applicate a chi viene contestato il reato di abuso edilizio. E infatti di questo si tratta: la mancata presentazione della richiesta e quindi il mancato ottenimento del permesso di costruire porta a sanzioni che vanno da 2.000 € a 20.000 €, insieme all’ingiunzione di demolizione dell’edificio.

In particolare, secondo il comma 4-bis dell’art. 31 del Testo Unico sull’edilizia, la pena massima si applica quando l’edificio sorge in una zona:

  • Non edificabile
  • Forestale
  • Dove vige il vincolo dei beni culturali o paesaggistici
  • A forte rischio idrogeologico

Di fatto un rischio parecchio importante per chi non rispetta la normativa attualmente in vigore. Ma a questo bisogna riconoscere anche la componente di rischio personale in caso di inottemperanza alla normativa locale in termini di sicurezza dell’edificio.



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