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Le nuove sfide per una mobilità sostenibile

26 Novembre 2019
Le nuove sfide per una mobilità sostenibile

Grazie al contenimento delle emissioni di C02, l’Italia riuscirà a sfiorare l’obiettivo 2030.

Gli sforzi congiunti tra industria dell’auto e dell’energia, ed i significativi risultati già conseguiti dai veicoli benzina e diesel in fatto di riduzione delle emissioni inquinanti (PM, CO, NOx), contentiranno all’Italia di ridurre a 49 mln di tonnellate di CO2 equivalenti le emissioni di ‘gas serra’, in uno scenario tendenziale che non prevede politiche incentivanti.

Il settore automobilistico, infatti, contribuirà per 54,5 Mt di CO2 eq, sforando l’obiettivo solo dell’11%. Per ridurre i 5mln di tonnellate di CO2 eq in eccesso, occorrerà, invece, adottare politiche che incentivino la sostituzione dei mezzi di trasporto più vecchi e più inquinanti, sia pubblici che privati, e promuovano il trasporto pubblico e la mobilità condivisa e ciclopedonale.

E’ questo, in estrema sintesi, quanto emerge da ‘Per una transizione energetica eco-razionale della mobilità automobilistica’, lo studio realizzato da Fondazione Caracciolo, Centro Studi dell’Automobile Club d’Italia, Enea e Cnr-Dipartimento di Ingegneria, Ict e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti, presentato questa mattina a Roma, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, in occasione della ’74ma Conferenza del Traffico e della Circolazione’, alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

“L’approfondito studio della Fondazione Caracciolo ci consegna un chiaro e reale scenario sul futuro della nostra mobilità”, commenta il presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani. “Grazie alla costante evoluzione delle tecnologie, alla naturale crescita dell’elettrificazione dei veicoli e alle spontanee scelte del mercato, progressivamente e senza forzature, è possibile raggiungere una nuova mobilità sostenibile, che salvaguardi il diritto universale alla mobilità, specie nelle aree metropolitane, e garantisca un significativo miglioramento della qualità dell’aria e la tenuta del forte settore automotive italiano”, sottolinea.

La transizione eco-razionale della mobilità, ha proseguito Sticchi Damiani, “consentirà di raggiungere il contenimento delle emissioni di C02 su livelli prossimi agli obiettivi fissati dall’Europa al 2030. Un’ulteriore auspicabile accelerazione di questo percorso potrà arrivare dal sostegno a rottamare le vecchie auto da Euro 0 a 3, le più inquinanti, con auto più sicure e avanzate, quali, ovviamente, le ultimissime Euro 6d e come anche le recenti e più accessibili Euro 4 e Euro 5″.

Ciascun motore e vettore energetico, ha sottolineato Giuseppina Fusco, Presidente della Fondazione Caracciolo, “apporterà un contributo importante agli obiettivi di decarbonizzazione nel nostro Paese, in virtù degli investimenti in atto e in programma per i prossimi anni. È necessario, quindi, un quadro regolatorio chiaro e certo che, in ottica di neutralità tecnologica, consenta alle imprese di proseguire nelle strategie di investimento, leva centrale dell’evoluzione energetica dell’automobile, potendo contare su una prospettiva di lungo termine definito. Le scelte di policy – ha concluso Fusco – dovranno essere fondate su criteri di eco-razionalità, che coniughino le esigenze ambientali con quelle economiche e sociali, così da conseguire l’obiettivo minimizzando i costi per la collettività“.

Aci, Cnr ed Enea sottolineano che, dato che i veicoli non inquinano soltanto nella fase d’uso, le emissioni devono essere valutate durante tutte le fasi del ciclo di vita: produzione, distribuzione, trasporto, uso, dismissione e riuso.

Nella fase di produzione, ad esempio, le auto elettriche emettono l’82% in più di CO2 di quelle termiche, per recuperare nella fase d’esercizio, arrivando ”pareggio emissivo” dopo circa 45.000 km. Con l’aumento delle percorrenze, però, aumentano i vantaggi emissivi dell’auto elettrica: a 150.000 km l’auto elettrica produce emissioni di CO2 inferiori di almeno il 20% di un’autovettura termica.

A proposito di auto elettriche, lo studio invita a considerare il fatto che con la diffusione dell’auto elettrica e con i minori consumi legati al progresso dei motori, si ridurranno le entrate fiscali derivanti dalle accise sui carburanti che nel 2018 hanno generato, per le sole autovetture, entrate pari a 18,474 mld. Non va, inoltre, sottovalutato il rilevante contributo che anche i veicoli ibridi, a metano e Gpl potranno offrire al raggiungimento dei target ambientali. Un veicolo a metano, ad esempio, presenta oggi emissioni inferiori a 95 g CO2/km: un valore già in linea con gli obiettivi europei.


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