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Fondazione Renzi: ecco i reati contestati

26 Novembre 2019
Fondazione Renzi: ecco i reati contestati

I reati ipotizzati dalla procura di Firenze nell’indagine sulla Fondazione Open che ha sostenuto Matteo Renzi: oggi, perquisizioni della GdF in tutta Italia.

Mentre sono ancora in corso in dieci città italiane, oltre Firenze, le perquisizioni della Guardia di Finanza nell’indagine sulla Fondazione Open, attiva tra il 2012 e il 2018 per sostenere le attività politiche di Matteo Renzi, l’agenzia stampa Adnkronos anticipa quali sono i reati ipotizzati dalla Procura di Firenze.

Secondo il procuratore capo Giuseppe Creazzo e il procuratore aggiunto Luca Turco, titolare dell’indagine, la Fondazione Open avrebbe agito come”articolazione di un partito politico”, attestato anche dalla presenza di ricevute di versamento da parte di alcuni parlamentari.

L’organizzazione fu creata per sostenere finanziariamente l’ascesa politica di Matteo Renzi e pagò, tra il 2012 e il 2018, tra l’altro le spese per le convention renziana della Leopolda, le due campagne per le primarie del Pd che poi hanno portato all’elezione a segretario di Matteo Renzi (2012 e 2013) ed anche la campagna elettorale per il referendum costituzionale del 2016.

Le oltre 20 perquisizioni eseguite, da stamani all’alba, riguardano i presunti finanziatori di Open: secondo l’accusa, questi imprenditori e rappresentanti legali di società avrebbero versato soldi all’avvocato Alberto Bianchi sotto forma di consulenza professionale e poi sarebbero finiti nelle casse della Fondazione Open di cui egli è stato presidente.

L’elenco dei finanziatori della Fondazione Open era stato sequestrato nel settembre scorso proprio nell’ufficio fiorentino di Bianchi, che risulta indagato per traffico di influenze illecite (articolo 346 bis del codice penale). Da qui sono state estese le indagini nei loro confronti

Ora, i magistrati ipotizzano nei confronti degli esponenti della Fondazione e dei suoi finanziatori i reati di traffico di influenze illecite, riciclaggio, autoriciclaggio, appropriazione indebita aggravata per danno di rilevante entità e false comunicazioni sociali.

Durante le perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza di Firenze, su disposizione della procura fiorentina, nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open, i militari avrebbero cercato anche carte di credito e bancomat messe a disposizione di parlamentari dagli imprenditori indagati a vario titolo di tali reati .

Ora, secondo quanto apprende Adnkronos, l’indagine riguarderebbe anche il reato di finanziamento illecito ai partiti, contestato all’indagato principale dell’inchiesta, l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della Fondazione Open, che è stato tra i perquisiti di oggi.

I finanzieri sarebbero stati incaricati dalla Procura di cercare anche documenti relativi a presunti rimborsi spese versati dalla Fondazione Open ad alcuni parlamentari. Così numerosi finanziatori della Fondazione Open sono stati perquisiti in diverse città: Milano, Torino, Roma, Napoli, Parma, Bari, La Spezia, Pistoia, Alessandria e Modena.

AGGIORNAMENTO

In una nota appena diffusa dall’agenzia Adnkronos, l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della Fondazione Open, afferma: “Rinnovo la mia piena collaborazione con la magistratura affinchè sia fatta chiarezza prima possibile sull’indagine che mi riguarda. Sin da subito mi sono messo a disposizione fornendo qualsiasi atto mi fosse richiesto. Del resto tutte le entrate e le uscite della Fondazione Open sono tracciabili, perchè avvenute con bonifico, carte di credito.È stato fatto tutto alla luce del sole. Messo nero su bianco”.

Il suo difensore, l’avvocato fiorentino Nino d’Avirro, aggiunge: “La perquisizione è stata eseguita in relazione alle sole ipotesi di reato di finanziamento illecito e traffico di influenze illecite e non di altri reati, come, invece, in maniera malevolmente suggestiva è stato scritto da alcuni quotidiani online”.


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