Poste Italiane ti frega sulle raccomandate?

26 Novembre 2019 | Autore:
Poste Italiane ti frega sulle raccomandate?

Istruttoria dell’Antitrust per presunta consegna scorretta di plichi: l’avviso verrebbe lasciato senza verificare se il destinatario sia o meno in casa.

L’Antitrust ha deliberato di avviare un procedimento istruttorio nei confronti della società Poste Italiane per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, “posta” – è il caso di dire – in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate, in possibile violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. E’ quanto si legge in una nota dell’Authority.

L’ipotesi, sostiene l’Autorità, è che il cliente/mittente che si rivolge a Poste per una raccomandata “potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate”.

In sostanza,  l’Antitrust teme che “l’avviso di giacenza del plico raccomandato venga spesso depositato nella cassetta postale del destinatario senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio”. In questo modo, “il destinatario che voglia entrare in possesso del plico è costretto ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato”.

Ma ce n’è di più: secondo l’Autorità “Poste Italiane avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo”.

Per queste presunte inadempienze, Poste Italiane rischia fino a 5 milioni di euro di sanzione.



3 Commenti

  1. Mi risulta personalente. Ho anche avvisato il “Postino” di PI, che aiuto nella smistare la corrispondenza alle varie cassette condominiali. Accade, ovviamente anche ad atri, che però ne sono meno consapevoli, in quanto io sono peggio di andreotti nell’accorgermi della truffaldinità e scansafaticaticaggine dei “furbetti” all’italiana. Del resto basta vedere che soggetti abbiamo agli “sgoverni” dalle alpi alle piramidi…Ci informate che anche le RRR digitali sono una fandonia. a parte che era una cazzata…Non ci resta che comunicare tramite fax, RIFIUTANDOCI DI RITIRARE LE RACCOMANDATE IN GIACENZA.
    Del fax hai ricezione provata dal rapporto di trasmissione. Poichè è una “cosa” intelligente che protegge la tua “privatezza” in quanto mi pare difficile LEGGERE una “lettera” via telematica, tentano di metterla in disuso…ma male gliene incoglierà…a questi incapaci truffaldini magnaccia di merdella…La Fantasia Vendicativa non ci manca. Ateismo, Veganesimo, rifiut della competizione, origine di tutto il male.

  2. Un paio di anni fa, dovendo spedire 4 cartoline in Costa Rica, un impiegato delle Poste di Latina, mi aveva chiesto qualcosa come 4/5 euro cadauna. Allora ero andato alla tabaccheria e la titolare mi aveva detto che il costo era di 2 euro a francobollo. Allora ero ritornato dall’impiegato delle Poste asserendo che si stava sbagliando, ma lui è rimasto fermo nel suo agire. Ho contattato la Polizia Postale di Latina, ma in loro c’è stato qualcosa di macabro nell’operare e non ho avuto completa soddisfazione. All’incirca 6 mesi fa, per spedire un pacchetto in Germania, mi hanno chiesto, presso l’Ufficio Postale, la somma esorbitante di 29 euro, più del valore dell’oggetto. Io ho pagato nonostante abbia protestato. Non avendo avuto soddisfazione dalla polizia scorsa volta, ho preferito scrivere alla sede delle Poste Italiane di Roma, ma non ho mai ricevuto risposta. Credo che esista una sorta di accordo tra Governo, Polizia di Stato e Poste Italiane, per fare ciò che vogliono, in assoluta impunità, penso io, per far pagare ancora, agli italiani, i viaggi costosi del Papa con l’Alitalia.

  3. Bene fa fa l’antitrust ad indagare. Purtroppo i singoli utenti che si ritengono danneggiati non possono dimostrare l’eventuale pratica commerciale che ritengono scorretta.

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