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Nomina consulente tecnico di parte: ultime sentenze

31 Dicembre 2019
Nomina consulente tecnico di parte: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: esercizio della facoltà di nomina di un consulente tecnico di parte; attività del consulente tecnico di parte; reato di corruzione in atti giudiziari.

Qual è la funzione del consulente tecnico di parte? Il consulente tecnico di parte, oltre ad assistere alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all’udienza e alla camera di consiglio quando interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l’autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze sulla nomina del consulente tecnico di parte.

Nomina di un consulente tecnico di parte predeterminato

L’accordo intervenuto tra consulente tecnico d’ufficio e avvocato di controparte al fine della nomina di un consulente tecnico di parte predeterminato, allo scopo ultimo di far coincidere le due relazioni, non configura il reato di corruzione in atti giudiziari laddove difetti l’elemento della dazione o promessa di denaro o altra utilità.

Cassazione penale sez. VI, 13/02/2018, n.17523

Mancata nomina di un consulente di parte

In tema di perizia, qualora all’atto del conferimento dell’incarico non venga indicata la data di inizio delle operazioni, il perito deve tempestivamente procedere alla relativa comunicazione al difensore anche se questi non abbia nominato un consulente tecnico di parte; l’omissione di tale comunicazione determina la nullità a regime intermedio della perizia.

Cassazione penale sez. III, 12/06/2007, n.32254

Ammissione e assunzione delle prove nell’istruzione e nel dibattimento

L’omessa comunicazione da parte del perito nominato nel corso del dibattimento del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni peritali, incide sul diritto di difesa, in quanto pregiudica l’eventuale esercizio della facoltà di nomina di un consulente tecnico di parte, e determina perciò una nullità di ordine generale, che deve essere dedotta prima della deliberazione della sentenza di primo grado.

(Nel caso di specie, la parte aveva immediatamente dedotto la nullità e pertanto la sentenza è stata annullata con rinvio in quanto fondata sui risultati della perizia dibattimentale).

Cassazione penale sez. II, 09/03/2001, n.11425

Termine assegnato alle parti dal giudice

La natura ordinatoria del termine assegnato alle parti dal giudice (nella specie, per la nomina di un consulente tecnico di parte, ex art. 201 c.p.c.) non comporta che la sua inosservanza sia priva di effetti giuridici, atteso che il rimedio per ovviare alla scadenza del termine è quello della proroga prima del verificarsi di essa, ai sensi dell’art. 154 c.p.c.

Pertanto, il decorso del termine ordinatorio senza la previa presentazione di un’istanza di proroga ha gli stessi effetti preclusivi della scadenza del termine perentorio ed impedisce la concessione di un nuovo termine per svolgere la medesima attività.

Cassazione civile sez. I, 25/07/1992, n.8976

Facoltà di nominare un consulente tecnico di parte

Qualora il p.m. faccia espletare nel corso delle indagini preliminari una consulenza medico-legale ai sensi dell’art. 360 c.p.p. senza dare avviso all’imputato e al difensore del conferimento dell’incarico e della facoltà di nominare un consulente tecnico di parte, sussiste una nullità di ordine generale da qualificarsi a regime intermedio ex art. 180 c.p.p., che va dedotta nel corso del giudizio di primo grado.

Cassazione penale sez. III, 11/10/2012, n.46715

Atto del conferimento dell’incarico

In tema di perizia, nel caso in cui, all’atto del conferimento dell’incarico, non venga indicata nel verbale la data di inizio delle operazioni, il perito deve tempestivamente procedere alla relativa comunicazione al difensore anche se questi non abbia nominato un consulente tecnico di parte; l’omissione di tale comunicazione determina la nullità a regime intermedio della perizia, a norma degli artt. 178, comma primo, lett. c) e 180 cod. proc.proc., da eccepire, a pena di decadenza, anteriormente alla definizione del giudizio di primo grado.

Cassazione penale sez. III, 17/02/2015, n.40260

Consulenza tecnica psicologica formulata dal difensore della parte

La trattazione dei procedimenti nei confronti dei minori è affidata ad un collegio giudicante misto, formato da componenti togati e da esperti nelle materie psicologiche minorili, nonché a difensori dotati di particolare qualificazione professionale nella materia.

Ne consegue che il giudice – diversamente da quanto accade con riferimento alle note critiche alla consulenza tecnica d’ufficio, redatte dai difensori delle parti in altre materie specialistiche – non può omettere di rispondere alle osservazioni avverso la consulenza tecnica psicologica formulate dal difensore della parte, assumendo che le stesse provengano da un organo non tecnico e, quindi, non in grado di muovere censure con crisma di attendibilità, soprattutto allorquando non sia stato nominato un consulente tecnico di parte e le stesse abbiano carattere decisivo ai fini dell’esito della lite.

Cassazione civile sez. I, 04/12/2014, n.25662

Partecipazione di consulenti di parte

In tema di verificazione l’art. 66 c.p.a. — a differenza di quanto disposto per la C.T.U. dal successivo art. 67 — non prevede espressamente la facoltà di nomina di consulenti di parte; tuttavia nemmeno si rinviene un divieto sul punto sicché nulla impedisce che anche in caso di uso di tale mezzo istruttorio le parti possano manifestare le propria posizione con un tecnico di propria fiducia.

Consiglio di Stato sez. III, 04/05/2016, n.1757

Gratuito patrocinio: spese da sostenersi per consulenti tecnici di parte

Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 131, comma 4, lett. c), d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, censurato, per violazione degli artt. 3, 24, 101 e 111 Cost., nella parte in cui non prevede che siano anticipate dall’erario anche le spese ancora da sostenersi per l’adempimento dell’incarico, qualora i consulenti tecnici di parte e gli ausiliari del magistrato ne chiedano l’anticipazione.

L’ordinanza di rimessione muove da presupposti interpretativi palesemente erronei, frutto, inoltre, di un’incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento, che minano irrimediabilmente l’iter logico-argomentativo posto a fondamento della valutazione di non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate, in quanto il giudice a quo esclude la possibilità di porre l’anticipazione delle spese di consulenza — peraltro non obbligatoria, ma rimessa ad una valutazione discrezionale — a carico di parte convenuta, assumendo che quest’ultima non avrebbe alcun interesse a consentire lo svolgimento delle indagini peritali, il cui esito, in astratto, potrebbe rivelarsi ad essa sfavorevole; così argomentando, tuttavia, il rimettente trascura del tutto la funzione assolta dalla consulenza tecnica d’ufficio, la quale non costituisce un vero e proprio mezzo di prova.

In secondo luogo, il giudice a quo trascura di considerare che, in base all’art. 63 c.p.c., il consulente tecnico — individuato tra coloro che, per propria scelta, si sono iscritti nel relativo albo — ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, tranne che ricorra un giusto motivo di astensione, e non può rifiutare di eseguire gli incarichi ricevuti, avendo prestato con quella iscrizione un assenso preventivo alla nomina (sentt. nn. 249 del 2011, 218 del 2014, 18, 27, 60, 241 del 2015; ordd. nn. 90, 115, 187, 209 del 2015).

Corte Costituzionale, 10/06/2016, n.136



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