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Se la carta bancomat si blocca mentre sei in viaggio: il risarcimento con l’Arbitro

23 Luglio 2013 | Autore:
Se la carta bancomat si blocca mentre sei in viaggio: il risarcimento con l’Arbitro

Con l’Arbitro bancario si può ottenere un risarcimento in via equitativa, oltre alle spese sostenute, nel caso di disguidi con la propria banca e con il servizio bancomat.

Vedersi negato il prelievo allo sportello bancomat può diventare un serio problema se si è in viaggio e, in particolar modo, all’estero. Dall’altro lato, intentare, solo per questo, una causa contro la banca potrebbe significare oneri e fastidi non minori.

Per i piccoli danni provocati ai cittadini da queste evenienze, esiste un sistema di soluzione stragiudiziale delle controversie (ossia fuori dalle aule dei tribunali) che, stando alle recenti statistiche, è sempre più utilizzato e sta fornendo anche ottimi risultati.  Si tratta dell’arbitro bancario (ne abbiamo già parlato in questo articolo: “Contestazioni con la vostra banca? C’è il conciliatore bancario. Ma…”).

Con il ricorso presentato all’arbitro, il correntista danneggiato può chiedere come risarcimento:

il danno patrimoniale (ossia le spese vive, concretamente subite, a causa del disguido): a tal fine è consigliabile produrre quanta più documentazione possibile che possa comprovare le spesa sostenute;

– il danno non patrimoniale (ossia il fastidio procurato dal disguido, in termini di disagio, ansia, ecc.): quest’ultimo, non essendo ovviamente documentabile nell’ammontare, viene liquidato dall’arbitro in via equitativa e di ragionevolezza.

Tale forma di conciliazione è tendenzialmente favorevole a chiudere le contestazioni con un risarcimento offerto in via bonaria, ma non certo accordando indennizzi particolarmente elevati come molti ricorrenti vorrebbero.

Tanto per fare un esempio, nel caso di un cliente che, recatosi a Roma, non era riuscito a utilizzare il bancomat a causa di un errore del sistema, è stato riconosciuto un risarcimento di 300 euro (il cliente ne aveva chiesti 2.000, mentre la banca ne aveva offerte 100) [1].

Un’avvertenza: chi intende presentare il ricorso farà meglio a concentrarsi sulle prove di quanto affermato piuttosto che dilungarsi in “retoriche strappalacrime” riferite a “pregiudizi consistenti in disagi, disappunti e ogni altro tipo di insoddisfazione concernente gli aspetti più disparati della vita quotidiana che ciascuno conduce nel contesto sociale”, poiché per questi aspetti non è previsto alcun risarcimento.


note

[1] Arbitro Bancario, decisione n. 3256 del 14.06.2013.


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