Rottamazione quater 2020: le ultime novità

27 Novembre 2019 | Autore:
Rottamazione quater 2020: le ultime novità

La nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle di pagamento riguarderà il 2018, ma l’approvazione è ancora incerta.

La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali è uno dei provvedimenti più attesi da molti contribuenti italiani che si sono visti sfuggire l’ultima passata edizione, la numero tre, per il fatto che riguardava i debiti fiscali iscritti a ruolo fino al 31 dicembre 2017. Tutti quelli intervenuti successivamente non vi rientrano e così anche chi ha aderito nel 2019, ad aprile oppure alla riapertura dei termini avvenuta a luglio, non ha potuto definire le cartelle più “fresche”.

Adesso, le speranze si sono riaccese: tra gli emendamenti presentati alla legge di Bilancio 2020 (sono migliaia, 4.500, poi sfoltiti a 700 considerati prioritari) ce n’è uno che contempla proprio una nuova rottamazione quater e che dunque consentirebbe di sanare i debiti col fisco, stavolta quelli maturati fino al 31 dicembre 2018, con modalità analoghe a quelle delle edizioni precedenti: cancellazione di interessi e sanzioni, pagamento rateale del debito residuo, saldo e stralcio per i contribuenti più in difficoltà e con Isee basso.

Si tratta di una proposta di modifica al disegno della legge di Bilancio presentata ad ottobre dal Governo e che, in questi giorni, è in discussione in Parlamento per arrivare all’approvazione entro dicembre; come tale, è una “speranza di legge”, un po’ come un embrione che non ha la garanzia di nascere e diventare uomo.

In questi giorni, nulla trapela sull’emendamento specifico e questo non lascia ben sperare sulla sua sorte, se pensiamo che molti altri emendamenti sono già stati bocciati e dichiarati inammissibili nelle Commissioni parlamentari di Camera e Senato, tra cui alcuni sponsorizzati dalle stesse forze politiche di maggioranza, come quello sulla tampon tax o quello del bonus dentista caduti proprio in questi giorni e che ora dovranno essere riproposti.

Però, il calendario dei lavori parlamentari prevede che dopo i passaggi preliminari in Commissione il pacchetto della manovra finanziaria arrivi in Aula dove la discussione proseguirà; inoltre, in quella sede anche il Governo può presentare ulteriori proposte e così intervenire con i propri emendamenti per variare i contenuti rispetto al provvedimento iniziale che non prevedeva una nuova rottamazione, la cui ipotesi è spuntata successivamente.

Ecco allora che la tempistica può dirci qualcosa: l’approdo in Aula è previsto per il 3 dicembre ed inoltre questa data potrebbe subire uno slittamento di qualche giorno, probabilmente verso il 9-10 dicembre; l’importante sarà disporre di almeno di un paio di settimane intense per approvare l’intera legge di Bilancio entro la fine dell’anno (e sperabilmente prima di Natale) in modo da consentire la sua entrata in vigore, come previsto, dal 1° gennaio 2020.

Guardacaso, si inizierà a parlare di rottamazione quater in Parlamento soltanto quando saranno scaduti i termini per versare le rate previste dalla rottamazione ter, il cui termine infatti scade il 30 novembre, che è sabato, e dunque è prorogato per legge sino al lunedì successivo, 2 dicembre.

Sappiamo bene che chi non paga ora perde i benefici della definizione agevolata: il debito torna intero e l’Agente di riscossione può riprendere le procedure esecutive. Così aprire la strada in anticipo alla nuova rottamazione  comporterebbe per le casse dello Stato il pericolo che i contribuenti non paghino entro questa scadenza improrogabile, pensando che sia in arrivo un nuovo condono. Nelle edizioni precedenti, è accaduto proprio questo: non si è iniziato a parlare ufficialmente di nuova edizione fino a quando non si erano chiusi i termini per pagare l’ultima, che altrimenti sarebbe stata bruciata e compromessa nei risultati di gettito che intendeva conseguire. Ed ogni volta si è giurato che sarebbe stata l’ultima.


note

Immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. A proposito di rottamazione QUATER ho avuto un’accesa discussione con un amico, modesto proprietario di un improduttivo pezzo di terra, giusto un ettaro, nemmeno utile a coltivare patate dato che è incolto da tempo inenarrabile. Visto che è obbligato ope legis al pagamento di una tassa al Consorzio di bonifica locale gli suggerivo, essendo lui moroso per l’anno 2018, di aspettare a pagare la quota in attesa dell’approvazione o meno della citata rottamazione; ma, avendo ricevuto un sollecito ed essendo impaurito (anche se non vedo proprio come possano mettere in atto un pignoramento per 100 Euro di debito), sostiene – lo afferma con assoluta certezza – che, a differenza delle passate Tari, Tarsu, multe varie, queste gabelle dovute a questi “fatiscenti” Consorzi di bonifica NON rientrano nelle rottamazioni né passate né future. Chi di noi due sbaglia? La scommessa fra noi è solo una cena a base di funghi in Appennino! Grazie fin d’ora a chi vorrà rispondere.

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