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Contanti, tracciabilità e pagamenti: tutti i limiti

27 Novembre 2019
Contanti, tracciabilità e pagamenti: tutti i limiti

Versamenti e prelievi sul conto bancario e postale, rischi col Fisco e con le segnalazioni sull’antiriciclaggio. Fino a 1.999,99 euro consentiti gli scambi di cash.

È quasi abitudine aggiornare almeno una volta ogni due anni il tema dei limiti su contanti, tracciabilità e pagamenti. Ciò perché, con cadenza ormai svizzera, gli ultimi governi mettono mano a questo capitolo nell’ottica di inasprire o liberalizzare la politica fiscale del nostro Paese.

Di qui, è chiara l’incertezza del popolo che fa difficoltà a stare dietro alle continue modifiche legislative. Qual è il limite del contante? Quando è vietato il trasferimento di denaro in contanti? Quanto contante può prelevare in banca un privato? Quanto si può prelevare in contanti al mese? 

Prima di tutto ciò, dobbiamo spiegare quali armi ha il Fisco per controllare i pagamenti, i bancomat, i bonifici e i trasferimenti di denaro tra i contribuenti. In secondo luogo, comprenderemo quali rischi si corrono nel caso di violazioni, rischi che quasi mai sono di carattere penale. Infine vedremo tutti i limiti su contanti, tracciabilità e pagamenti oggi in vigore. Ma procediamo con ordine.

Limiti contanti nel corso della storia

I limiti ai contanti hanno subìto una serie di modifiche nell’arco del tempo:

  • nel 1991, data di istituzione del limite, il tetto era di 20.000 euro;
  • dal 26.12.2002 al 29.04.2008 è passato a 12.500 euro;
  • dal 30.04.2008 al 24.06.2008 è sceso a 5.000 euro;
  • dal 25.06.2008 al 30.05.2010 è tornato a 12.500 euro;
  • dal 31.05.2010 al 12.08.2011 è sceso a 5.000 euro;
  • dal 13.08.2011 al 05.12.2011 è passato a 2.500 euro;
  • dal 6.12.2011 al 31.12.2015 è ridisceso a 1.000 euro;
  • dal 1.01.2016 al 31.12.2019 è salito a 3.000 euro;
  • dal 1.01.2020 al 31.12.2021 passa a 2.000 euro;
  • dal 1.01.2022 passa a 1.000 euro (salvo modifiche).

Quale è il limite del contante? 

Dunque, dal 1° gennaio del 2020, il limite massimo consentito per trasferimenti di denaro contante è di 1.999,99 euro. Oltre tale soglia, ossia a partire da 2.000 euro, è obbligatorio usare strumenti di pagamento tracciabili come bonifici, assegni non trasferibili, carte di credito, bancomat.

Quando è vietato il trasferimento di denaro in contanti?

Tali limiti valgono anche quando il pagamento viene frazionato in più trance che, singolarmente prese, sono inferiori al limite. Ciò, al fine di evitare artificiose intese volte ad eludere la normativa.

È, tuttavia, ammesso il versamento in rate di contanti (a condizione che la singola rata non superi detto tetto) quando queste sono frutto di un precedente accordo contrattuale (si pensi al pagamento rateale al dentista di una cura che si sviluppa in più sedute o all’avvocato sulla base dello stato della causa) o delle consuetudini commerciali (si pensi al pagamento delle fatture della ditta di lavori edili che avviene secondo SAL, stato di avanzamento lavori).

Il limite ai contanti si applica non solo alle vendite, ma a qualsiasi tipo di scambio: quindi, anche alle donazioni e ai prestiti.

Quanto contante può prelevare in banca un privato?

I suddetti limiti ai contanti non valgono per prelievi e versamenti sul conto corrente: in tali casi, infatti, non si verifica un passaggio di denaro tra soggetti diversi; difatti, nonostante il depositario dei soldi sia la banca, il titolare resta sempre il correntista. Quindi, non ci sono limiti ai prelievi in banca da parte di un privato. Né l’Agenzia delle Entrate ha il potere di eseguire i controlli. Controlli ammessi solo nei confronti degli imprenditori per i quali vige il limite di 1.000 euro nell’arco del singolo giorno e di 5.000 nell’arco del mese. Oltre tali soglie, l’imprenditore è tenuto a giustificare in contabilità l’utilizzo del denaro prelevato.

Stando così le cose, la banca non potrà né impedire al correntista di prelevare dal conto somme superiori alla tracciabilità, né informare di ciò l’ufficio delle imposte.

Quanto si può prelevare in contanti al mese? 

Tuttavia, bisogna tenere conto che, per prelievi superiori a diecimila euro nell’arco dello stesso mese, la banca è tenuta ad effettuare una segnalazione alla Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria, che a sua volta valuterà se notiziare di ciò la Procura della Repubblica. Ciò al fine del contrasto al riciclaggio del denaro sporco e ai crimini di maggiore gravità (come il contrabbando). Non c’entra quindi l’aspetto fiscale, seppur nulla toglie che la Procura trasmetta il fascicolo all’Agenzia delle Entrate se rilevi gli estremi di un reato tributario. L’evasione fiscale sotto le soglie di punibilità penale non implica quindi un processo, ma una semplice sanzione amministrativa.

Per chi non ha presentato dichiarazione dei redditi, il reato scatta quando l’imposta evasa è superiore a 50mila euro; per chi, invece, ha presentato la dichiarazione, ma ha nascosto dei redditi percepiti, il reato di dichiarazione infedele scatta quando l’imposta evasa è superiore a 100mila euro e i redditi non dichiarati superano il 10% del totale o, comunque, i 3 milioni di euro.

Quanto contante si può versare in banca?

Diverso è il discorso quando si tratta di versamenti e bonifici bancari. In tali ipotesi, le movimentazioni di denaro vengono subito segnalate dall’istituto di credito all’Anagrafe dei rapporti finanziari, l’archivio cioè dei conti correnti. L’Agenzia delle Entrate è legittimata, salvo prova contraria offerta dal contribuente (che deve essere scritta e con data certa), a presumere che si tratti di redditi imponibili sottratti alla tassazione.

Il correntista, per evitare la tassazione delle somme depositate e non giustificate all’interno della dichiarazione dei redditi, dovrà dimostrare che si tratta di importi esentasse (ad esempio, risarcimenti del danno morale o donazioni) o già tassati alla fonte (ad esempio, vincite al gioco o risarcimenti del danno patrimoniale).



2 Commenti

  1. Parimenti l”assegno normale è tracciabile, dal momento che c’è stampato NON TRASFERIBILE, Noh? Anche perché le banche ti spingono a non usare l’assegno per ritirare stipendio o pensione…Ma Noi che NON siamo coglioni, useremo sempre lassegno cartaceo, che NOn PUO’ essere fatto fuori telematicamente ! NOi Romani Moderni ci mangiano i fichi e buttiamo le “cocce”….Mattarella Conte Di Pejo Rom-ett tutti e due Italia Morta: Prrrrrr !

  2. HO UTILIZZATO SOMME IN CONTANTI COME PREVISTO NEI VARI PERIODI DALLE LEGGI VIGENTI, DAL 2007AL 2010
    OGGI MI SI CHIEDE DI MOTIVARE QUEI MOVIMENTI ALL’EPOCA LEGITTIMI E NON TRACCIABILI
    COSA RISPONDERE???

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