L’esperto | Articoli

Diritto alla riservatezza: ultime sentenze

25 Dicembre 2019
Diritto alla riservatezza: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: diritto alla riservatezza; dati sensibilissimi; diritto di accesso ai documenti amministrativi; principio di subordinazione del diritto alla riservatezza dei dati e dei documenti rispetto al diritto di accesso.

Diniego di accesso ai documenti e interesse alla riservatezza del documento

Nel processo amministrativo la nozione di controinteressato all’accesso è data dall’art. 22, comma 1, lett. c) l. 7 agosto 1990, n. 241, per il quale sono “controinteressati” “tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”; pertanto, alla qualifica di controinteressato rispetto al diritto all’accesso ai documenti non basta che un soggetto sia, in qualche modo, nominato nel documento richiesto, essendo necessario, invece, che costui sia anche titolare di un diritto alla riservatezza dei dati racchiusi nello stesso documento.

Consiglio di Stato sez. III, 17/07/2019, n.5018

Diritto di accesso ai documenti amministrativi e diritto alla riservatezza di un terzo

Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, qualora risulti in contrasto con il diritto alla riservatezza di un terzo, deve essere accertato mediante un processo, sotto il controllo di un giudice, il quale è tenuto a valutare e ponderare gli interessi in gioco.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 04/07/2019, n.3740

Limiti dell’accesso ai verbali dei procedimenti sanzionatori attivati dalla Consob

A fronte del diritto di difesa del soggetto che si lamenti del silenzio sull’istanza di accesso agli atti di un procedimento sanzionatorio attivato dalla Consob, si pone la necessità di tutelare il diritto alla riservatezza dei membri della Commissione, operanti nell’esercizio delle proprie funzioni, al fine complessivo di salvaguardare le finalità istituzionali di cui esse costituiscono esplicazione.

In questo contesto, la Consob correttamente applica il « Regolamento per l’individuazione delle categorie di documenti amministrativi sottratti all’accesso, in attuazione dell’art. 24 della legge 7 agosto 1990, 241, recante « Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi » (approvato dalla Consob ai sensi dell’art. 8, d.P.R. 27 giugno 1992 n. 352), il quale prevede, all’art. 4, comma 2, l’inaccessibilità dei verbali « per le parti in cui consentano l’identificazione dei Componenti in relazione alle opinioni dai medesimi espresse in sede di discussione e deliberazione sugli argomenti all’ordine del giorno ».

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 02/04/2019, n.4329

Accesso alla banca dati per verificare l’esistenza di una disposizione anticipata di trattamento

Con riguardo alla legittimazione ad accedere alla banca dati per verificare l’esistenza di una DAT, posto che la normativa in materia di DAT deve essere coordinata con le disposizioni normative a tutela del diritto alla riservatezza, si ritiene che: 1) alle DAT può accedere il medico che lo ha in cura allorché sussista una situazione di incapacità di autodeterminarsi del paziente; 2) deve potervi accedere il fiduciario sino a quando è in carica (nel senso che non è stato revocato, ex art. 4, comma 3, legge n. 219/2017) perché, ragionando diversamente, non avrebbe la possibilità di dare attuazione alle scelte compiute; va ricordato che in tal caso non sembra violato il diritto alla riservatezza del paziente perché l’art. 4, al comma 2, prevede espressamente che, dopo l’accettazione della nomina da parte del fiduciario, a quest’ultimo sia rilasciata una copia delle DAT.

Consiglio di Stato comm. spec., 31/07/2018, n.1991

Diritto alla tutela della riservatezza

In materia di accesso ai documenti amministrativi, sono qualificabili quali controinteressati nel rito i soggetti che hanno diritto alla tutela della riservatezza coloro che, per effetto dell’ostensione, potrebbero subire un pregiudizio al loro diritto alla riservatezza in quanto titolari di dati sensibili e personali.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 20/06/2018, n.4060

Dati ultrasensibili: rapporti tra accesso e riservatezza

Sul diritto alla riservatezza prevale il diritto di accesso, anche qualora la richiesta ostensione riguardi documenti attinenti a dati c.d. ultra sensibili — quali, ad esempio, quelli a disvelare lo stato di salute del soggetto destinatario dell’istanza di accesso — nell’ipotesi in cui l’interesse che muove il richiedente l’accesso risulti di rango almeno pari-ordinato a quello del soggetto che intende mantenere riservati i propri dati (nel caso di specie, il ricorrente era stato destinatario da parte dell’ I.N.A.I.L. di una richiesta di pagamento relativamente a somme che l’ente aveva corrisposto alla controinteressata per l’infortunio occorsole e delle quali l’ente intendeva ottenere il rimborso dal ricorrente, quale soggetto ritenuto responsabile dell’incidente e quindi dell’infortunio; il Collegio — ritenendo i due interessi pari-ordinati e valorizzando la circostanza che vedeva il ricorrente chiedere l’ostensione dei documenti attinenti alla documentazione sanitaria della controinteressata al fine di difendersi in sede amministrativa e in sede giurisdizionale — giudicava nel senso di ritenere il ricorrente come titolare del diritto a prendere visione ed eventualmente a trarre copia della riferita documentazione sanitaria esibita dalla controinteressata ad I.N.A.I.L. a corredo della denuncia di infortunio e di quella emessa dallo stesso I.N.A.I.L. in sede di gestione della denuncia stessa; ciò in quanto la richiesta era stata avanzata a concreta tutela del proprio diritto di difesa da intendersi di pari rango rispetto a quello della controinteressata).

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 20/11/2017, n.760

Dati sensibilissimi: necessità difensive e tutela della riservatezza

Pur dovendo ammettersi, in generale, che le necessità difensive, riconducibili all’effettività della tutela di cui all’art. 24 Cost. debbano ritenersi prevalenti rispetto a quella della riservatezza, è però anche vero che l’applicazione di siffatto principio incontra ben determinati limiti allorchè vengano in considerazione dati sensibili (origine razziale ed etnica, convinzioni religiose, opinioni politiche, adesione a partiti e sindacali, ecc.) o sensibilissimi, ossia i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale degli individui; in questi casi, l’accesso è consentito a particolari condizioni, nello specifico disciplinate dall’art. 60, d.lg. n. 196 del 2003.

Detta disposizione, riguardante in particolare il rapporto tra diritto di accesso e diritto alla riservatezza dei dati c.d. sensibilissimi, esprime dunque il principio del « pari rango », chiarendo in modo inequivoco che, in siffatte ipotesi, il diritto di accesso può essere esercitato solo se, in seguito ad una delicata operazione di bilanciamento di interessi, la situazione giuridica rilevante sottesa al diritto di accesso viene considerata di rango almeno pari al diritto alla riservatezza riferito alla sfera della salute e della vita sessuale dell’interessato.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 03/05/2017, n.5140

Accesso ai documenti amministrativi e diritto alla riservatezza dei dati

Il principio di subordinazione del diritto alla riservatezza dei dati e dei documenti rispetto al diritto di accesso non è assoluto, ma relativo. Ossia va applicato tenendo conto delle ragioni effettive che supportano l’esigenza di conoscenza della documentazione in rapporto alla situazione in cui matura la domanda di accesso.

In sostanza, trattandosi di situazioni ambedue meritevoli di tutela in base alla legge, la primazia del diritto d’accesso sul diritto alla riservatezza va misurata avuto riguardo al contesto in cui ambedue i diritti si contrappongono, dovendosi tenere conto del fatto che la legge n. 241 del 1990, da un lato, riconosce il diritto di accesso sempre che chi l’invoca dimostri di essere titolare di un interesse diretto, concreto e attuale alla conoscenza degli atti, motivando specificamente le ragioni per le quali la conoscenza dei documenti e degli atti sia necessaria alla protezione della propria situazione giuridica (art. 25, comma 2); dall’altro, esclude il diritto di accesso nei casi indicati dall’art. 24, tra i quali è espressamente ricompresa la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono; dei dati coperti da segreto industriale.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 23/07/2018, n.802

Accesso ai documenti contenenti dati fiscali e al diritto alla riservatezza

I modelli 770 sono dichiarazioni di soggetti privati o di Amministrazioni che agiscono come datori di lavoro; tuttavia, diventano documenti amministrativi nel momento in cui sono acquisiti alla banca dati fiscale. L’acquisizione determina il passaggio di tali documenti dalla sfera privata del rapporto di lavoro alla sfera pubblica del controllo sull’adempimento delle obbligazioni tributarie. Una volta entrate nella sfera pubblica, le informazioni contenute nelle dichiarazioni inviate all’Agenzia delle Entrate sono trattate per finalità pubblicistiche di natura tributaria, e dunque non sono più nella disponibilità dei soggetti tra cui è intercorso il rapporto di lavoro.

Ne consegue che i documenti contenenti i dati fiscali possono essere oggetto di accesso da parte di terzi, quando questi ultimi dimostrino di avere un interesse prevalente rispetto al diritto alla riservatezza delle parti del sottostante rapporto di lavoro. Rispetto a tale forma di accesso l’unico contraddittore è l’Amministrazione tributaria e non sussistono controinteressati da coinvolgere necessariamente nella procedura.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 14/05/2018, n.479

Contrapposizione di interessi tra il diritto d’accesso e il diritto alla riservatezza

Lo strumento attraverso il quale contemperare in concreto la contrapposizione di interessi tra il diritto d’accesso e il diritto alla riservatezza è costituito dal parametro della « stretta indispensabilità » di cui all’art. 24, comma 7, secondo periodo, l. 7 agosto 1990, n. 241, giacché esso è quello che, proprio a livello legislativo, viene contemplato come idoneo a giustificare la prevalenza dell’interesse di una parte — mossa dall’esigenza di « curare o difendere propri interessi giuridici » — rispetto all’interesse di un’altra parte, altrettanto mossa dall’esigenza di « curare o difendere propri interessi giuridici » legati ai dati sensibili che la riguardano e che possono essere contenuti nella documentazione chiesta in sede di accesso; in particolare, occorre che precauzionalmente la valutazione di tale stretta indispensabilità avvenga nel modo possibilmente più circoscritto ed attento e non sia, al contrario, affermato sulla base di schematizzazioni formali ed astratte.

Consiglio di Stato sez. VI, 11/04/2017, n.1692



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube