HOME Articoli

Miscellanea Addio liberalizzazione di wi-fi: le modifiche al decreto del Fare ci riportano al decreto Pisanu

Miscellanea Pubblicato il 22 luglio 2013

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 22 luglio 2013

Obbligo di garantire la tracciabilità della connessione: un emendamento al decreto del Fare ci riporta ai tempi in cui era necessario chiedere la carta di identità dei clienti di internet point.

È durata poco, in Italia, la liberalizzazione del wi-fi. Con un emendamento a sorpresa, la Commissione Trasporti, Poste e telecomunicazioni ha corretto il decreto “del Fare”, riportando il nostro Paese ai tempi del famigerato Decreto Pisanu.

Come ormai noto, il decreto del Fare aveva tentato di azzerare tutti gli oneri gravanti sui gestori di connessioni a wi-fi (in sostanza, gli internet point). Le nuove norme, in particolare, avevano abrogato l’obbligo di identificare (attraverso i documenti di identità) qualsiasi avventore si fosse avvalso di un esercizio pubblico per connettersi ad internet, lasciando in piedi solo l’obbligo, per il gestore, di garantire la tracciabilità della connessione mediante l’identificativo del dispositivo utilizzato.

L’emendamento appena approvato rende quest’ultimo obbligo estremamente gravoso. In esso si prevede infatti: “Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento attraverso l’assegnazione temporanea di un indirizzo IP e il mantenimento di un registro informatico dell’associazione temporanea di tale indirizzo IP al MAC address del terminale utilizzato per l’accesso alla rete Internet”.

Che significa in parole povere?

Che bisogna dotarsi di una struttura particolarmente complessa (installare e gestire un server apposito, messo in sicurezza, per associare l’indirizzo al MAC Address che identifica il dispositivo). Inoltre bisognerebbe obbligare il gestore della rete wi-fi a fornire un indirizzi IP pubblico, cosa che però è estremamente difficile da ottenere.

Insomma, non resta da sperare che la legge di conversione del decreto venga purgata da questo complesso meccanismo. Che senso avrebbe, infatti, al giorno d’oggi, portarci in un’epoca in cui, per telefonare da una pubblica cabina, è necessario esibire la carta d’identità?


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI