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Migranti, calano gli sbarchi

27 Novembre 2019
Migranti, calano gli sbarchi

In diminuzione gli sbarchi più recenti, ma rimane alto il numero degli irregolari presenti in Italia. Molti arrivano via terra seguendo la rotta balcanica.

Diminuisce il numero complessivo degli immigrati che sbarcano in Italia: secondo i dati contenuti nel rapporto 2019 che verranno presentati venerdì prossimo a Modena in occasione del Festival dedicato alle migrazioni e che l’agenzia stampa Adnkronos è in grado di anticipare, l’anno sembra avviato a concludersi con un totale di arrivi in Italia di migranti e rifugiati via mare minore rispetto al recente passato.

Precisamente, secondo la Fondazione Migrantes sono 9.648 quelli registrati a fine ottobre (-56% rispetto allo stesso periodo 2018, nel quadro di un trend di drastica riduzione iniziato nel 2017). In forte calo nel 2019 anche i richiedenti asilo registrati: 26.997 alla fine di settembre (dato provvisorio, contro i 43.965 dello stesso periodo del 2018).

I Paesi stranieri da cui proviene il maggior numero di immigrati sono Pakistan, Nigeria, Bangladesh, El Salvador, Perù, Ucraina, Marocco, Senegal, Albania e Venezuela. È consistente il numero di coloro che sono arrivati in Italia non attraverso il mare, bensì via terra seguendo la tormentata “rotta balcanica” con approdo in Friuli-Venezia Giulia : sono 5.526 fra il 1° gennaio e il 15 settembre.

Dal report 2019 su ‘Il diritto d’asilo. Report 2019: non si tratta solo di migranti. L’Italia che resiste, L’Italia che accoglie’ emergono altre informazioni: fra i 71 mila nuovi immigrati caduti in situazione di irregolarità in Italia fra giugno 2018 e giugno 2019, sono 18 mila i casi attribuibili al Decreto sicurezza. Così nella pubblicazione, a giugno 2019, il numero degli irregolari presenti in Italia è stato stimato dunque in 620 mila persone.

“Nonostante ripetute dichiarazioni circa nuove ondate di sbarchi, – osserva la Fondazione Migrantes – “il totale di arrivi in Italia di migranti e rifugiati via mare è ai livelli minimi”. Nel dettaglio, la Fondazione Migrantes della Cei (Comunità episcopale italiana) spiega che sono circa 81 mila i migranti e rifugiati arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo da gennaio a ottobre 2019 (dati provvisori; con gli arrivi via terra in Grecia e in territorio spagnolo il totale è di 98.000 persone).

“Si tratta di un dato in diminuzione, a seguito dell’accordo ‘UE-Turchia’ del 2016 e del memorandum Italia-Libia del 2017 – precisa il Rapporto -. In diminuzione anche il numero assoluto dei morti e dei dispersi, con un aumento però dell’incidenza rispetto agli arrivi, in particolare nel Mediterraneo centrale: da 1 ogni 40 del 2016 a 1 ogni 18 nel 2019″.

Riguardo alle domande d’asilo, nel 2018 le Commissioni territoriali italiane hanno riconosciuto uno dei tre benefici di protezione (status di rifugiato, protezione sussidiaria e protezione umanitaria) a poco più di 31 mila persone, contro le 34 mila circa del 2017 e le quasi 37 mila del 2016. Il dato parziale per il 2019 (che ha registrato la quasi-scomparsa della protezione umanitaria) è pari a 14.000. Su circa 72.500 domande esaminate nell’anno, quelle respinte sono state l’80%, l’11% le concessioni dello status di rifugiato, il 7% della protezione sussidiaria e appena l’1,5% della protezione umanitaria.

La sfida delle migrazioni oggi non riguarda solo l’accoglienza, ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca – ricorda don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei -. Per troppo tempo forse abbiamo pensato che fosse sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo invece continua ad annegare nell’indifferenza di tanti) e portarlo in qualche porto italiano. Questo è solo il primo passo in quanto è necessario anche ”proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni non c’è neanche vera accoglienza“.


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