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Minaccia telefonica: competenza per territorio

13 Dicembre 2019 | Autore:
Minaccia telefonica: competenza per territorio

Qual è il magistrato competente a giudicare una minaccia avvenuta per telefono? Qual è la competenza per territorio e quale quella per materia?

Ogni reato deve essere perseguito secondo legge affinché la responsabilità dell’autore possa essere giudicata da una persona terza e imparziale, la quale dovrà poi valutare l’eventuale sanzione da irrogare. Insomma: ogni crimine deve essere sottoposto all’attenzione del giudice competente. Ci sono casi, però, in cui non è così semplice individuare quale giudice debba valutare la condotta criminosa. Prendiamo il caso di una minaccia telefonica: qual è la competenza per territorio?

Facciamo un esempio. Da diversi giorni stai cercando di metterti in contatto con una persona che abita distante e che ti deve dei soldi. Durante una conversazione telefonica piuttosto animata,  il tuo debitore ti minaccia apertamente e ti dice che, se continuerai a insistere con la tua pretesa, te la farà pagare cara. Allarmato dalla minaccia, pensi di sporgere denuncia. Ma a chi? A chi spetta la competenza territoriale nel caso di minaccia telefonica, cioè nell’ipotesi di minaccia fatta da un luogo molto distante da quello in cui si trova la vittima? Per rispondere a questa domanda devo necessariamente spiegarti quali sono i criteri che la legge stabilisce per individuare la competenza del giudice. Procediamo.

La competenza del giudice penale

Per stabilire quale giudice debba valutare la responsabilità penale di una persona, cioè, in poche parole, quale giudice sia competente, la legge detta essenzialmente tre criteri diversi:

  • quello per materia;
  • quello per territorio;
  • quello per connessione.

Il criterio della competenza per materia individua il giudice in base alla gravità del reato, gravità misurata in relazione all’entità della pena. Ad esempio, la Corte d’Assise è competente, tra l’altro, per i delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro anni [1].

Il criterio della competenza per connessione stabilisce quale giudice sia competente nel caso in cui più persone abbiano commesso lo stesso reato, oppure nel caso in cui siano stati realizzati più reati diversi, ma tutti accomunati tra loro, ad esempio perché gli uni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri [2].

Competenza per territorio: cos’è?

La competenza per territorio serve a individuare il giudice competente all’interno del territorio italiano. Posto che, come abbiamo detto nel paragrafo precedente, un reato gravissimo punito con l’ergastolo è di competenza della Corte d’Assise, si pone il problema successivo di individuare concretamente quale Corte d’Assise sia competente, non essendovene in Italia solamente una. Lo stesso dicasi per qualsiasi altro giudice penale (tribunale, giudice di pace, ecc.).

La legge dice che [3], la competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato. Dunque, se qualcuno commette una rapina a Roma, verrà giudicato dal giudice di Roma; se compie un furto a Milano, verrà giudicato dal tribunale di Milano, e così via.

Minaccia telefonica: chi è il giudice competente?

Chi è il giudice territorialmente competente nel caso di minaccia telefonica? Posto che, secondo il criterio della competenza per materia, l’autorità che si occuperà del caso sarà il tribunale monocratico oppure il giudice di pace a seconda che si tratti di una minaccia grave o meno, quale sarà concretamente il giudice presente sul territorio italiano che dovrà celebrare il processo?

Ebbene, come stabilito dal criterio indicato nel paragrafo superiore, la competenza per territorio si determina stabilendo il luogo ove si è consumato il reato. Nel caso di telefonata minacciosa, dove si deve ritenere consumato il reato?

Per giurisprudenza pacifica [4], nel caso di reato commesso col mezzo del telefono (minaccia telefonica, molestia, stalking, ecc.), la competenza per territorio è quella del giudice del luogo ove si trovava la vittima al momento della ricezione della telefonata.

In altre parole, il reato si ritiene consumato nel momento in cui il destinatario della minaccia ha percezione di quest’ultima: ciò significa che la persona minacciata per telefono potrà sporgere querela presso le autorità presenti nel territorio in cui risiede e che il giudice competente è quello del luogo ove si trovava la vittima quando ha ricevuto la minaccia telefonica.

Dunque, la minaccia telefonica si perfeziona nel momento e nel luogo della percezione-comprensione della comunicazione offensiva da parte della vittima, per cui il reato si intende avvenuto nel momento e nel luogo ove si trovava la persona offesa.

note

[1] Art. 5 cod. proc. pen.

[2] Art. 12 cod. proc. pen.

[3] Art. 8 cod. proc. pen.

[4] Cass., sent. n. 43704 del 2015.

[5] Cass., sent. n. 16307/2011.

Autore immagine: 123rf.com


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