La cedolare secca dovrà essere estesa a tutti i Comuni

27 Novembre 2019
La cedolare secca dovrà essere estesa a tutti i Comuni

Togliere il limite attuale ai contratti a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa: la proposta di Confedilizia per estendere la cedolare secca.

La cedolare secca al 10% per gli affitti a canone concordato dovrebbe essere estesa a tutti i Comuni. La pensa così Confedilizia, l’associazione dei proprietari di casa, che nell’esprimere un giudizio positivo sulla decisione del Governo di stabilizzare per sempre l’aliquota (anziché aumentarla al 12,5% come si era ipotizzato), auspica che venga diffusa in via generale anziché essere limitata, come avviene ora, solo ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati a canone concordato.

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, conversando con la nostra agenzia stampa Adnkronos rimarca: “Salutiamo positivamente questa decisione perché era una nostra precisa richiesta – spiega Spaziani Testa a margine del convegno di Assoedilizia ‘La locazione nella storia e nell’attualità -. Avevamo visto come grande pericolo il fatto che aumentasse l’aliquota. Non solo non è aumentata ma è rimasta al 10 per cento ed è stata stabilizzata e resa definitiva”.

Ora, sottolinea, “stiamo solo chiedendo e lo abbiamo fatto anche in audizione, che venga formalizzato il fatto che valga per tutta Italia, perché attualmente è limitata ai soli comuni ad alta tensione abitativa”.

Spaziani Testa plaude poi alla proroga del bonus casa, esteso fino al 31 dicembre 2020. “E una buona notizia – osserva il presidente di Confedilizia – perché sono stati prorogati tutti gli incentivi sia per le ristrutturazioni sia per il risparmio energetico. In più è stato introdotto il bonus per le facciate al 90 % che è eccezionale”.

“Certo – aggiunge – si può fare uno sforzo in più rendendo le cose se non definitive almeno estese nel tempo, magari andando su base triennale”. Un esempio, fa notare, potrebbe essere “prorogare il sisma bonus e triennalizzare questi rinnovi finché non si sceglie definitivamente quello da stabilizzare”. “Nell’attesa – conclude il numero uno di Confedilizia – è meglio creare delle scadenze triennali per poter programmare gli interventi più importanti”.



2 Commenti

  1. Il presupposto per l’applicazione del regime tributario di cedolare secca è che la locazione sia destinata ad uso abitativo e che il locatore non abbia stipulato il contratto nell’esercizio di attività di impresa o di arti o professioni, come disciplinato dal comma 6 dell’art. 3 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (disposizioni in materia di federalismo fiscale).La norma deve considerarsi rispettata – contrariamente a quanto sostenuto dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate – nell’ipotesi in cui la locazione abitativa, con locatore persona fisica, sia stipulata con conduttore che operi come attività di impresa, di arti o professioni sempre che l’immobile risulti destinato all’utilizzo abitativo.

  2. Il soggetto locatore di beni immobili, persona fisica che non eserciti attività imprenditoriale, ha il diritto ad applicare sul contratto di locazione la cedolare secca per la tassazione del canone di locazione anche nel caso in cui il contratto abbia come parte locataria un soggetto imprenditore o lavoratore autonomo, purché si abbia ad oggetto beni immobili destinati ad uso abitativo.

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