Come si può curare il cuore ferito da infarto?

27 Novembre 2019
Come si può curare il cuore ferito da infarto?

Uno studio rivela un modo per «riparare» il muscolo dall’interno grazie alle cellule staminali, migliorando la zona danneggiata.

Riparare dall’interno un cuore «ferito» dall’infarto grazie alle cellule staminali? Questo approccio funziona davvero, ma non per le ragioni ipotizzate tempo fa. A mettere in luce un meccanismo d’azione inaspettato delle «cellule bambine» è uno studio pubblicato su Nature, che rilancia un approccio bocciato in precedenza. Le cellule staminali cardiache aiutano davvero il cuore ferito, ma non lo fanno sostituendo le cellule danneggiate o morte. Piuttosto, innescano un meccanismo di guarigione, che porta il cuore ad auto-ripararsi.

L’iniezione di cellule staminali cardiache – vive o addirittura morte – nei cuori danneggiati dei topolini, infatti, scatena un processo infiammatorio acuto, che a sua volta genera una risposta simile alla guarigione di una ferita, migliorando le proprietà meccaniche dell’area lesionata. A mettere in luce questo insolito meccanismo è il team di Jeffery Molkentin, del Centro di microbiologia cardiovascolare molecolare presso il Cincinnati Children’s Hospital Medical Center.

«La risposta immunitaria innata ha alterato in modo acuto l’attività cellulare attorno all’area lesionata del cuore, facendo in modo che guarisse meglio e assicurando migliori proprietà contrattili – ha detto Molkentin – Le implicazioni del nostro studio sono molto semplici e presentano importanti nuovi dati» sull’effetto di questo approccio.

Il nuovo studio segue un lavoro del 2014 pubblicato dallo stesso gruppo di ricerca su Nature. Entrambi mostravano che l’iniezione di cellule staminali cardiache nei cuori danneggiati non funziona per rigenerare i cardiomiociti. Riesaminando i dati però, gli scienziati hanno scoperto con sorpresa che, oltre ai due tipi di cellule staminali usate, anche l’iniezione di cellule morte o persino di una sostanza chimica inerte chiamata zymosan ha fatto bene al cuore, ottimizzando il processo di guarigione. Lo zymosan è una sostanza progettata per indurre una risposta immunitaria innata.

In questo studio il team mostra che le sostanze iniettate (cellule staminali vive, morte e zymosan) hanno alterato le risposte delle cellule immunitarie che hanno ridotto significativamente la formazione di tessuto connettivo a matrice extracellulare nelle aree lesionate, migliorando anche le proprietà meccaniche della cicatrice stessa. Insomma, i cuori trattati finivano per somigliare a muscoli cardiaci non infartuati.

Non solo. Tutte queste sostanze devono essere iniettate direttamente nell’area della lesione, dunque nel cuore stesso. «La maggior parte degli studi erano stati progettati in modo errato perché si infondevano le cellule nel sistema vascolare», ha spiegato Molkentin.

«I nostri risultati mostrano che il materiale iniettato deve andare direttamente nel tessuto cardiaco vicino alla regione dell’infarto. Qui è dove avviene la guarigione e dove i macrofagi possono esercitare la loro magia», conclude.


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