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A quale distanza si può costruire da un fiume?

28 Novembre 2019
A quale distanza si può costruire da un fiume?

Convenzioni edilizie, la violazione della distanza minima dal corso d’acqua anche solo dello scavo iniziale determina vincolo di inedificabilità.

Immagina di avere un piccolo appezzamento di terra vicino al quale passa un fiumiciattolo. Hai intenzione di costruirvi di sopra una cascina, ma hai bisogno del permesso del Comune. L’ufficio tecnico dell’ente a cui ti sei rivolto per ottenere la licenza edilizia ti anticipa che la costruzione dovrà tenersi a debita distanza dal corso dell’acqua. Ciò al fine di scongiurare il pericolo di crollo o sprofondamento nel terreno. Ti chiedi a questo punto a quale distanza si può costruire da un fiume. Quali sono le distanze regolamentari previste dalla legge?

Se spulci all’interno del Codice civile sono indicate solo le distanze dal confine tra costruzioni appartenenti a proprietari differenti. Qual è la legge che regola la distanza delle costruzioni dai fiumi? La risposta ti viene fornita su un piatto d’argento da una recente sentenza della Cassazione a Sezioni Unite [1]. Ecco cosa hanno detto, in merito, i giudici supremi.

Legge sulle distanze delle costruzioni dal fiume

Non sei riuscito a trovare la legge che regola le distanze delle costruzioni dai corsi di acqua come i fiumi? Non ti biasimo. La normativa risale addirittura al lontano 1904, si tratta di un regio decreto che conoscono solo gli addetti al settore ma che, da allora, non è stato mai modificato e che, pertanto è tutt’ora in vigore. Si tratta del cosiddetto “testo unico sulle opere idrauliche”.

Dunque, se vuoi sapere a quanti metri si può costruire dal fiume devi reperire tale disposizione e, in particolare, l’articolo 96 [2]. 

Cosa non si può costruire vicino al fiume

Tale norma stabilisce, tra le altre cose, che sono vietati in modo assoluto i seguenti lavori (indicheremo qui di seguito i più rilevanti):

  • le piantagioni che s’inoltrino dentro gli alvei dei fiumi, torrenti, rivi e canali, a costringerne la sezione normale e necessaria al libero deflusso delle acque; 
  • lo sradicamento o l’abbruciamento dei ceppi degli alberi che sostengono le ripe dei fiumi e dei torrenti per una distanza orizzontale non minore di nove metri dalla linea a cui arrivano le acque ordinarie;
  • la piantagione sulle alluvioni delle sponde dei fiumi e torrenti e loro isole a distanza dall’opposta sponda minore di quella nelle rispettive località stabilita, o determinata dal prefetto;
  • le piantagioni di qualunque sorta di alberi ed arbusti sul piano e sulle scarpe degli argini, loro banche e sotto banche lungo i fiumi, torrenti e canali navigabili;
  • le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, gli scavi e lo smovimento del terreno a distanza dal piede degli argini e loro accessori come sopra, minore di quella stabilita dalle discipline vigenti nelle diverse località, ed in mancanza di tali discipline a distanza minore di metri quattro per le piantagioni e smovimento del terreno e di metri dieci per le fabbriche e per gli scavi;
  • qualunque opera o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all’uso, a cui sono destinati gli argini e loro accessori come sopra, e manufatti attinenti;
  • le variazioni ed alterazioni ai ripari di difesa delle sponde dei fiumi, torrenti, rivi, canali e scolatori pubblici tanto arginati come non arginati, e ad ogni altra sorta di manufatti attinenti;
  • l’apertura di cavi, fontanili e simili a distanza dai fiumi, torrenti e canali pubblici minore di quella voluta dai regolamenti e consuetudini locali, o di quella che dall’autorità amministrativa provinciale sia riconosciuta necessaria per evitare il pericolo di diversioni e indebite sottrazioni di acque;
  • qualunque opera nell’alveo o contro le sponde dei fiumi o canali navigabili, o sulle vie alzaie, che possa nuocere alla libertà ed alla sicurezza della navigazione ed all’esercizio dei porti natanti e ponti di barche.

A quale distanza da un fiume si può costruire?

Come? In tutto questo elenco non hai trovato ciò che cercavi, ossia a quanti metri si può costruire dal fiume? Proprio per questo ci sono le sentenze, come quella delle Sezioni Unite qui in commento, che servono per chiarire ciò che le norme non dicono chiaramente o che dicono con parole equivoche. Ebbene, secondo la Corte, la distanza minima dal corso d’acqua è di 10 metri.

La violazione della distanza minima dal corso d’acqua anche solo dello scavo iniziale determina un vincolo assoluto di inedificabilità. 

Oggetto del contendere era un progetto di ristrutturazione di un edificio lungo l’Adige per il quale il genio civile aveva negato l’autorizzazione per uno scavo sull’argine del fiume a una distanza inferiore del limite dei dieci metri previsto dal regio decreto 523/1904. La società impegnata nella ristrutturazione contestava la mancata autorizzazione sostenendo che la disciplina urbanistica del comune di Verona fosse la sola disciplina rilevante. La tesi però è stata respinta dai giudici perché «la norma locale, avente finalità meramente urbanistiche, non può derogare la disciplina statale». E il Rd 523/1904 è una normativa che non ammette eccezioni. 

Di qui, il principio delle Sezioni Unite: «l’accertata violazione della distanza dei metri dieci, seppur riferita al solo “scavo”, conseguiva un vincolo di inedificabilità assoluta».


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 31022/0219.

[2] Art. 96 R.D. n. 523/1904.


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