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Centrale rischi: quando si cancella l’informazione negativa?

30 Novembre 2019
Centrale rischi: quando si cancella l’informazione negativa?

Per il mancato pagamento di un fido bancario, concessomi molti anni fa, mi sono accorto che questa informazione negativa è ancora presente nella Centrale rischi della Banca d’Italia e costantemente aggiornata dalla banca creditrice: questa informazione è cancellabile o è regolare che ancora sia visibile?

Gentile cliente, la Centrale Rischi gestita dalla Banca d’Italia, istituita negli anni sessanta del secolo scorso, incamera le informazioni creditizie che ci riguardano e che provengono dalle banche e dagli istituti finanziari. Con essa sono, ad esempio, perseguiti gli obiettivi:

  • di favorire un’adeguata valutazione di un cliente rispetto al suo potenziale accesso al credito, poiché le informazioni contenute in questa banca dati rappresentano la sua storia e sono indice della sua condotta in tale ambito;
  • di potenziare la solidità del sistema finanziario.

Sembra chiaro, cioè, che si tratti di un archivio informazioni sui debiti dei cittadini italiani, la cui costituzione e gestione persegue un interesse pubblico. Per questa ragione, ad esempio, le informazioni sono raccolte e conservate senza il consenso dei soggetti interessati [2].

Alla luce, quindi, di tali caratteristiche, in presenza di un’informazione negativa trasmessa da una banca o da una società finanziaria riguardante un cittadino, il cui debito/sofferenza supera l’ammontare di € 250,00, la stessa non potrà essere interrotta sino a quando il debito di riferimento non verrà estinto. L’intermediario interessato, quindi, provvederà a segnalarla sino a quel momento e sarà pienamente lecito che tale informazione venga conservata ed aggiornata costantemente.

L’unico limite relativo alla consultazione della Centrale Rischi gestita dalla Banca d’Italia è rappresentato dalla ricerca dei dati presenti in archivio: sono infatti consultabili solo le informazioni relative agli ultimi trentasei mesi. Pertanto se c’è stata un’informazione negativa, poi interrotta, ad esempio, quattro anni prima della consultazione, poiché il debitore aveva pagato, la stessa informazione non potrà essere visionata dall’intermediario interessato.

Mi spiace, pertanto, doverle dire e concludere che allo stato attuale, non essendo stato estinto il debito da cui è derivata l’informazione creditizia negativa riportata in quesito, sia legittimo che la stessa, sotto forma di segnalazione, sia ancora presente. È, altresì, regolare che essa sia costantemente aggiornata e riportata in Centrale Rischi e che non ci sia possibilità per impedire tale stato dei fatti, sicuramente non positivo per il debitore interessato.

Sembra palese, infatti, che le informazioni contenute nella CR condizionino l’accesso al credito, evidentemente sfavorito per coloro che non hanno una buona storia creditizia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello

note

[1] Provv. del Garante del 26.10.2017 – Delibera n. 438

[2] Art. 6, lettera e) del GDPR


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