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Il logo della cannabis viola il divieto di propaganda degli stupefacenti?

13 Marzo 2014
Il logo della cannabis viola il divieto di propaganda degli stupefacenti?

Attenzione a commerciare prodotti raffiguranti una foglia di canapa indiana, comunemente conosciuta come “foglia di marijuana”: possibile la violazione del divieto di propaganda degli stupefacenti.

Siamo ormai abituati a vederlo un po’ ovunque: sulle t-shirt, sugli adesivi attaccati sulle auto, sugli zaini degli studenti, addirittura su alcuni prodotti commerciali. Ma ciò che non molti sanno è che esiste una legge [1] che vieta la propaganda, anche indiretta, di sostanze o preparazioni comprese in determinate tabelle [2] tra cui rientra, appunto, anche la “cannabis indica” e i prodotti da essa ottenuti.

E dunque, il problema che si pone è in che limiti si possa “inneggiare” allo spinello: ossia esporne i simboli, utilizzare il logo della canapa indiana (comunemente nota come “foglia di marijuana”) per apporlo su prodotti destinati al commercio o, addirittura, menzionare la cannabis in poesie, canzoni o scritti di qualsiasi tipo.

Riguardo a queste ultime attività, non si pongono problemi di sorta e, pertanto, i poeti della “Maria” possono stare tranquilli: la legge stessa [1] specifica che non sono considerate propaganda le opere dell’ingegno non destinate alla pubblicità, tutelate dal diritto d’autore: tra esse, appunto, i testi delle canzoni, i dipinti, ecc.

Questione diversa sembra essere il commercio di gadget raffiguranti la foglia di marijuana. In questo caso, si dovrebbe porre molta attenzione all’uso del simbolo. Quando, infatti, lo stesso viene impiegato come semplice richiamo grafico e suggestivo sembra che non vi siano i presupposti per configurare l’illecito ipotizzato. Diverso discorso, invece, se l’intento è quello di presupporre una forma di pubblicità indiretta.

La legge in questione punisce [3] l’istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti; tuttavia, è necessario valutare caso per caso. Infatti, perché vi sia il reato è necessario che la condotta dell’agente (in rapporto al contesto in cui si svolge e al contenuto delle espressioni — anche simboliche — utilizzate) sia idonea concretamente a conseguire l’effetto di indurre i destinatari delle esortazioni all’uso delle sostanze stupefacenti [4]. Insomma, sarà il giudice a valutare se l’uso del logo con la foglia di marijuana sia tale da determinare o meno una istigazione all’uso delle sostanze stupefacenti.


note

[1] Art. 84 del Dpr 9 ottobre 1990, n. 390.

[2] Tabelle previste dall’articolo 14 del citato Dpr

[3] Art. 82 del Dpr 9 ottobre 1990, n. 390.

[4] Cass. sent. n. n. 16041/2001.

Autore immagine: 123rf.com


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