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Furto di identità: cos’è e come difendersi

23 luglio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 luglio 2013



 Se ricevi una chiamata dalla tua banca o qualsiasi altra organizzazione, fornisci i tuoi dati personali solo se ti forniscono il loro nome e il numero di un contatto; verifica i dati dell’organizzazione in questione prima di richiamare. Mai fare affidamento su un numero fornito in una e-mail o fare clic sul link fornito; attenzione al furto del portafoglio, nonché a ciò che di personale si getta nell’immondizia.

 

Il furto di identità consiste nell’ottenere indebitamente le informazioni personali di un soggetto al fine di sostituirsi in tutto o in parte allo stesso e compiere azioni illecite in suo nome o ottenere credito tramite false credenziali.

I dati necessari per attuare la frode sono:

– Nome, cognome, indirizzo

– Il codice fiscale

– Il numero di telefono di casa

– Luogo e data di nascita

– Numero della carta di credito

– Gli estremi del conto corrente

– Altre informazioni quali: nomi dei genitori, luogo di lavoro, nome dei figli, del cane, ecc.

Il furto di identità può colpirci come privati cittadini. Ma anche le aziende e le altre organizzazioni possono facilmente diventarne vittima, mediante accesso da parte dei criminali ai pubblici registri, cambiando il nome dei titolari dell’azienda ed i loro indirizzi, in modo da effettuare acquisti di beni e servizi a nome dell’azienda, richiedere forniture o finanziamenti senza adempiere ai dovuti pagamenti, screditando il buon nome dell’azienda stessa.

Il furto d’identità avviene con diverse modalità:

– Rovistando nell’immondizia: ogni giorno vecchie bollette del gas, della luce o del telefono, estratti conto, lettere personali e/o le buste in cui sono contenute, vengono gettate nell’immondizia, fornendo numerose informazioni preziose sudi noi;

– In occasione del cambiamento di indirizzo: i truffatori possono ricevere un’ingente quantità di informazioni sul nostro conto se, a seguito di un trasferimento di residenza, ci si dimentica di comunicare la variazione dell’indirizzo alle Poste Italiane, alla Banca e a tutte le altre organizzazioni con cui si è in contatto;

– Mediante contatti indesiderati: spesso i truffatori si dichiarano incaricati di una banca e ci chiedono di aggiornare i nostri dati personali. Accade la stessa cosa con coloro che si presentano come ricercatori di mercato e ci richiedono informazioni personali;

 

– In conseguenza del furto o smarrimento del portafoglio: i portafogli contengono bancomat, carte di redito, documenti di identità e tessere di iscrizione a determinate associazioni;

– Rubando l’identità di un deceduto: talvolta il furto di identità avviene con riguardo ai dati personali di persone decedute, ottenendo informazioni sulla loro età, data di nascita ed indirizzo attraverso necrologi e pubblicazioni funebri;

– Tramite questionari: se sono molto lunghi, il compilatore non si accorge che sta fornendo ad estranei delle informazioni private;

– Tramite “phishing”: ci vengono inviate delle e-mail molto simili ai messaggi della nostra banca o del nostro provider di telecomunicazioni. Queste mail hanno lo scopo di convincerci a comunicare ai truffatori i nostri dati personali e bancari. Le mail contengono infatti dei link che permettono l’accesso ad un sito appositamente creato dai truffatori, simile a quello della nostra banca/finanziaria, nel quale siamo invitati ad inserire i nostri dati;

– Tramite finte offerte di lavoro inviate in genere ai siti per la ricerca del lavoro. Il truffatore potrebbe utilizzare o vendere i nostri dati personali forniti nella domanda di lavoro;

– Rubando i dati dalle fotocopie dei documenti di identità (o di altro genere), che spesso vengono richiesti e che non si dovrebbero mai rilasciare (es: negli hotel è sufficiente dare i riferimenti del documento);

– Tramite “skimming”: utilizzando una speciale apparecchiatura elettronica – lo skimmer -, vengono intercettati e rubati i dati della carta di credito o del bancomat al momento del loro utilizzo.

 

Come proteggersi

È facile divulgare inconsapevolmente i nostri dati, ma altrettanto facile è evitare rischi, seguendo alcune semplici regole:

– Non inviare mai denaro o dati personali a soggetti che non conosciamo e di cui non ci fidiamo;

– Se riceviamo una telefonata dalla banca o da qualsiasi altra organizzazione, non fornire dettagli personali: chiedere il nome e il numero telefonico del chiamante e fare verifiche presso l’ente in questione prima di richiamare;

– Non rispondere mai ad un numero fornito via mail oppure attraverso un link allegato;

– In caso dell’arrivo di una richiesta, da parte di un amico o un parente, che afferma di essere rimasto bloccato in vacanza, con una richiesta di invio di denaro, contattare la persona per telefono o per altri mezzi per verificare che la richiesta è legittima, prima di inviare denaro o di fornire dati personali;

– Eseguire controlli periodici sulla nostra carta di credito e/o sui movimenti bancari in modo da individuare eventuali operazioni sospette;

– Passare nel tritacarte tutti i documenti contenenti informazioni personali oppure renderli illeggibili prima di buttarli nell’immondizia.

 

Cosa fare se si scopre di essere vittime di un furto d’identità

Immediatamente dopo aver subito un furto o uno scippo, è fondamentale denunciare l’accaduto al Pronto Intervento (112 per i Carabinieri, 113 per la Polizia di Stato), recandosi poi negli uffici dell’Autorità di Polizia Giudiziaria per presentare la denuncia, fornendo gli estremi dei documenti che sono stati sottratti.

Se si sospetta che qualcuno abbia utilizzato il nostro nome o quello dell’azienda, o altre informazioni per effettuare un acquisto o chiedere un prestito, sarà invece necessario contattare la banca per segnalare l’accaduto e valutare se è necessario bloccare tutte le carte di credito;

In caso di sospetto o effettivo furto di identità può infine essere utile rivolgersi alle associazioni difesa consumatori per ottenere consigli e consulenza su come agire per risolvere il problema, nonché per ottenere l’eventuale necessaria tutela legale.

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