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Congedo straordinario per assistere il disabile: anche a parenti e affini entro il terzo grado

23 luglio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 luglio 2013



Per la Corte Costituzionale parenti e affini entro il terzo grado possono assentarsi dal lavoro per assistere il familiare disabile.

Finalmente, anche i parenti o affini entro il terzo grado potranno fruire del congedo straordinario per assistere il familiare disabile, purché siano conviventi. È dovuta intervenire, l’altro giorno, una importante sentenza della Corte Costituzionale [1] per ripristinare il principio di uguaglianza. La Corte ha dichiarato illegittima la disposizione normativa [2] che limita il congedo straordinario ai genitori e, in caso di loro scomparsa, a uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con il disabile.

Secondo i giudici questo limite soggettivo comporta il rischio, nel caso di assenza di parenti più stretti, che il disabile rimanga privo di cura e assistenza. È pertanto indispensabile estendere il congedo straordinario anche agli altri parenti e affini entro il terzo grado. Si pensi ai lavoratori che siano coniugi, figli o nipoti di soggetti portatori di handicap e pertanto bisognosi di assistenza.

L’unica condizione è che il parente lavoratore che chiede il congedo conviva con il disabile.

La vicenda portata dinanzi alla Consulta riguardava un dipendente statale che aveva chiesto di assentarsi dal servizio per poter assistere uno zio malato al quale era molto affezionato in quanto era stato suo tutore.

note

 

[1] C. Cost. sent. n. 203/2013.

[2] Art. 142, c. 5, D.Lgs. 151/2001.


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