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Come fare per digerire

13 Dicembre 2019 | Autore: Roberta Jerace
Come fare per digerire

Come funziona la digestione; consigli alimentari per chi ha problemi di digestione; rimedi naturali per digerire; stile di vita per digerire bene; ritirati farmaci a base di ranitidina.

Con la parola dispepsia si intendono tutti i problemi che riguardano la digestione e che con molta probabilità ti sarà capitato di sperimentare. Nausea, pesantezza allo stomaco, digestione lenta e aerofagia sono solo alcuni dei sintomi che possono essere provocati dai disordini digestivi; se ti stai chiedendo come eliminare queste spiacevoli sensazioni e come fare per digerire, potrai trovare dei suggerimenti utili nei paragrafi che seguono.

Capire come funziona la digestione è un primo passo per mettere in pratica tutte quelle strategie che possono aiutare questo processo fisiologico del nostro corpo. Se poi non esistono delle vere e proprie patologie di natura medica, allora una buona digestione dipende da uno stile di vita sano e da un’alimentazione corretta. Per aiutare la digestione, anche molti rimedi naturali possono essere utili e hanno il vantaggio di poter essere utilizzati anche in concomitanza con le cure farmacologiche. A tal proposito, tra i medicinali prescritti per i disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale vi sono quelli a base di ranitidina che come potrai leggere è stata ritirata dal commercio dall’Agenzia italiana del farmaco.

Come funziona la digestione

Conoscere il funzionamento della digestione può esserti utile a comprendere i problemi che puoi riscontrare proprio durante le ore che seguono i pasti. La digestione è un processo fisiologico che parte dalla bocca, procede nello stomaco e si conclude nella prima parte dell’intestino; consiste nelle trasformazioni fisiche e chimiche alle quali sono sottoposti gli alimenti e il cui risultato è l’assimilazione dei nutrienti da parte dell’organismo.

Gli organi interessati dalla digestione sono molti e connessi tra loro: il cibo entra dalla bocca e prosegue verso esofago, stomaco, intestino tenue e intestino crasso per poi essere espulso; fegato, pancreas e colecisti assistono il processo digestivo e immettono succhi necessari alla digestione; la flora intestinale, costituita dai batteri presenti nell’apparato gastrointestinale, contribuisce al processo digestivo; infine, anche il sistema cardiocircolatorio e quello nervoso hanno un ruolo in questa attività particolarmente complessa.

Affinché il cibo possa essere utilizzato dal corpo, dev’essere scomposto dal processo digestivo in elementi più piccoli come vitamine, grassi, proteine e zuccheri, che così possono essere trasportati dal sangue per raggiungere gli organi dove verranno utilizzati come energia, per la crescita, per la riparazione cellulare e in generale per il funzionamento dell’organismo.

Con il termine dispepsia si intendono tutte le alterazioni della funzione digestiva che includono sintomi come: bruciore, dolore, fastidio allo stomaco, senso di pesantezza, sensazione di eccessiva sazietà, nausea, flatulenza, eruttazione, rigurgiti acidi ecc.. Questi sintomi possono derivare da patologie vere e proprie come allergie o intolleranze alimentari (celiachia; intolleranza al lattosio), esofagite da reflusso, ulcere, calcoli biliari, infezioni intestinali e altre malattie, in questi casi è necessario consultare il proprio medico curante e svolgere le indagini del caso per escludere eventuali origini più serie.

Consigli alimentari per chi ha problemi di digestione

Sono molte le cause mediche che possono essere alla base della dispepsia, ma questa può anche essere semplicemente legata a un errato stile di vita o a cattive abitudini alimentari ripetute nel tempo. In questa eventualità, alcuni suggerimenti alimentari possono essere non solo utili ma anche decisivi per godere di una buona digestione.

Frutta e verdura sono tra gli alimenti da preferire per favorire la digestione poiché le fibre contenute in questi alimenti favoriscono lo svuotamento gastrico. Consuma finocchi crudi, sedano o qualche fettina di zenzero fresco a fine pasto per aiutare la produzione di enzimi digestivi. Concediti qualche fettina di pompelmo durante la giornata, oppure mastica qualche foglia di menta per sfruttarne l’azione carminativa.

Evita cibi troppo speziati e piccanti, ma consuma con tranquillità cumino, coriandolo e cardamomo che sono utili in caso di gonfiore intestinale; e aggiungi foglie di alloro alla cottura dei legumi per evitare i problemi di aerofagia e meteorismo.

Per quanto riguarda le proteine, preferisci quelle della carne bianca, del pesce magro e dei formaggi freschi e magri; invece, evita le proteine degli alimenti grassi come quelle delle carni rosse, degli insaccati, dei formaggi grassi, del burro, dei pesci grassi o delle uova perché sono spesso causa di appesantimento della digestione e rallentamento dello svuotamento gastrico.

Per quanto riguarda le bevande, consuma con moderazione o evita gli alcolici che aumentano i livelli di acidità gastrica; consuma con parsimonia le bevande gassate che in alcuni casi possono aiutare la digestione, ma solo se il tuo problema non è accompagnato da aerofagia.

Attenzione anche al consumo di acqua durante i pasti poiché se eccessivo porterebbe all’eccessiva diluizione dei succhi gastrici e quindi a un rallentamento dei tempi di digestione; ricorda di consumare almeno un litro e mezzo di acqua al giorno ma preferibilmente tra un pasto e l’altro.

Rimedi naturali per digerire

La natura può venirti in soccorso nel trattamento dei problemi digestivi, prova una o più di queste soluzioni al bisogno o come coadiuvante delle cure farmacologiche:

  • prepara un ratafià di angelica come segue: macera 15 grammi di fusti freschi di angelica con 15 grammi di mandorle amare schiacciate, in un litro di acquavite per circa cinque giorni, filtra, aggiungi 500 grammi di sciroppo di glucosio, filtra nuovamente e conserva in luogo asciutto e in un flacone ben chiuso; consuma 1 bicchierino di liquore dopo i pasti;
  • realizza una tintura di genziana maggiore lasciando macerare 6 grammi di radici, tagliate ed essiccate, in 60 grammi di alcool a 60° per circa sei giorni, al termine di questo periodo filtra e conserva in un flacone ben chiuso; dopo i pasti metti venti gocce di tintura in un bicchiere di acqua zuccherata e sorseggia il preparato lentamente;
  • un infuso digestivo dalla sicura efficacia è quello da realizzare con una bustina di camomilla in fiori, una bustina di finocchio selvatico e due foglie di alloro; immergi in acqua bollente per circa 8 minuti e consuma una tazza dell’infuso di camomilla, finocchio e alloro un’ora dopo la cena; oltre che dell’effetto digestivo gioverai di quello rilassante e potrai dormire più serenamente;
  • prepara un decotto di bucce d’arancia e mela come segue: metti circa 250 grammi di acqua a bollire con un cucchiaino di buccia d’arancia tritata e un cucchiaino di buccia di mela anch’essa tritata, lascia bollire per circa 10 minuti, filtra e bevi dopo i pasti; stai attento/a però, poiché per ottenere il beneficio dovrai utilizzare frutti di provenienza biologica;
  • prima dei due pasti principali puoi assumere anche per lunghi periodi una tazza di infuso di cardo santo; potrai prepararlo semplicemente lasciando circa 40 grammi di sommità fiorite di cardo in un litro di acqua bollente per circa dieci minuti e consumare con un cucchiaino di miele;
  • se non hai il necessario per i rimedi erboristici sopra elencati, certamente avrai in casa del bicarbonato di sodio e un limone, non temere poiché questi due semplici ingredienti rappresentano la base di ogni buon rimedio della nonna per digerire; in un bicchiere d’acqua metti due cucchiai di succo di limone e una punta di cucchiaino di bicarbonato, mescola bene e bevi immediatamente per provare immediato sollievo dai bruciori di stomaco.

Stile di vita per digerire bene

Alcuni consigli per digerire bene:

  • evita i pasti troppo abbondanti, perché i tempi di digestione aumentano sensibilmente e possono permanere nel tratto gastrointestinale per un tempo molto lungo, determinando quella che comunemente viene identificata come indigestione;
  • non consumare cibi grassi o cucinati con metodi di cottura grassi come la frittura, poiché i tempi di digestione sono tanto più lunghi quanto sono ricchi di grassi i pasti e possono richiedere fino a 5 o 6 ore per essere digeriti; preferisci invece la cottura al vapore, la bollitura o altri metodi semplici di cottura;
  • mastica lentamente e fai piccoli bocconi in modo da permettere agli enzimi salivari di compiere già la prima digestione proprio all’interno della bocca e ricorda che il pasto dovrebbe durare almeno 20 minuti;
  • dopo il pasto non fare il pisolino, poiché la posizione supina rallenta la digestione; inoltre, devi prestare attenzione a questa richiesta di riposo dell’organismo perché quando avviene di solito è sintomatica del fatto che hai consumato un pasto troppo abbondante;
  • dopo il pasto non praticare sport, ma neppure studio o lavoro intensi poiché tutti questi sforzi rappresentano dei fattori di stress per l’organismo che possono rallentare il processo digestivo e persino bloccarlo;
  • fai una passeggiata dopo i pasti principali; sembra, infatti, che il movimento moderato di una passeggiata sia in grado di aiutare la muscolatura dello stomaco a distendersi e in tal modo a favorire lo svuotamento gastrico;
  • non saltare i pasti; al contrario consuma 5 pasti al giorno (3 principali e 2 spuntini a metà mattinata e a metà pomeriggio) di dimensioni moderate, inoltre, cerca di mangiare sempre agli stessi orari e distanziare i pasti l’uno dall’altro di almeno tre o quattro ore;
  • non fumare, perché la nicotina aumenta l’acidità all’interno dello stomaco;
  • valuta con il tuo medico curante se assumere farmaci per aiutare la digestione, tra questi potrai utilizzare inibitori della pompa protonica (Lansox, Esopral, Omeoprazolo, Antra, Peptazol), procinetici (Motilium, Levopraid, Peridon, Bepanten) o antiacidi (Maalox, Riopan, Gaviscon, Alka-seltzer, Biochetasi) che possono essere acquistati anche senza prescrizione.

Ritirati farmaci a base di ranitidina

farmaci a base di ranitidina sono stati ritirati dal commercio e dalla vendita dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) a causa dell’impurezza Ndma (classe delle nitrosammine) presente all’interno di alcuni lotti. Questa sostanza è classificata come “probabilmente cancerogena per l’uomo”, per tale motivo, precisa il presidente dello Sportello dei diritti Giovanni D’agata, l’Aifa è intervenuta con il ritiro a seguito della comunicazione da parte delle stesse case farmaceutiche della presenza dell’impurezza nei medicinali a base di ranitidina, usati per il trattamento di bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo e altre condizioni associate all’ipersecrezione acida.

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Di Roberta Jerace


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