Problemi alla prostata: tutto ciò che ancora non sai

28 Novembre 2019
Problemi alla prostata: tutto ciò che ancora non sai

Anche quando non c’è un tumore, molti uomini non sanno riconoscere i problemi alla prostata, come l’ipertrofia. I medici e anche le partner possono aiutarli. 

Un evento a Napoli, il convegno Movember, organizzato dalla Società italiana di urologia, si è aperto oggi per concludere “il mese con i baffi” dedicato alla salute maschile. L’argomento trattato è uno dei più importanti per gli uomini ma anche uno dei più trascurati: la prostata.

L’agenzia Adnkronos Salute ci ha fornito il resoconto del convegno; ecco cosa è emerso e come può essere utile conoscere cosa suggeriscono i medici anche quando la prostata sembra sana e non dà problemi mentre in realtà possono esserci ed occorre innanzitutto la prevenzione.

Innanzitutto manca la conoscenza del fenomeno: emerge che su tremila uomini europei, over 50, presi a campione, solo un quarto sa individuare e spiegare la funzione della prostata. Soltanto il 38% di loro sa cosa sia l’ipertrofia prostatica benigna, una patologia che invece riguarda praticamente tutti i maschi dai 50 anni in poi. Dunque due uomini su tre non sanno di averla.

“Nella nostra pratica clinica quotidiana – racconta Walter Artibani, segretario generale Siu (Società italiana di urologia), responsabile dell’evento con Vincenzo Mirone, professore ordinario di Urologia all’Università ‘Federico II’ di Napoli – anche noi urologi italiani ci troviamo spesso a dover fornire al paziente ragguagli anatomici sull’esatta posizione della ghiandola prostatica e a dover spiegare che certi cambiamenti sono avvisaglie di una ben precisa patologia (l’ipertrofia prostatica) e non soltanto cambiamenti dovuti all’età, e che il tumore che colpisce la prostata va individuato precocemente con esami specifici e visita annuale perché solo cosi si può intervenire e curare”.

“Anche gli uomini che cercano risposte sul web e sui social, spesso facendosi ingannare, prima di chiedere al proprio medico – sottolinea – sono molti, e sono un problema comune in Europa e nel mondo. A favore dell’Italia credo ci sia il maggiore confronto con le partner: solo il 13% degli ‘stranieri’ intervistati dice che ne parlerebbe con la compagna, mentre in Italia spesso sono proprio le donne a spingere il proprio compagno a riferire al medico curante o allo specialista sospetti o timori. Quello che conta, alla fine, è che dai 40 anni in poi gli uomini si mettano d’impegno e si organizzino per farsi visitare dallo specialista ed eseguano costantemente gli esami necessari per prevenire ogni rischio di tumore e di malattie della prostata”, raccomandano i due esperti.

Come per la prostata in generale, i maschi italiani conoscono poco o affatto anche il tumore, che in Italia colpisce tra i 12 e i 15mila uomini all’anno e costituisce il 20% circa di tutti i tumori di nuova diagnosi.

Secondo una recente indagine Doxa Pharma, nel 31% dei casi questa neoplasia è ritenuta fra le meno pericolose per la propria salute rispetto ad altre (ad esempio pancreas, 47%, o polmone, 28%). “Una disinformazione – commenta Artibani – che ricade pesantemente sulla prevenzione, che invece è la prima via di cura contro la malattia. La buona notizia è che, grazie ai progressi della ricerca, anche per questa patologia abbiamo nuove prospettive in termini di terapie che hanno dimostrato di stabilizzare la malattia a lungo termine, ‘chemio free’, indicate anche in pazienti con una diagnosi di tumore aggressivo, metastatico già alla diagnosi”.

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Immagine: 123rf.com


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