Quando il sesso fa male: quello che ancora c’è da sapere

29 Novembre 2019
Quando il sesso fa male: quello che ancora c’è da sapere
Uno spot in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids mette in guardia i più giovani sulle altre malattie sessualmente trasmissibili.
“Le infezioni sessualmente trasmesse sono più diffuse di quanto pensi. Proteggi te stesso e gli altri. Usa il preservativo. Se hai dubbi o domande chiedi al tuo medico o chiama il telefono verde Aids-Ist dell’Istituto Superiore di Sanità, 800861061“. È il messaggio del nuovo spot contro le infezioni sessualmente trasmissibili, messo in campo dalla Federazione nazionale dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), attraverso il suo sito, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, che si celebra il 1° dicembre.
Una tavola imbandita, dolci, fiori, palloncini e ghirlande a forma di cuore: sembra tutto pronto per un appuntamento romantico. Ma la scena cambia, mentre la musica si fa inquietante. Si inseriscono elementi distonici: una goccia di sangue bagna i petali, i dolci rivelano in trasparenza scheletri e mostri, i palloncini scoppiano, le ghirlande si incendiano. Lo spot gioca la carta dell’evocazione per evocare ombre su un momento di intimità vissuto senza precauzioni.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore della Sanità, ed elaborati dal Centro operativo Aids-Dipartimento malattie infettive, le infezioni sessualmente trasmissibili sono in incremento in tutto il mondo, con 357 milioni di nuovi casi in un anno riguardanti quattro infezioni batteriche: Clamidia, Gonorrea, Sifilide, Trichomonas vaginalis – spiega Giovanni Leoni, vicepresidente Fnomceo e responsabile del progetto, che comprende anche un volantino e una app prodotti in collaborazione con il ministero della Salute – E sono soprattutto i giovani e i giovanissimi ad essere colpiti, spesso senza esserne neppure coscienti, tanto che è poi un medico di altra disciplina, come ad esempio un chirurgo, a diagnosticarla, anche dopo anni”.
“Il target scelto è proprio quello degli adolescenti e preadolescenti, che si apprestano a vivere le prime esperienze – continua Cosimo Nume, coordinatore Area strategica comunicazione Fnomceo – per questo, dopo un ampio studio che ha coinvolto, tramite un sondaggio su diverse versioni dello spot, anche studenti di alcuni istituti scolastici, si è arrivati al risultato. Lo spot cerca di veicolare, attraverso effetti speciali ‘da cinema’ o ‘da videogioco’, le fonti di informazione cui affidarsi: il medico o gli esperti del telefono verde dell’Iss”. Firmato dal regista Stephen Natanson, lo spot sarà veicolato attraverso i social di Dottoremaveroche: Facebook Youtube e, prossimamente, Instagram, conclude Alessandro Conte, che del progetto Dottoremaveroche è il coordinatore.

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