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Dichiarazione reddituale all’Inps lavoratori autonomi

13 Dicembre 2019 | Autore:
Dichiarazione reddituale all’Inps lavoratori autonomi

Dichiarazione Red semplificata all’Inps per i pensionati che svolgono attività di lavoro autonomo: chi è obbligato, come si compila, termini per l’invio.

L’Inps, con un nuovo messaggio [1], ha fornito importanti chiarimenti sulla dichiarazione reddituale alla quale sono obbligati i pensionati che hanno prodotto redditi di lavoro autonomo.

L’istituto ha, innanzitutto, spiegato che non tutti i pensionati sono obbligati all’invio della dichiarazione, ma soltanto coloro che percepiscono determinati trattamenti, parzialmente incumulabili con i redditi di lavoro autonomo.

Inoltre, la dichiarazione reddituale all’Inps lavoratori autonomi non deve essere inviata dai pensionati soggetti ai limiti di cumulo col reddito che hanno già integralmente dichiarato all’Agenzia delle Entrate (tramite modello 730 o Redditi) tutti i redditi rilevanti. In questi casi, l’Inps acquisisce le informazioni reddituali rilevanti direttamente dall’Agenzia delle Entrate o da altre banche dati delle pubbliche amministrazioni [2].

I contribuenti soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo sono tenuti a dichiarare, entro il 2 dicembre 2019, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2018, purché la decorrenza della pensione si collochi entro il 31 dicembre 2018.

Quali pensioni obbligano alla presentazione della dichiarazione reddituale per gli autonomi?

I titolari di pensione che producono redditi da lavoro autonomo sono tenuti a produrre all’Inps la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione Irpef per lo stesso anno [3].

In generale, sono obbligati alla dichiarazione reddituale tutti i titolari di prestazioni Inps collegate al reddito, come coloro che percepiscono la pensione d’invalidità, d’inabilità, di reversibilità, o che percepiscono integrazioni o maggiorazioni che dipendono dal reddito personale (ed eventualmente dal reddito del coniuge).

Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap), il divieto di cumulo pensione/redditi da lavoro opera per i trattamenti pensionistici di inabilità, come le pensioni privilegiate o derivanti da dispensa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro, o da inabilità alle mansioni.

Chi è escluso dall’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo?

Sono esclusi dall’obbligo di dichiarazione, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo:

  • i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
  • i titolari di pensione di vecchiaia: le pensioni di vecchiaia a carico delle gestioni amministrate dall’Inps sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione;
  • i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo, in quanto dal 1° gennaio 2009 questa pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro;
  • i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico delle gestioni amministrate dall’Inps;
  • i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico delle gestioni amministrate dall’Inps con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni; in merito all’assegno ordinario d’invalidità, però, è bene ricordare che al trattamento, nei casi di cumulo con i redditi da lavoro dipendente, autonomo o di impresa che superino 4 o 5 volte il trattamento minimo, si applicano rispettivamente le riduzioni del 25% o del 50%, anche nei casi di anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.

Il divieto di cumulo non opera nei confronti dei trattamenti privilegiati erogati agli appartenenti al comparto difesa e sicurezza che transitano all’impiego civile nella pubblica amministrazione, per inidoneità al servizio militare o d’istituto.

Quali redditi sono cumulabili con la pensione?

Risultano comunque non soggetti al divieto di cumulo col trattamento Inps i titolari di pensione di invalidità dalla cui attività, dipendente o autonoma, derivi un reddito complessivo annuo non superiore all’importo del trattamento minimo (per l’anno 2018, coloro che hanno conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a 6.596,46 euro).

Non sono, inoltre, assoggettati ai limiti di cumulo:

  • i redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private;
  • le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace;
  • le indennità e i gettoni di presenza percepiti dagli amministratori locali;
  • tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive;
  • le indennità percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni;
  • le indennità derivanti dalla funzione di giudice tributario;
  • le remunerazioni percepite dai sacerdoti.

Quali redditi vanno dichiarati?

Nella dichiarazione reddituale Inps, vanno dichiarati i redditi da lavoro autonomo al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali.

Il reddito d’impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito.

Come si presenta la dichiarazione reddituale?

L’obbligato, una volta autenticatosi con Pin dispositivo sul sito dell’Inps, può accedere all’elenco “Tutti i servizi” e selezionare la voce “Dichiarazione Reddituale, Red Semplificato” (per la dichiarazione RED).

Nel successivo pannello, deve scegliere la Campagna di riferimento: 2019 (dichiarazione redditi per l’anno 2018).

In alternativa, può rendere la dichiarazione reddituale anche attraverso il call center Inps, raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile).

Che cosa succede se non si presenta la dichiarazione reddituale?

I pensionati che non producono la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo sono tenuti a versare all’Inps una somma pari all’importo annuo della pensione percepita, nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima.

Questa somma viene prelevata dall’Inps sulle rate di pensione dovute al trasgressore.

Dichiarazione reddituale a preventivo

Le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dall’Inps sulla base della dichiarazione dei redditi che il pensionato prevede di conseguire nel corso dell’anno.

Il pensionato deve dunque rilasciare all’Inps, con modello Red semplificato, un’apposita dichiarazione.

Le trattenute sono poi conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, che l’interessato dovrà rilasciare entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei redditi ai fini Irpef

Sono dunque tenuti a comunicare il reddito presunto, cioè il reddito che prevedono di conseguire nel corso dell’anno, i pensionati che svolgono attività di lavoro autonomo, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione. Questi redditi sono poi conguagliati con la successiva dichiarazione reddituale a consuntivo.

Sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a consuntivo anche i pensionati per i quali la situazione reddituale dichiarata a preventivo non abbia avuto variazioni.

Sono ugualmente tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a preventivo anche i pensionati per i quali la situazione dell’anno in corso non è variata rispetto a quella dichiarata a consuntivo per l’anno precedente.

Come si compila la dichiarazione reddituale?

I redditi posseduti dal solo soggetto titolare non devono essere indicati come singolo importo unico ma, per ogni tipologia di reddito, devono essere indicati i periodi di lavoro effettuato (massimo sei periodi nell’anno con i relativi sei importi, per ogni tipologia di reddito) come di seguito:

  • periodo da: indicare il mese di inizio del periodo di lavoro, nel formato mm;
  • periodo a: indicare il mese di fine del periodo di lavoro, nel formato mm;
  • importo: indicare il reddito posseduto nel periodo di riferimento.

All’interno di queste tipologie di reddito, i periodi vanno indicati in ordine cronologico, senza sovrapposizione fra i periodi.

Per assenza di redditi, vanno indicati i seguenti valori per ogni tipologia di reddito richiesta:

  • periodo da: ‘01’;
  • periodo a: ‘12’;
  • importo: 0.

note

[1] Inps messaggio 4430/2019.

[2] Inps circolare 195/2015.

[3] Art.10 co.4 Dlgs. 503/1992.

[4] Art.10 co.2 Dlgs. 503/1992.


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