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Lo sai che? Elettrosmog e principio di precauzione: per il Tar Sicilia “la salute prima di tutto”

Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2013

Nel conflitto tra amministrazioni dello Stato sull’installazione di un’assai discussa struttura militare in un Comune siciliano, il Tribunale Amministrativo Regionale afferma la superiorità del principio di precauzione e di tutela della salute pubblica su ogni altro interesse in gioco.

È di pochi giorni fa un’importante pronuncia dell’Organo di giustizia amministrativa della Regione Sicilia, resa nella vicenda dell’installazione nel territorio di Niscemi (CL) del sistema di comunicazione satellitare della marina militare USA denominato Muos.

In un aspro conflitto istituzionale, il Ministero della difesa aveva impugnato innanzi al Tar siciliano, chiedendone l’annullamento, il provvedimento con cui la Regione Sicilia aveva revocato l’autorizzazione, fornita in precedenza, ai lavori di realizzazione del sistema d’arma su citato.

I Giudici amministrativi dell’Isola hanno respinto l’istanza di sospensione in via “cautelare”, ossia provvisoria, del provvedimento impugnato sempre avanzata dal Ministero sulla base di una motivazione di estrema rilevanza: la priorità e l’assoluta prevalenza, in questo tipo di questioni, del principio di precauzione nonché dell’indispensabile presidio del diritto alla salute delle comunità coinvolte (nel caso di specie, quella del Comune di Niscemi).

Il Tar richiama, a sostegno di queste affermazioni, una norma contenuta nel nostro Codice dell’ambiente [1], a sua volta ripresa dalla fondamentale normativa europea in materia di diritto dell’ambiente [2], per il quale la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati mediante un’adeguata azione ispirata, tra gli altri, anzitutto al principio della precauzione.

Questo principio, nato, per l’appunto, in ambito europeo in materia di difesa dell’ambiente, si è poi esteso ad altri contesti, tra cui, in primis, quello della tutela della salute pubblica da possibili rischi di natura massiva.

Esso consiste nell’obbligo, che hanno tutti i soggetti pubblici e\o privati che si trovino a dover gestire una situazione di rischio per l’ambiente o per la salute pubblica di adottare il comportamento che abbatta al massimo il pericolo stesso, a partire dalla rimozione della fonte di rischio o, comunque, dalla non esposizione delle matrici ambientali (aria, acqua, suolo e sottosuolo) e\o delle persone alla fonte medesima.

Ciò deve avvenire (è questo il cuore del principio di precauzione) anche quando nella comunità scientifica non vi sia certezza o uniformità di vedute in ordine all’effettiva natura ed entità del rischio.

Un grande medico e uomo di scienza del secolo scorso, Giulio Antonio Maccacaro, sintetizzava questo principio nell’icastica locuzione: “Trasferire l’onere della prova dalle persone alle cose”, con ciò intendendo che non dovessero essere le comunità che temevano ragionevolmente che dall’esposizione di se stesse e\o del loro territorio ad una data fonte di rischio potessero derivare danni per la loro salute o per l’ambiente in cui vivevano a dover provare scientificamente l’effettività e l’intensità del pericolo. Dovevano, invece, essere, secondo la teoria di Maccacaro, i produttori o i gestori della potenziale fonte di rischio a dover provare scientificamente l’innocuità della stessa e, pertanto, l’infondatezza dei timori delle collettività esposte.

Questa impostazione è proprio quella che ha sancito il Tar Sicilia nel provvedimento da cui si è partiti in queste note, nel quale si legge che la tutela del diritto alla salute della popolazione di Niscemi non è assoggettabile a misure in grado di comprometterla seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS.

Quello che rende, però, questo esemplare principio di diritto affermato dal Tar Sicilia ancora più significativo è la sua potenziale estendibilità ad una gamma enorme di contesti, anche rimanendo allo stretto ambito del rapporto tra onde elettromagnetiche e salute umana: dai radar militari agli elettrodotti, dagli impianti di radiodiffusione agli stessi telefoni cellulari.

È un rapporto sul quale sia la scienza che le istituzioni rappresentative e di governo, ognuno per quanto di propria competenza, devono, senza ulteriori dilazioni, intensificare al massimo gli sforzi per fornire ai cittadini risposte quanto più affidabili possibile.

Ne va della salute pubblica, ossia di tutti noi.

Anche per questo, nel frattempo, la stella polare, come insegna il Tar Sicilia, non potrà che essere il principio di precauzione.

Di STEFANO PALMISANO

note

[1] Art. 3. ter, D. Lvo 152\2006.

[2] Art. 191, Trattato di Lisbona.


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