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Come sapere se una persona è nullatenente

1 Dicembre 2019
Come sapere se una persona è nullatenente

Fare indagini sul conto di una persona richiede pazienza: quando manca l’investigatore privato puoi accedere a una serie di registri che ti diranno quali beni ha intestati.

«Nullatenenti si diventa, non si nasce». Tutti, al primo vagito, abbiamo qualcosa di cui disporre: la copertura dei nostri genitori. Madre e padre, infatti, sono responsabili dei debiti che contraggono i propri figli. Da 18 anni in poi, però, inizia un lungo periodo di nullatenenza che, per i più fortunati, finisce con il primo lavoro o, per i più sfortunati, con il lascito ereditario di un familiare.

Il più delle volte, quando un cliente si rivolge all’avvocato per fare causa al proprio nemico, gli chiede di verificare se questi ha “qualcosa intestato”: case, conti correnti, auto o qualsiasi altro bene su cui rivalersi alla fine del processo. 

Per scoprire se una persona ha immobili di proprietà, basta fare una visura ai registri immobiliari. Per i conti correnti, basta avere in mano una condanna giudiziale per consultare il Registro nazionale dei rapporti finanziari (ove sono indicati tutti i contratti con le banche e le Poste). Per i crediti di lavoro o di pensione c’è l’Anagrafe tributaria, l’archivio dell’Agenzia delle Entrate a cui possono affacciarsi anche i privati, con l’autorizzazione del presidente del tribunale, prima di un pignoramento.

Ma come sapere se una persona è nullatenente? Esiste un modo per scoprire in anticipo se un tale è povero in canna? Cerchiamo di fare chiarezza.

C’è nullatenente e nullatenente 

Sono sicuro che saprai già riconoscere, a prima vista, un nullatenente vero da uno falso. Il primo vive sotto i ponti, chiede l’elemosina per strada oppure è ospite a casa dei figli e non ha neanche la pensione. Il secondo gira probabilmente in Bmw, gestisce una società con un conto in rosso e un’apertura di credito, ha intestato tutti i propri beni ai figli (l’auto, il conto personale, i titoli), ha firmato una separazione consensuale con la moglie a cui ha lasciato la casa. Magari ha rilasciato delle cambiali a un amico affinché questi simulasse l’iscrizione di un’ipoteca sugli altri immobili. 

Dinanzi a una situazione del genere, se non c’è la possibilità di denunciare per truffa il falso nullatenente (come nel caso di chi contrae un finanziamento già sapendo che sta per essere licenziato), l’unica speranza che hai per sperare di pignorargli qualcosa è fare una ricerca degli ultimi atti di cessione da questi compiuti: se non sono trascorsi più di 5 anni, puoi agire con la cosiddetta azione revocatoria. In pratica, puoi far dichiarare inefficaci le vendite, le donazioni, le false separazioni dei beni o lo stesso divorzio se riesci a dimostrare, con un buon avvocato, l’intento fraudolento.  

È chiaro, però, che a nessuno piace avviare cause su cause, pignoramenti e cacce al tesoro dei beni da aggredire. Ecco perché, prima di fare affari con qualcuno, è sempre bene chiedersi cos’ha questo da perdere. Ossia: come scoprire se una persona è nullatenente? 

I registri che schedano i pignorati e i falliti

Posso già dirti che non esistono registri che schedano i poveri. Gli unici esistenti sono in possesso delle banche: sono gli elenchi dei cattivi pagatori detenuti dalla Centrale Rischi della Banca d’Italia, che ti dice se una persona non paga i finanziamenti, gli assegni, le rate del mutuo. 

Potresti fare una ricerca in tribunale per verificare se questa persona è fallita: alla sezione fallimentare esiste, infatti, un registro che indica quali sono le procedure concorsuali aperte.

Potresti, allo stesso modo, chiedere a un avvocato di fare un giro nella cancelleria delle esecuzioni mobiliari o dei pignoramenti presso terzi per vedere se il signore in questione ha il conto corrente o lo stipendio pignorato.

Come sapere se il nullatenente ha donato le proprietà immobiliari

Potresti, molto più facilmente, recarti all’ufficio dei registri immobiliari, presso l’Agenzia delle Entrate, e fare una visura ipocatastale a nome del presunto nullatenente per verificare se questi ha immobili di proprietà e se, in caso affermativo, questi risultano già pignorati o ipotecati. Ma non solo. Richiedendo una visura storica, puoi anche scoprire se tali beni sono stati, negli anni passati, ceduti a terzi (donati o venduti) in modo da subodorare il tentativo di fregatura ed, eventualmente – se non sono decorsi cinque anni – avviare l’azione revocatoria per recuperare gli immobili ceduti.

Come conoscere eventuali redditi e patrimoni nascosti

Un ulteriore modo per scoprire se una persona è nullatenente è la cosiddetta ricerca telematica dei beni. Puoi cioè consultare i due fenomenali registri usati dall’Agenzia delle Entrate, nel contrasto all’evasione, per scoprire le ricchezze finanziarie e patrimoniali dei contribuenti italiani. Parliamo dell’Anagrafe tributaria e dell’Anagrafe dei conti correnti. La prima ti rivela i rapporti di lavoro, i redditi da pensione, i canoni di affitto, le rendite, ecc. percepiti dal tuo debitore. La seconda ti indica, invece, i rapporti di conto corrente, libretti di risparmio, deposito di titoli o obbligazioni detenuti presso intermediari finanziari (banche o Poste).

In entrambi i casi, però, per poter consultare tali database devi avere prima una sentenza, un decreto ingiuntivo, un assegno o una cambiale scaduti; dopodiché devi notificare l’atto di precetto (un invito a pagare entro 10 giorni) con l’ufficiale giudiziario; in ultimo devi chiedere l’autorizzazione all’accesso ai registri al presidente del tribunale. 

Come sapere se ci sono auto intestate

L’ultima ricerca è al Pra: lì, puoi scoprire se il signor X ha intestata un’auto.

Di più non puoi fare. Ma è già sufficiente per capire con chi hai a che fare. Una persona che fa una vita decorosa, ma non ha beni intestati ha sicuramente qualche scheletro nell’armadio.

Si può delegare un’agenzia investigativa

Se non te la senti di fare tutte queste verifiche, perché hai poco tempo o sei inesperto, o semplicemente sei stanco e non ti va di affaticarti in questioni di questo tipo, puoi delegare le ricerche a un’agenzia investigativa che svolgerà tutti questi compiti, e altri ancora, per tuo conto andando a verificare se la persona in questione ha beni intestati che non risultano a prima vista. 


2 Commenti

  1. Lo Stato mi ha chiesto indietro delle somme percepite illegittimamente. Non ho contestato e ora è arrivata la cartella esattoriale. Cosa possono farmi? Sono nullatenente

    1. Da quel che quest’ultimo riferisce, però, la sua situazione patrimoniale non è tale da poter procedere alla restituzione della somma richiesta.Difatti, il lettore afferma che:
      – è dipendente privato, quasi prossimo alla pensione;
      – è separato con due figli a cui destina buona parte del suo stipendio a titolo di mantenimento;
      – ha comprato casa con i soldi ottenuti precedentemente dal MEF e corrisponde euro 250,00 mensili a titolo di mutuo.

      Si ritiene, pertanto, che la sua situazione patrimoniale sia quella sopradescritta e quindi non possiede altri beni, come ad esempio depositi bancari. Si presume, altresì, sempre in base alla sua descrizione, che la casa acquistata dal lettore sia l’unico bene immobile di sua proprietà e che lo stesso abbia in tale abitazione la residenza.Per quanto riguarda la casa di proprietà del lettore, l’Ente riscossore non può procedere a pignoramento se:
      – il bene in questione è l’unico immobile di proprietà del lettore e non appartenente alle categorie catastali A/8 o A/9;
      – è adibito a civile abitazione;
      – la residenza del lettore è fissata in tale immobile.
      Potrà, invece, dato che il debito è superiore ad euro 20.000 iscrivere l’ipoteca sull’immobile del lettore a garanzia del credito vantato. Dunque, l’immobile, sempre se sono soddisfatti i requisiti di cui sopra, è al sicuro da un eventuale pignoramento.Per quanto riguarda lo stipendio da lavoratore dipendente, invece, Agenzia delle Entrate – Riscossione può procedere ad effettuare un pignoramento presso terzi. In ogni caso, anche in questa seconda ipotesi, occorre specificare che il c.d. pignoramento presso terzi, ovvero verso il datore di lavoro del lettore, non può essere incondizionato ma deve sottostare a determinati limiti, soprattutto quantitativi.In particolare, tenuto conto delle somme che il lettore già versa a titolo di mantenimento e a titolo di restituzione del mutuo, l’Ente riscossore potrà pignorare un quinto dello stipendio dello stesso.Anche in tale ipotesi, comunque, una parte dello stipendio risulta intoccabile da parte del soggetto pignorante nel limite dell’importo pari all’assegno sociale aumentato della metà, ovvero 448,07 euro + 224,03euro per un totale di 672,10 euro. Dunque sarà pignorabile solo la somma eccedente l’importo di Euro 672,10 e comunque nei limiti di un quinto dello stipendio.Per conoscere l’importo pignorabile occorrerà, pertanto, procedere ad un calcolo matematico sulla base del suo stipendio decurtato dalle somme dovute a restituzione del mutuo e di quelle dovute a titolo di mantenimento.In ogni caso, l’Ente riscossore potrà sempre pignorare anche altre somme che il datore di lavoro deve al lettore, come ad esempio quelle a titolo di trattamento di fine rapporto.

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