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Pomodori: su produzione e vendita interviene il ministro

29 Novembre 2019
Pomodori: su produzione e vendita interviene il ministro

Il ministro Bellanova contro il caporalato e a favore della trasparenza a partire dall’etichetta sull’origine. Il problema dei prezzi che non coprono i costi.

Caporalato, sfruttamento della manodopera, produzione meccanizzata, provenienza del prodotto e problemi della sua trasformazione e commercializzazione: sono i temi trattati oggi a Napoli al Congresso annuale dell’Anicav ‘il Filo rosso del pomodoro tra futuro e mercato: La reputation come asset strategico per il comparto’, dove è intervenuta la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che ha lanciato una dichiarazione precisa. Ce la riporta l’agenzia stampa Adnkronos.

“Voglio dirlo con forza: la filiera del pomodoro non è una filiera sporca. Per noi non esistono filiere sporche, ci sono aziende che commettono reati e come tali vanno punite. Siamo contrari alle presunzioni di colpevolezza. Il tema è questo: il valore della reputazione. E spesso basta a una mela marcia a compromettere tutta la credibilità del settore. Per questo è nostro dovere impegnarci a fondo”.

La ministra si è dichiarata d’accordo anche sull’iniziativa di dare trasparenza sull’origine del prodotto nell’etichetta: “Se vogliamo avere una reputazione forte, dobbiamo dire al consumatore che la trasparenza è un valore, è un diritto. Nessuno può averne paura”.

Un altro problema trattato è quello dei costi in rapporto al valore: “Così come devono poter conoscere da dove proviene la materia prima dei cibi che acquistano, è importante che i cittadini conoscano il valore del prodotto. Se si abituano a comprare a costi che nemmeno coprono quelli di produzione allora avremo un problema enorme: quel risparmio lo sta pagando qualcuno”, aggiunge il ministro.

Sul fronte del caporalato, la ministra ha sottolineato il dovere di combattere i caporali e insieme le pratiche sleali di mercato: “vogliamo accelerare il recepimento della direttiva Ue in materia e coordinarla con la nostra legge nazionale. Daremo un testo solo alle aziende, condiviso e con meno dubbi di interpretazione possibile. Sapendo che le pratiche sleali rappresentano un punto di assoluta debolezza nei rapporti della filiera e per questo devono essere vietate. Le aste al doppio ribasso, per esempio, pur non essendo in quella direttiva, sono caporalato in giacca e cravatta e per questo appoggio la legge che le vieta. È stata approvata alla Camera in prima lettura e spero che al Senato possa divenire definitivo il testo”.


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Immagine: 123rf.com


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